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Lunedì 18 Novembre 2019

San Filippo del Mela

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Indirizzo: Via Francesco Crispi 1- 98044 San Filippo del Mela (ME)

Telefono centralino: 090.9391811 - Fax Municipio:090.9391811

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia: Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 38° 10' 15,96'' N

Longitudine: 15° 16' 27,12'' E

Altitudine: 89 m s.l.m.

Superficie: 10,05 km²

Perimetro comunale:

Comuni limitrofi: Merì, Milazzo, Pace del Mela, Santa Lucia del Mela

Frazioni e località:Cattafi, Archi, Corriolo, Olivarella

Abitanti: 7.291 (31-1-2013)

Densità: 725,47 ab./km²

Nome di Abitanti: Sanfilippesi

Sito Internet: www.comune.sanfilippodelmela.me.it

@:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Codice Fiscale:00148160831

Codice Istat: 083077

Codice Catasto: H842

Santo Patrono: Madonna del Carmine

Giorno festivo: 16 Luglio

Descrizione Araldica dello Stemma:

Troncato: nel primo di rosso, alla mitra d'argento, con i nastri posti in fascia, nel secondo, argento, all'albero di limone al naturale, fruttato di sei d'oro; al fiume d'azzurro, fluttuoso d'argento, posto in fascia sulla partizione. Ornamenti esteriori da Comune

Blasonatura del Gonfalone

Drappo partito di rosso e di bianco riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma civico con la iscrizione centrale in argento: Comune di San Filippo del Mela. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento

Caratteristiche Stemma, Partizione del Campo: Troncato, Simboli: Albero, Fiume

Colori: Argento, Azzurro, Oro, Rosso

Decreti:

Da vedere:

Il Duomo

Gian Battista Vaccarini, l'architetto artefice della ricostruzione diCataniadopo il terremoto del 1693 e di numerose altre opere in Sicilia, fu abate dell'abbazia di San Filippo dal1758alla morte (1768): da lui venne probabilmente l'idea e forse anche l'originario progetto per la ricostruzione della chiesa abbaziale, perpendicolare a quella precedente, ormai in cattivo stato, e comunicante con quest’ultima utilizzando parte dell’antica abside.

La costruzione fu iniziata tra il 1760 e il 1768 e l’opera fu completata dal successore del Vaccarini, don Domenico Gargallo.

La nuova chiesa venne dedicata aiSanti FilippoeGiacomo. Tra il1883ed il1887fu realizzato ilcampanilee la chiesa venne ampliata con una nuova abside.

L’attuale facciataneogotica, analoga a numerosi esempi simili in provincia, risale ai primi anni delXX secolo.

Il duomo custodisce, tra le opere più importanti, le statue ligneesettecenteschediSan Filippo d'Agirae dellaMadonna del Carmelo, patrona del paese.

All'altare maggiore una grande tela, ancora del '700, che raffigura la "Vergine col Bambino tra i santi Apostoli Filippo e Giacomo" e, in sacrestia, un dipintoottocentescoraffigurante "Il primato di Pietro".

Chiesa di Sant'Antonio 

La chiesa diSant'Antonio, dalle originibizantineed un tempo dedicata aSanta Maria Odigitria, sita nel cuore del vecchio casale, custodisce un magnificoEcce Homoin gesso.

Palazzo municipale

Lungo il corso Garibaldi sorge il vecchio palazzo municipale edificato alla fine dell'Ottocento in stileneoclassico, oggi destinato ad attività culturali. Il nuovo Palazzo Municipale (1996) sorge in via Crispi.

Masseria fortificata del Belvedere

Nella frazione diOlivarella sorge la masseria fortificata del Belvedere, sorta probabilmente nelXV secolosu di un pianoro che sovrastava l’argine del Mela, a protezione dalle numerose piene del fiume (che oggi scorre a distanza per le modificazioni apportate al suo corso nel1581).

