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Martedì 12 Novembre 2019

Capri Leone

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COMUNE DI CAPRI LEONE

Indirizzo: C.da Laganeto, 1 – 98070 Capri Leone (ME)

Telefono centralino: 0941.919180 – 0941.858090 - Fax Municipio:0941.950387 – 0941.958063

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine:38° 5' 14''N

Longitudine:14° 43' 46''E

Altitudine: 400 m s.l.m.

Superficie:m². 6.912.098

Perimetro: m. 12.105

Comuni limitrofi: Capo d'Orlando, Frazzanò, Mirto, San Marco d'Alunzio, Torrenova

Frazioni:Rocca

Abitanti:4016

Densità:608,5 per Kmq

Nome di Abitanti:Caprileonesi o Capritani

Sito Internet:  www.comune.caprileone.me.it

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Codice Fiscale: 00461850836

Codice Istat: 083010

Codice Catasto: B695 

Santo Patrono:San Costantino

Giorno festivo: 27 luglio 

Stemma:Un rettangolo inserito tra due rami, di alloro e di quercia, sormontato da una torre merlata con in alto una croce rossa su sfondo bianco; sul lato inferiore sinistro una croce attraversata da sette campane e su quello destro un leone e una sorgente

Gonfalone: Drappo rettangolare di colore rosso porpora raffigurante lo stemma del Comune con in alto la dicitura Comune di Capri Leone ed in basso foglie di colore argentato

Caratteristiche Stemma

Simboli: Campana, Leone, Torre

Colori: Bianco, Rosso

Da vedere:

Monastero di San Filippo di Fragalà il Gran Conte Ruggero lo fece edificare nel 1090 circa.

Sorse dalle fondamenta, sui resti di un cenobio bizantino fondato, secondo la tradizione, da San Calogero di Calcedonia nel 495, in quest'epoca i santi di origine greca Calogero, l'arcivescovo Demetrio e l'arcidiacono Gregorio, per sfuggire le persecuzioni in atto nella loro terra, vennero a Roma e vestirono l'abito basiliano; ordinati sacerdoti furono mandati ad evangelizzare le terre della Sicilia.

I tre santi, convertendo e predicando, attirarono un gran numero di persone, insieme alle quali costruirono un cenobio.

Il cenobio sopravvisse ai saraceni e fu ricostruito dal Conte Ruggero: l'esigenza di ripopolare il territorio, la necessità di sfruttare le possibilità di rilancio delle attività produttive dell'isola, il bisogno di assicurarsi l'appoggio della popolazione, indusse i sovrani normanni ad adottare una politica filomonastica, caratterizzata dal rilascio di privilegi e immunità.

Una leggenda vuole che il monastero di San Filippo sia stato costruito dal Gran Conte dopo la presa del castello di Belmonte, come ex voto perchè San Filippo aveva liberato il piccolo Ruggero da un bruco che gli si era insediato nell'orecchio, e la leggenda ha riscontro parziale in alcuni documenti rilasciati dalla regina Adelasia e dai figli, in cui viene appunto ricordato il miracolo che occorse al piccolo Ruggero.

Nei molti documenti emanati in favore dell'abbazia, Ruggero il Gran conte ammonì ripetutamente i suoi vassalli ed i suoi funzionari a rispettare le concessioni da lui fatte; dopo la sua morte (1101) la politica di benevolenza nei confronti dei monasteri basiliani fu continuata dalla vedova Adelasia e dal figlio Simone, morto a 12 anni e sostituito dal fratello Ruggero II, re dal 1130.

Nel 1172, per ovviare all'increscioso stato di decadimento in cui era caduto il monastero, la regina Margherita e il figlio Guglielmo il Buono fecero riedificare la chiesa ormai in rovina, trasformandola in un monastero benedettino e concedendola all'abbazia di S. Maria la Nuova di Monreale.

Il monastero durante il regno di Federico II fu afflitto da ogni sorta di violenze e prepotenze.

Struttura interna

Oltrepassando il sobrio portaletto tardo rinascimentale (datato 1614) si accede ad un cortile quadrato a torno a cui si sviluppano gli ambienti del cenobio.

Al piano terra si trovano magazzini e stalle, attraverso una scala si può accedere ad un ampio terrazzo che collega gli ambienti delle celle dei monaci a destra ed al grande refettorio a sinistra.

La parte posteriore della Chiesa è ancora originale con le sue absidi di stile siculo - normanno mentre la parte frontale è di stile barocco e risale al 1613.

a pianta della Chiesa è a croce latina, con un transetto, una grande abside centrale e due piccole absidi laterali.

Le absidi recano tracce di un bellissimo ciclo di affreschi, al centro la figura del Cristo benedicente entro una mandorla di luce retta da angeli, mentre più in basso sono teorie di santi, alcuni dei quali reggono pergamene con scritte in greco.

Chiesa S. Costantino, Chiesa madre, (sec. XVI) costruita nel medioevo, mostra una maestosa torre campanaria nella struttura dell'epoca, un  pregevole pavimento in ceramica settecentesca.

