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Sabato 16 Novembre 2019

Barcellona Pozzo di Gotto

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COMUNE DI BARCELLONA P.G.

Indirizzo: Via S. Giovanni Bosco – 98051 Barcellona P.G. (ME)

Telefono centralino: 090.97901  - Fax Municipio: 090.9797417

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia: Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 38° 8' 55''N

Longitudine: 15.211291

Altitudine: 60 m s.l.m.

Superficie: m². 103.475.18

Perimetro comunale:  m. 45.205

Comuni limitrofi: Castroreale, Merì, Milazzo, Santa Lucia del Mela, Terme Vigliatore

Frazioni: Gala, Acquaficara, Calderà, Sant'Antonino, Sant'Antonio, Portosalvo 

Abitanti: 41.569

Densità: 717 ab./km²

Nome di Abitanti: barcellonesi 

 

Sito Internet:  www.barcellonapdg.it

@: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Codice Fiscale:00084640838

Codice Istat: 083005

Codice Catasto:A638 

Santo Patrono:San Sebastiano 

Giorno festivo:20 Gennaio

Stemma:Partito: nel 1° d'azzurro all'aquila al naturale dal volo spiegato, poggiante sull'orlo di un pozzo mattonato; nel 2° campo di cielo, all'uomo nudo, barbuto, seduto sulla riva di uno specchio d'acqua rivolto, poggiante con l'avambraccio destro su un'orcio versante acqua nello specchio stesso, con lo sfondo di due colline, il tutto al naturale. Alla campagna d'azzurro, carica di una fede di carnagione, la mano sinistra manicata d'argento e di nero. Ornamenti esteriori da Comune

Gonfalone: Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati.

L'asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale.

Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome.

Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento

Caratteristiche Stemma

Partizione del Campo: Partito

Simboli: Aquila, Collina, Mano

Colori: Argento, Azzurro, Nero

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3915-6 del 3 agosto 1952 concessione stemma. Decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1953 concessione gonfalone

Da vedere:

La Cattedrale è un tempio sontuoso, costruito in sostituzione della vecchia chiesa Madre di San Sebastiano demolita nel 1935 - 36.

Nell'interno, oltre le tele, ai marmi e alle altre opere trasportate dal tempio demolito, e alla già citata opera del Barcellonese Minolfi raffigurante il Cristo, si ammira un imponente dipinto sull'altare maggiore, rappresentante il martirio del Patrono San Sebastiano, del Messinese Subba.

Da ammirare anche, in questa chiesa, un quadro del 1606, del Barcellonese Gaspare Camarda, raffigurante la Madonna col Bambino e San Francesco d'Assisi.

Chiesa di San Giovanni Battista, di stile siculo - normanno, con due imponenti Torri campanarie, di stile gotico.

Il prospetto principale è adorno di tre preziosi portali e di una statua in marmo del Santo titolare, di pregevole fattura. Altrettanto pregevoli sono le altre due statue in marmo che adornano i due prospetti laterali: la statua di San Giuseppe e la statua dell'Addolorata.

Il tempio dichiarato Monumento Nazionale nel 1969, è stato aperto al culto nel 1756, e consacrato nel 1821.

 Nell'interno oltre agli affreschi sulla volta e sull'abside del Bonsignore, al pulpito e alle cantorie in legno intarsiato del secolo XVIII, si ammira l'altare maggiore, con la sua ricchezza di marmi policromi e di statue dell'arte siculo - spagnola.

Chiesa di Nasari, del 1600, nel cui interno è custodita una bella statua in marmo di Santa Caterina d'Alessandria, di scuola gaginesca;

Chiesa di Centineo, dedicata a San Cataldo, Vescovo di Taranto, costruita nel 1309, restaurata nel 1606, e totalmente rifatta in questi ultimi tempi, nel cui interno si ammira un quadro dell'Alibrandi, un polittico del 1667, ed una tavola del Quagliata, raffigurante la Madonna dell'Idria;

Chiesa di San Giacobbe a Cannistrà e quella di San Vito a Pozzo di Gotto, entrambe adorne di pregevoli quadri.