Altri borghi fortificati sorgono nei feudi vicini (Pancaldo, in territorio diSanta Lucia del Mela, Faraone, in territorio diMilazzo).

All’interno si ritrovano gli elementi caratteristici di questo tipo di insediamenti: la cinta muraria, il baglio, la torre di guardia, la casa del signore, gli alloggiamenti dei coloni, il pozzo e la piccola chiesa.

Quest'ultima, antichissima, forse di origine bizantina, è intitolata alla Santissima Trinità: al suo interno una lapide ricorda il Conte Giovan Battista Di Giovanni Ardoino, ultimo signore del feudo. Qui fu sepolto Mons. Antonio Ura, abate di S. Lucia dal 1732 al 1735, morto a Belvedere mentre era in viaggio da Milazzo verso Santa Lucia.

Nelle frazioni

Archi: antica chiesa di Santa Maria della Catena o della Madonna dell'Arco (1625)

Cattafi: vecchia chiesetta di Santa Maria dell'Addolorata

Corriolo: chiesetta di Santa Maria Odigitria

Feste Patronali:

La festa più importante è quella del 16 luglio in onore della Madonna del Carmelo, la protettrice del paese. La statua viene portata in processione per le vie del centro storico.

In passato, l'evento si svolgeva nella prima domenica di agosto e fin dal 1866 era preceduto da una fiera che si teneva ogni anno dal 28 al 31 luglio sul greto del torrente Floripòtema, in località Passo Cattafi.

In precedenza, la festa principale era dedicata a San Filippo Apostolo e si teneva nel mese di maggio.

Anche nelle frazioni, in tono minore, si svolgono delle feste religiose e precisamente:

ad Archi in onore della Madonna della Catena in settembre;

a Cattafi in onore della Madonna Addolorata sempre in settembre;

a Corriolo in onore del Sacro Cuore di Gesù in agosto;

a Olivarella in onore della Madonna Immacolata nel mese di luglio o di dicembre.

Il Venerdì Santo si svolge la solenne processione penitenziale che culmina con l'incontro tra l'Addolorata e l'Ecce Homo.

Recentemente, grazie all'impegno dell'UPCF, il rito si arricchisce della partecipazione dei "Babbaluci", che si riallacciano agli incappucciati dell'antica Confraternita dell'Ecce Homo, fondata intorno alla metà del 1600 e sciolta alla fine degli anni '50 del secolo scorso.

Il loro singolare costume è costituito da una casacca bianca stretta alla vita da un cordone dello stesso colore, dei guanti bianchi, una mantellina rossa ed il classico cappuccio bianco forato in corrispondenza degli occhi, in mano portano un bastone di legno.

Eventi Culturali:.

Settimana Santa si svolge la Sacra Rappresentazione che richiama una grande partecipazione popolare grazie ad un perfetto allestimento scenico ed un'ottima interpretazione, centocinquanta fra attori e comparse, rievocano la Passione e la morte di Gesù Cristo.

La Domenica delle Palme adulti, giovani e bambini con palme ed ulivi si recano in piazza Liberazione e dopo la benedizione del sacerdote il corteo, composto da persone in costumi tipici dell'epoca ebraica, inneggia a Gesù che entra simbolicamente nella sua Gerusalemme.

Il martedì successivo si svolge la rappresentazione dell'ultima cena e dell'orto degli ulivi.  

Infine la manifestazione ha il suo epilogo con il processo dietro la Chiesa Madre dove è stata creata una scenografia che ricorda un palazzo di ispirazione romana.

Dopo il verdetto di condanna, da parte del popolo, inizia la "Via Crucis" che si snoda attraverso le vie strette e tortuose del centro storico.

La gente segue silenziosa e commossa siffatta "via della croce" e il corteo giunge così sul luogo della crocifissione, alla fine della via Matteotti, e gli interpreti si sentono inondati da un'indicibile commozione che coinvolge anche tutti coloro che assistono a quest'ultima scena apicale.