All'interno  una pala seicentesca ed una statua raffiguranti il Santo, altri dipinti settecenteschi e un piccolo tesoro di calici, ostensori e reliquiari, inoltre, è ornata di uno splendido portale del 1500 con motivi floreali e figure di Santi, in pietra locale, l’interno, a tre navate, è impreziosito da numerose tele del settecento, statue lignee di pregio, una statua in marmo della Madonna del 1578 di Giuseppe Gagini, un Crocifisso ligneo seicentesco attribuito a Fra Umile da Petraia

Chiesa San Antonio

Chiesa SS. Assunta, (sec. XIV-XVI) che conserva una ammirevole statua di Antonello Cagini;

Chiesa SS. Annunziata, di notevole interesse artistico, col suo splendido campanile del XII secolo, che conserva al suo interno una statua marmorea di Antonello Gagini raffigurante la Madonna

Palazzo Baronale (dei Filangeri).

Chiesa N. S. di Czestochowa, al cui interno è custodita l’icona della Madonna di Czestochowa, dono di Giovanni Paolo II alla cittadina

Maria SS. del Rosario

Santuario Maria SS. del Tindari, chiesetta costruita su di un costone roccioso, dal quale è possibile scrutare la costa e il mare, ricavata da un bunker nel corso della seconda guerra mondiale;

Festa Patronale:

San Costantino Festa del Patrono - Capri Leone Centro, ultima Domenica di Luglio

S. Antonio - Capri Leone Centro, il  17 Gennaio

Madonna Annunziata - Capri Leone Centro, il 25 marzo

Festa della Madonna dell'Annunziata Capri Leone Centro, ultima Domenica di Luglio

Festa di San Rocco - Capri Leone Centro, il 16 Agosto

Festa Maria SS. del Tindari nella Parrocchia Maria SS. del Tindari, Seconda Domenica di Maggio.

Festa dell'Immacolata si celebra l'8 Dicembre

Festa della Madonna del Rosario Festa del Patrono - Frazione Rocca, il 7 Ottobre

Sant'Antonio di Padova - Frazione Rocca, il 13 Giugno

Festa di San Felice da Nicosia  - Frazione Rocca,  ultima Domenica di Agosto.

Eventi Culturali:.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

agricola: agrumi, frutta, ortaggi, cereali

Centri culturali:

Numeri Utili:

Carabinieri - Via Nazionale, 155 - Tel. 0941 958141

Ufficio P. T. - Via Risorgimento, 18 - Tel. 0941 919067

Guardia Medica - Via Provinciale - Tel. 0941 958596

Farmacia - Via Nazionale - Tel. 0941 958047

Vigili Urbani - Capri Leone - Tel. 0941 919180

Siti nel Comune:

 http://www.capri-leone.it

http://www.caprileone.com/

Strutture Ricettive:

Ritrovo La Roccia Bar Ristorante Pizzeria - Via Provinciale, 14 tel. 0941 958114

Ristorante Eucaliptus  - Via Nazionale – tel. 0941 958017

Ristorante Pizzeria La Sirena - Via Alessandro Volta, 13 – tel. 0941 958226

Ristorante L'Antica Filanda - Contrada Raviola  - tel. 0941 919704

Ristorante La Caverna Del Diavolo  - Piazza G. Faranda – tel. 0941 950303

Personaggi Illustri:

Come si arriva:

Auto: A pochi chilometri dalla strada statale 113 che collega Palermo con Messina e dalla strada statale 116 che mette in collegamento Capo d'Orlando con Randazzo (CT). Autostrade A 20 che collega Palermo con Messina.
F. S. (Stazione di riferimento: Zappulla. Distanza dal centro: 9 chilometri)

Cenni storici:

Centro agricolo dei Nebrodi settentrionali Caprileone giace incastonato tra gli ubertosi monti a circa 400 metri di altitudine.

Sul tratto di costa che va da Capo d'Orlando a S. Agata Militello, in una fertilissima e ridente pianura, alla foce del fiume Zappulla, è posta la splendida frazione di Rocca di Caprileone.

Le notizie storiche sul Comune risalgono ad epoca normanna ma si crede che le sue origini siano più remote.

Antico casale del vicino Comune di S. Marco d'Alunzio, Capri o Crapi, come in passato veniva usualmente denominato, apparteneva nel 1320 a Vitale di Alojsio.

Verso la metà del secolo XVII divenne possesso della nobile famiglia dei Filangeri.

Nel 1865 si aggiunse la denominazione di "Leone", si dice, per distinguerlo dal più famoso e omonimo comune compreso nell'arcipelago campano.

Il centro storico conserva ancora tangibili testimonianze del suo passato.

La splendida posizione territoriale di Rocca è lo sfruttamento delle risorse naturali del sito, hanno trasformato negli ultimi anni questa cittadina da centro agricolo in un attivo centro commerciale e industriale.
La realizzazione di moderne infrastrutture ricettive, poi, ne ha notevolmente potenziato lo sviluppo turistico.

Il Centro è di origine medioevale: compare in documenti del 1320 fra i possedimenti di Vitale De Alosio.

In seguito il borgo passa a Lancellotto di Larcam, quindi si trova descritto come feudo dei Filangeri, dei Balsamo, dei Branciforte e dei Cordona. Nella metà del sec. XVII  la Terra è riacquistata dai Filangeri. 

Etimologia (origine del nome)

La prima parte del nome deriva dal latino Caprae (posto delle capre), la seconda parte potrebbe riferirsi ad un nome o cognome di persona oppure richiamare il leone in marmo collocato nella piazza del paese.

Il Comune di Capri Leone fa parte di:

Regione Agraria n. 8 - Colline litoranee di Patti

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