Monumento ai Caduti, realizzato nel 1970; una stele dedicata a Giuseppina Bolognari, con la riproduzione in lettere di bronzo dell'indirizzo di lode di Garibaldi;

Fontana raffigurante il vecchio Nettuno nell'atto di versare da un'anfora acqua in una vasca dai bordi di marmo.

Zone Archeologiche - Località Uliveto: resti di una necropoli (tombe a grotticella con ceramiche e monili del sec. VII - VIII a. C.)

Festa Patronale:

Eventi Culturali:.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

L'economia attuale si basa oltre che sull'agricoltura (agrumi, uva, cereali, olive e ortofrutticoli) e sull'allevamento dei bovini, anche su alcune fiorenti attività artigianali quali la lavorazione del cuoio, del legno e la cantieristica navale.

L'industria è presente soprattutto nei settori della lavorazione del materiale plastico, nella trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, nella produzione di acque minerali e di materiale da costruzione (laterizi).

In via di sviluppo è il settore turistico.

Centri culturali:

Museo Etnostorico Nello Cassata.

Parco Museo Jalari.

Numeri Utili:

Uffici Giudiziari: Pretura, Via Basiliani - tel. 090-97921;

Uffici Postali: Via Roma, 135 tel. 090-9702395;

Guardia Medica: Via Spagnolo - tel. 090-9797411;

Ospedale: "Cutroni Zodda", Via Risorgimento, tel. 090-97511;

Siti nel Comune:

www.barcellonapg.it

www.barcellonapozzodigotto.it

www.barcellonapozzodigotto.com

www.comunitasanbasilio.it

www.parcojalari.com

Impianti sportivi:

Stadio Comunale D'Alcontres

Strutture Ricettive:

Ristorante All'Antico Pozzo Di Ofria Carlo & C. - Via Milite Ignoto, 76  - tel. 090.9797290

Ristorante S. Andrea - Via S. Andrea, 12  - tel. 090.9796684

Ristorante Nemo  tel. 090.9711118

Ristorante Conca D'Oro - Contrada Spine Sante, 20  - tel. 090.9710128

Ristorante La Brace  - Via Cantoni, 3, tel  090.9710169

Bar "premier Cafe'" - Via Garibaldi, 250/252 -  tel.  090.9704370

Bar Dello Studente  - Via Degli Studi, 12  tel. 090.9791199

Bar L'Orangerie  - Via Umberto I, 24  tel. 392.2684971

Bar Pasticceria Saint Honoré - Via Trento tel. 090.9703020

Personaggi Illustri:

Beppe Alfano (Barcellona Pozzo di Gotto 1945, morto nel 1993 per omicidio mafioso), detto Beppe, è stato un giornalista italiano, ucciso per mano della mafia. Frequentò la facoltà di Economia e Commercio all'Università di Messina dove conobbe Mima Barbarò, sua futura moglie.

Dopo la morte del padre lascia gli studi e si trasferisce a Cavedine, vicino Trento, trovando lavoro come insegnante di scuola media e ritornando in Sicilia nel 1976.

Appassionato di giornalismo e militante di destra, Beppe comincia a collaborare con alcune radio provinciali, con l'emittente locale Radio Tele Mediterranea e come corrispondente de La Sicilia di Catania.

La sua attività giornalistica è rivolta sopratutto verso uomini d'affari, mafiosi latitanti, politici e amministratori locali. La sua inflessibile operosità e il suo lavoro diedero fastidio a più di una persona e la notte dell' 8 gennaio 1993 Beppe fu colpito da tre proiettili mentre era alla guida della sua auto in piazza Marconi a Barcellona Pozzo di Gotto.

Alla morte seguì un lungo processo, tuttora non concluso, che condannò un boss locale all'ergastolo per aver organizzato l'omicidio, lasciando ancora ignoti i veri mandanti.

Eutichio Ajello, (Filosofo e teologo) il quale fu Abate del Monastero di Gala, dove compì i suoi primi studi. Insegnò filosofia a Parigi, fu socio e maestro dell'Accademia di Londra.