La manifestazione è curata in modo perfetto dall'associazione teatrale "Le nuove Immagini" che ogni anno porta in scena diversi lavori teatrali anche nei paesi vicini.

Carnevale: A Cattafi in occasione del carnevale sfilano gli "Scacciuni".

L'origine dell'attuale maschera risale fra il 1500 e il 1600, a quel tempo, orde di turchi imperversavano nei nostri mari, saccheggiavano e depredavano le località costiere.

La valle del Mela fu uno degli obiettivi dei predoni mori, finché i contadini della valle, stanchi di vedere i loro raccolti distrutti, i loro granai svuotati, le loro donne violentate, si coalizzarono e capeggiati dal Barone Antonio Balsamo di Cattafi, armati di vanghe, randelli e del coraggio della disperazione, fecero un unico fronte e dopo una cruente battaglia, che lasciò sul terreno numerose vittime da ambo le parti, riuscirono a ricacciare via mare gli invasori Turchi.

Si racconta che i signorotti dell'epoca abbiano conservato, come cimeli di guerra, le divise degli invasori uccisi o fatti prigionieri e che venivano periodicamente indossate per rievocare l'avvenimento.

Tali costumi vennero tramandati, con orgoglio, di generazione in generazione fino a che, nei primi del '900, pur mantenendo l'identità storica e rievocativa, il costume dello "Scacciuni" diventa l'attrazione principale del carnevale Cattafese.

A rafforzare tale tesi, sull'origine della maschera e sulla veridicità dei racconti popolari, il fatto che costumi identici vengono a tutt'oggi indossati nelle cerimonie commemorative in alcune regioni dell'Afganistan e della Turchia.

La manifestazione viene curata dal Circolo Sportivo Culturale Cattafese.

 Nel territorio comunale opera anche l'Università Popolare Comprensoriale Filippese, fondata nel 1978, in modo costante per rivalutare soprattutto la storia e le tradizioni del territorio.

Tra le varie iniziative va ricordata l'istituzione di un piccolo museo di tradizioni popolari presso la sede dell'ex municipio di corso Garibaldi. L'UPCF dal 1993 porta avanti un corso permanente di musica che ha dato vita al corpo bandistico "Amatori della musica" il quale ha già partecipato ad importanti raduni musicali in tutta Italia ed ha anche rappresentato l'Italia alle celebrazioni del decimo anniversario della "Convenzione dei Diritti del Bambino" presso il Palazzo dell'ONU a Ginevra.

A Cattafi opera anche l'associazione culturale "Sikania" fondata dal Sig. Zullo che si occupa di cucina tradizionale e di tradizioni popolari.

Nel comune anche il gruppo teatrale "Artemisio" svolge un'ottima e prolifera attività teatrale.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Basket  la SS. Peppino Cocuzza (1947) é la società più vecchia del comune ed ha portato in alto il nome del comune di S. Filippo militando, in passato, anche in serie B.

Adesso, insieme alla A. S. San Filippo del Mela svolge l'attività nel nuovo palazzetto di piazzale Pedini curando, in particolare, l'attività giovanile.

Calcio il comune é ben rappresentato, soprattutto alla società Olimpia, con diverse scuole di calcio giovanile.

Ciclismo attualmente opera la società "Bici Sport del Mela" che organizza diverse corse e con i suoi atleti vince ogni anno diverse gare.

Atletica recentemente é entrata prepotentemente e con molto successo a far parte degli appuntamenti fissi la "Divertiamoci correndo - Trofeo Fortunato Arena", curata dai fratelli Anania, la corsa podistica su strada valida per il campionato italiano interforze, alla quale partecipano importanti atleti a livello nazionale in un circuito cittadino.

Alle manifestazioni sono abbinati spettacoli musicali ad artistici oltre a "l'Apoxiomeno Filippese", premio riservato a ex atleti militari.

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

Dal punto di vista economico, fin da epoche lontane, San Filippo, conobbe le più intensive colture di uliveti, agrumeti, vigneti e dei più svariati alberi da frutto e piantagioni, che erano le uniche fonti di economia.

Oggi questo tipo di attività è ancora attivamente praticata con l'ausilio di serre, in seguito alla costruzione della Centrale Termoelettrica dell'Enel, il territorio si è sempre più arricchito di insediamenti industriali.

Centri culturali:

Numeri Utili:

Polizia Municipale 090.9392914

Guardia Medica 090.931755

Siti nel Comune:

http://www.tommasoceli.it/homepage.html

http://www.agriturismofontanelle.com

http://www.upcf.it

http://www.cocuzzabasket.net

 http://www.bicisportdelmela.it

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Azienda Agricola Celi Ansaldo Tommaso – C.so Garibaldi  544 tel. 090. 930716

Azienda Agricola Biologica Barone Ryolo dal 1824 – Agriturismo Fontanelle tel. 090.8967278

Personaggi Illustri

Adolfo Celi, attore, nato a Messina da famiglia filippese

Francesco Paolo Fulci, diplomatico

Giuseppe Arigò, politico

Giuseppe Basile, politico

Vittorio Tracuzzi, cestista e allenatore delle nazionali maschile e femminile di pallacanestro

Giuseppe Vaccarino, chimico, filosofo e linguista.

Salvatore Mancuso, ciclista

I Primi cittadini:

1853 – 28 febbraio 1855: Sindaco: Don Luigi Carrozza

marzo 1855 -31 dicembre 1859: Don Giuseppe Romeo

gennaio 1860: Don Gaetano Lucifero

giugno 1860: Presidente del Consiglio civico: Don Gaetano Lucifero

23 settembre 1860: Presidente del Consiglio civico: Dott. Rosario Arigò

1861-1872: Sindaco: Dott. Rosario Arigò (prime elezioni democratiche)

1873-1875: Don Cesare Cocuzza

1876-1877: Don Tommaso Impò

1877-1880: Don Felice De Gregorio

1881-1891: Don Pietro Basile Stracuzzi

1892-1893: Don Pietro Impò

1894-1895: Don Pietro Basile Stracuzzi

1896-1899: Don Valerio Trifirò

11 ottobre 1899 -1901: Don Antonino Basile-Stracuzzi fu Luigi

1902-1904: Don Pietro Impò

5 dicembre1904-1907: Don Antonino Basile-Stracuzzi fu Luigi

7 dicembre1907: Don Luigi Basile fu Carlo

1908-1911: Don Valerio Trifirò

1912-1914: Don Luigi Basile fu Carlo

1914 (pochi mesi): Don Luigi Basile fu Antonino

1915-1917: Cav. Pietro Impò

1918-1920: Regio Còmm.rio Luigi Basile fu Carlo

1920 (novembre)-1929: Avv. Giuseppe Basile Arigò

1930: Commissario Pref. Alessandro Cocuzza

1931-1932: Podestà Alessandro Cocuzza

1933-1937: Podestà Giuseppe Reina

20 dicembre 1937-1943: Commissario Pref. Comm. Avv. Giuseppe Basile-Arigò

1943 (ultimo quadrimestre) - 1944: Avv. Mario Galluppi (primo sindaco dopo caduta del Fascismo)

1945-1946: Sig. Giuseppe Foti

Dott. Salvatore Carlo Cannistraci 17 novembre 1946-1966: (in quest'arco di tempo vi sono stati due periodi con reggenza commissariale)

1966 -1968 Sig. Francesco Di Paola 

1968 -1971 Dott. Salvatore Carlo Cannistraci 

1971-1976 Dott. Giuseppe Lamonica 

1976-1978 Sig. Felice Di Paola

1978-1981 Giulio Aliprandi 

1981-1982 Giuseppe Casola 

1982-1983 Salvatore Trifirò 

1983-1984 Avv. Ottavio Stracuzzi 

1984-1985 Mario Felice Di Paola 

1985-1988 Dott. Giuseppe La Monica 

1988-1990 Francesco Calderone 

1990-1993 Prof. Luigi Aliprandi 

1993-1997 Francesco Calderone

1997-2000 Prof. Giuseppe Anania

2000-2003  Francesco Calderone

2003- Dott. Giuseppe Cocuzza 

Cenni storici:Come si arriva:

I primi insediamenti, nell'attuale territorio comunale, in base ad alcuni reperti archeologici ritrovati, si fanno risalire all'epoca greco-romana.