Fu chiamato in Spagna da Isabella Farnese, moglie di Filippo V, la quale gli conferì la nomina di bibliotecario e ad antiquario. Ritornato in Italia, dimorò per un certo tempo a Napoli dove pubblicò le sue opere che si conservano nella Biblioteca Comunale. Morì in Barcellona nel 1793.

Giuseppe Barresi, (Musicista) valente violinista, vincitore, giovanissimo di un concorso per primo violinista a Parigi, le cui esecuzioni trovarono da parte del pubblico e dei critici del tempo, larghi consensi, ed ebbero eco in molti quotidiani italiani;

Giuseppina Bolognani, (la vetturina)soprannominata "Peppa la Cannoniera", e ricordata ancora oggi nel Museo Nazionale di Palermo con effige scolpita in gesso, la quale, il 31 Maggio del 1860 durante l'insurrezione di Catania, al seguito dei volontari garibaldini, aprì coi cannoni il fuoco contro i Borboni al grido "andate via o vi brucio tutti", e per la cui impresa, che ebbe vasta risonanza anche sulle gazzette di oltre frontiera, meritò, da parte della città di Catania, il titolo di "Eroina" ed una Medaglia d'Argento al Valore Militare, e più tardi ad Italia unificata, un vitalizio da parte del Governo Nazionale.

Giuseppe Camarda, (Pittore) nato nel 1570, che dipinse quadri di buon pennello;

Nello Cassata, fondatore del Museo Etnostorico 

Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 - Milano, marzo 1979) scrittore. Laureatosi in giurisprudenza visse tra Milano, dove lavorava come pubblicitario e la Sicilia.

I viaggi che compì in Europa ed in Africa diventarono i motivi ispiratori di alcune sue raccolte di poesie come Partenza da Greenwich del 1955.

La sua prima raccolta di versi, Nel centro della mano, venne pubblicata nel 1951 e ad essa seguirono altre raccolte come Le mosche del meriggio nel 1958,

Qualcosa di preciso nel 1961, L'osso, l'anima nel 1964, L'aria secca del fuoco nel 1972, Il buio nel 1973, Ostuni, nel 1975, La discesa al trono nel 1975, Marzo e le sue idi nel 1977, L'allodola ottobrina nel 1979, Chiromanzia d'inverno pubblicata postuma nel 1983 e Segni 1986.

La poesia di Cattafi è una poesia dai toni epigrammatici che fa spesso ricorso alla metafora del vuoto e della solitudine per delineare l'amaro bilancio di una generazione fallita.

Il poeta che, come dice Carmelo Aliberti nel suo saggio, è uno tra i più validi della generazione fiorita nel secondo dopoguerra, comprendente tra gli altri Luciano Erba, Nelo Risi, Giorgio Orelli e Giovanni Giudici, è morto precocemente per grave malattia e non ha avuto ancora il giusto riconoscimento della critica.

Francesca Chillemi (Barcellona Pozzo di Gotto, 25 luglio 1985), Nel 2003 viene eletta Miss Italia con il numero 070, ricevendo la corona da Claudia Cardinale.

Dopo la vittoria inizia a lavorare in TV, partecipando alla serie tv Un medico in famiglia 4 e ad alcune trasmissioni televisive di Rai Uno, tra cui: I raccomandati, al fianco di Carlo Conti e dell'ex velina Giorgia Palmas, e Italia che vai, con Luca Giurato e Guido Barlozzetti.

Tipica bellezza mediterranea, nel 2004 cede la fascia e la corona di Miss Italia alla bionda piemontese Cristina Chiabotto, mantenendo il ruolo di testimonial di Deborah, mainsponsor del concorso.

Nel 2005 conduce per Rai uno Varietà - Aspettando Miss Italia, Sognando tra le note, Miss Italia: la sfida comincia e partecipa a Sanremo contro Sanremo, condotto da Carlo Conti; inoltre, diventa testimonial del marchio Miluna. Nel 2006 entra nel cast della serie tv di Canale 5, Carabinieri, dove interpreta il ruolo di Laura Flestero.

Nel 2007 è coprotagonista con il ruolo di Verna in Gente di mare 2 e diventa testimonial della campagna di sensibilizzazione per la sicurezza stradale.

Francesco De Luca, (Avvocato) sommo giurista e patriota, il quale fu Ministro di Grazia e Giustizia nel Governo Siciliano formatosi a seguito della rivoluzione del 1848;

Emilio Fede (Barcellona Pozzo di Gotto, 24 giugno 1931), giornalista italiano, direttore del TG1 (1981-1982) e del TG4 (dal 1992).

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 ottobre 1937) scultore, pittore e scrittore.  Si trasferisce ben presto a Milano, dove espone il suo lavoro rivoluzionario ed anticipatore fin dai primi anni sessanta presso alcuni tra i più prestigiosi spazi espositivi d'Italia. Le sue 'cancellature' lo collocano tra gli artisti dell'avanguardia intellettuale più lucida della sua generazione, con un respiro internazionale (tra le varie prestigiose manifestazioni a cui l'artista è invitato, ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo). Ha scritto il racconto autobiografico "L'avventurosa vita di Emilio Isgò" del 1947 e i romanzi " Marta De Rogatiis Johnson" (1977) e "Polifemo" (1989).

Placido Mandanici, (Musicista) uno dei più apprezzati musicisti del melodramma italiano del primo ottocento. Le sue opere, specialmente "Il Bontempone di Porta Ticinese", "Il Segreto" e "Maria degli Albizzi", furono rappresentate nei maggiori teatri italiani, fra cui il "San Carlo" di Napoli, e il teatro "Alla Scala" di Milano. Il Mandanici è anche autore del famoso Inno alla Libertà, cantato dai patrioti milanesi nelle gloriose giornate del 1848. 

Antonio Mazzei, (Notaio) realizzatore, nel 1815, dell'autonomia di Barcellona;

Felice Mazzei, fondatore di una Società Agricola, con una Scuola Serale gratuità per i figli dei contadini;

Domenico Nania (Barcellona Pozzo di Gotto, 19 settembre 1950), Vice Capo Gruppo Vicario di Alleanza Nazionale al Senato della Repubblica.

Laureato in Giurisprudenza, ha svolto per anni la professione di avvocato, dirigente del FUAN - Destra universitaria.

Nel 1987 viene eletto deputato per il Movimento Sociale Italiano, confermato alla Camera nel 1992.

Nel 1994, dopo la svolta di Fiuggi, entra in Alleanza Nazionale e viene rieletto alla Camera; successivamente viene nominato Sottosegretario di Stato ai Lavori Pubblici durante il primo governo Berlusconi.

Nel 1996 viene confermato alla Camera per Alleanza Nazionale.

Nel 2001 viene eletto senatore per Alleanza Nazionale, dove diviene capogruppo di AN al Senato, dove ricopre gli incarichi di membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali), della Commissione di vigilanza servizi radiotelevisivi, della Sottocommissione permanente RAI per l'accesso.

Ha fatto parte del gruppo dei quattro esponenti del centrodestra (i saggi della CdL) che hanno redatto la riforma della Costituzione approvata in Parlamento nel 2005, ma poi annullata dal referendum costituzionale del 2006.

Michele Nicolaci, (Barone) il quale  si distinse per il suo energico intervento per l'arginatura del torrente Longano;

Emilio Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto, 1958) fu un arbitro di calcio italiano. Venne promosso dalla serie C nel 1992 su proposta dell'ex arbitro Luigi Agnolin, e l'anno successivo debuttò in serie A per decisione del designatore Paolo Casarin. Nonostante non abbia mai conquistato i gradi di arbitro internazionale, mise insieme una carriera di tutto rispetto, culminata nel 2004 col raggiungimento della cifra di 155 presenze in serie A, in occasione della gara Reggina-Parma.

In realtà, nel 1997 Pellegrino sfiorò la nomina ad internazionale, perdendo però il ballottaggio finale con Pasquale Rodomonti che gli venne preferito. Nel 1999, dopo la gara di campionato tra Perugia e Bari, Pellegrino querelò l'allora Presidente del club umbro Luciano Gaucci per le offese e le accuse rivoltegli: dopo la causa in Tribunale, Pellegrino non avrebbe più arbitrato il Perugia.

Nel 2000 arbitrò (assieme al collega Alfredo Trentalange, nell'ambito dell'esperimento del doppio arbitro) la finale di andata di Coppa Italia tra Lazio ed Inter, durante la quale l'arbitro messinese assistette al gravissimo infortunio al ginocchio subito dall'interista Ronaldo.

Terminata l'esperienza in serie A per raggiunti limiti d'età, Pellegrino venne subito assunto dalla società calcistica Messina come suo team manager.Estratto da " http://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Pellegrino"

Luigi Pettinato, (Soldato) giovane volontario garibaldino, che si distinse, per ardimento nelle battaglie di Corriolo e di Milazzo, e che poi seguì Garibaldi oltre lo Stretto, immolando la vita sotto le mura di Capua, ed il cui sacrificio è ricordato in una lapide custodita nella chiesa di San Giovanni;

Filippo Rossitto, (Storico) il primo e il più illustre storico Barcellonese, esperto archeologo e figura di primo piano nella lotta antiborbonica, il quale è autore di un'opera storica, dal titolo "La città di Barcellona Pozzo di Gotto", di una relazione sul selpocreto trovato nella contrada Bagni di Castroreale, e della monografia sul sepolcro di Simone il Normanno;

Don Antonio Sanginisi, (Sacerdote) promotore dell'Autonomia di Barcellona Pozzo di Gotto, che fu raggiunta nel 1571;

Giovanni Salamone (Barcellona Pozzo di Gotto (30 agosto 1948), morto il 12 gennaio 1991 per omicidio mafioso), imprenditore edile.

Giovanni Spagnolo, per merito del quale, nella seconda metà del Seicento, Barcellona ebbe il "Monte di Prestanza";

Come si arriva:

Autolinee: Messina, Palermo.

Ferrovia: Linea Palermo-Messina.

 

Cenni storici:

In origine Barcellona Pozzo di Gotto era composta da due semplici Casali: quello sulla sponda destra del Longano, che prendeva nome da un pozzo esistente nei pressi della chiesa di San Vito e da un certo Nicolò Goto, messinese, stabilitosi in quel sito verso il 1463; quello sulla riva sinistra della medesima fiumara, che traeva nome da una certa Graziosa Barsalona.

A quei tempi, la contrada in cui sorgeva Pozzo di Gotto, apparteneva al territorio di Milazzo, ed era famosa per la sconfitta che i Mamertini subirono da parte di Gerone II di Siracusa; mentre la contrada in cui sorgeva Barcellona, apparteneva al territorio di Castroreale.

Nel 1571, i Pozzogottesi ottennero il diritto di eleggere il proprio cappellano senza più l'ingerenza dell'Arciprete di Milazzo; nel 1639, ottennero l'autonomia, dietro versamento di 20.000 scudi alla corte di Madrid.

I Barcellonesi invece, dovettero attendere ancora per quasi due secoli, per ottenere l'Autonomia (15 Maggio 1815).

Il 1° Maggio 1836, per decreto reale del 5 Gennaio 1835, i due Comuni si unirono, sotto la denominazione di Barcellona Pozzo di Gotto.

I Barcellonesi e i Pozzogottesi, non rimasero estranei ai moti insurrezionali del 1820 e del 1848; né alle lotte garibaldine del 1860.

A queste gloriose giornate risorgimentali, la cittadina partecipò con proprie squadre; alle due battaglie di Corriolo, ed a quella di Milazzo, fu presente con la Guardia Nazionale, e coi suoi volontari. Barcellona Pozzo di Gotto ospitò dopo la battaglia di Milazzo circa 600 garibaldini feriti, che curò amorevolmente e pietosamente. per questo patriottico comportamento, la cittadina venne insignita da Garibaldi col titolo di "Patriottica".

Non mancano, a Barcellona, antichissime contrade nobilitate dalla presenza di importanti civiltà, come la greca, l'araba, la normanna.

La più ragguardevole di queste contrade, è Gala, sia perchè fu uno dei centri più antichi di cultura della Sicilia, sia perchè sede di un vecchio Monastero, sia perchè, secondo un'antica tradizione popolare, fu la patria di Santa Venera.

Del vetusto monastero, oggi esiste soltanto un coperchio di sarcofago, sormontato dall'effige di un uomo morto, ornato di spada, e con un cagnolino ai piedi, il quale, secondo lo storico Barcellonese Rossitto, dovrebbe far parte della tomba, che raccoglieva i resti mortali di Simone il Normanno, figlio del conte Ruggero, avuto nel 1903 da Adelasia, e che secondo Rossitto, sarebbe morto alla tenera età di undici anni.

Ma oltre alla contrada Gala, resa ancora più ragguardevole dalla fondazione del Monastero Basiliano da parte del conte Normanno, e dalla donazione del feudo da parte della consorte Adelasia, Barcellona vanta la contrada Santa Venera, per la presenza di una Grotta, dove, secondo un'antica tradizione, si sarebbe rifugiata Santa Venera, una giovinetta nativa di Gala, appartenente a famiglia pagana, di nobilissima origine, probabilmente feudatrice del luogo.

Secondo quanto riferisce l'illustre storico Michele Amari, molti nobili feudatari siciliani, sperando di conservare i loro privilegi, passarono alla fede dei conquistatori.

Probabilmente la famiglia Venera fu una delle tante che abiurarono il cristianesimo; tuttavia qualcuno della famiglia conservò tenacemente la fede degli antichi padri, e la comunicò alla fanciulla, che si dichiarò "Ancella di Cristo".

I fratelli dispiaciuti, si adoperarono per farla rinsavire e, non essendoci riusciti, passarono a vie di fatto. Venera fuggì di casa, rifugiandosi nella Grotta che conosciamo, dove visse diversi anni ignorata dalla famiglia.

Finalmente scoperta, subì il martirio per mano dei feroci fratelli. Sulla Grotta venne eretto un tempietto in onore della Santa, dove i Monaci Basiliani, che furono coloro che diffusero nella contrada il culto della Martire, celebravano la Messa in rito greco - bizantino.

La notte tra il 25 e il 26 Luglio, si svolgeva, a Santa Venera, la festa della Santa, con l'intervento in massa del popolo Barcellonese, unitamente ad un lauto banchetto a spese del Signore del luogo (il barone De Gregorio), ed al ricevimento di una coppia di novelli sposi, nello sfarzoso costume dell'epoca, nel palazzo della padrona del fondo.

Ai nostri tempi, tali manifestazioni, che costituivamo un motivo di schietta allegria per i Barcellonesi, e che facevano parte del patrimonio folkloristico locale, sono purtroppo scomparse. l'unico elemento, di carattere folkloristico che oggi può offrire Santa Venera, è costituito da un artistico presepe, che l'Amministrazione Comunale, da alcuni anni, fa apprestare nella Grotta, in occasione del Natale, e che consente, ai Barcellonesi che puntualmente si recano a visitarlo, di assaporare l'avvincente clima della Natività, e di gustare, al lume delle stellate notti dicembrine, la dolce poesia di questa grande festività Centro agricolo ed industriale sito presso la costa orientale del golfo di Patti.

Le numerose necropoli esistenti lungo la zona collinare, fanno supporre, che il territorio sia stato abitato sin dall'epoca preistorica anche se il primo nucleo urbano vero e proprio si dovette costituire intorno al secolo XV.

Lo sviluppo dei due centri, inizialmente separati, di Barcellona e Pozzo di Gotto, fu assai rapido dopo la loro fusione in un unico comune avvenuta nel 1835.

Nel 1860 la cittadina divenne uno dei maggiori centri di insurrezione nella parte sud-orientale dell'isola.

Etimologia (origine del nome)

Anticamente era chiamata Pozzo di Gotto. La prima parte riprende il nome catalano di Barcelona. La specifica di riferisce a Filippo Gotto che realizzò una torre e scavò un pozzo intorno ai quali si sviluppò il paese.

Il Comune di Barcellona PG fa parte di:

Regione Agraria n. 9 - Colline litoranee di Milazzo

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