Si suppone infatti che ad Archi, alla foce del torrente Floripotema si trovasse il canale navigabile costituente l'imbocco del Nauloco, ampio bacino in grado di accogliere le 300 navi della flotta di Sesto Pompeo che il 3 settembre del 36 a.C. fu sconfitto dalla flotta di Ottaviano Augusto al largo di Milazzo.

Il conte normanno Ruggero d'Altavilla vi fondò, in seguito ad un voto per una vittoria sugli Arabi un'abbazia, dedicandola a San Filippo d'Agira, e la affidò ai monaci basiliani; il toponimo è attestato per la prima volta in un documento di donazione del 1088.

Il monastero fu dotato di diritti angarici e l’abate aveva diritto ad un seggio nel braccio ecclesiastico del parlamento siciliano.

Nel 1094 il monastero di San Filippo, originariamente assegnato al vescovo di Messina, passò sotto la giurisdizione di quello di Patti e, nel 1206, alla prelatura nullius di Santa Lucia del Mela, costituita da Federico II di Svevia.

Presso l'abbazia sorse un casale, le cui vicende continuarono ad essere legate alla storia di questa.

Nel 1355,Federico II d’Aragonala riconobbe come "ente ecclesiastico di regio patronato" e la dotò di privilegi ed immunità.

Data per rovinata nel 1542 in seguito ad un terremoto, fu parzialmente ricostruita alla fine del secolo ma subì nuovi gravissimi danni in seguito ad un nuovo terremoto del 1693.

Dopo una visita di monsignor De Ciocchis del 1742 è descritta in rovina per la sua antichità e nella seconda metà dello stesso secolo venne sostituita dall'attuale duomo.

L’ultimo abate fu Antonio Franco Basile, nominato nel 1857 da Ferdinando II di Borbone.

San Filippo, amministrativamente dipendente da sempre da Santa Lucia del Mela, ottenne l'autonomia comunale il 16 ottobre 1853.

Il suo territorio fu teatro di gran parte degli scontri tra Borboni e Garibaldini (supportati questi in massa dai filippesi) nei giorni precedenti alla battaglia di Milazzo del 20 luglio 1860.

Nel 1877, al toponimo fu aggiunto l'appellativo di "del Mela", dal nome del fiume che scorre a ovest del territorio comunale e che ne è in parte confine.

Nella seconda metà del '900 il paese ha conosciuto un notevole sviluppo economico, trainato dalla costruzione della centrale termoelettrica Enel (oggi Edipower) nella frazione Archi marina (sei gruppi, quattro da 160 MW e due da 320 MW per un totale di 1280 MW).

Le frazioni

  1. AngeliQuesta borgatina dista circa 1,5 km. dal centro. Prende nome da un'antica chiesetta dedicata a S. Maria degli Angeli che sorgeva all'interno di "U Bagghiu" di normanna memoria.
  2. ArchiDista a 4,5 km. dal centro. Risale alle antichità classiche, anzi addietro, in occasione degli impianti dell'Enel nel corso dei lavori sono venute fuori una ventina di tombe a cappuccina.

Spiritualmente, prima della seconda guerra mondiale, la gente del territorio di Archi dipendeva dalla Chiesa madre di S. Filippo, ma sotto il governo di Mons. Luciano Geraci (1937-39) fu creata in Olivarella la nuova parrocchia dell'Immacolata, e in tempi più recenti, in vista del rapido incremento industriale e demografico della zona, anche quella di S. Maria della Catena di Archi.

  1. CattafiQuesta frazione del Comune è a circa 2 chilometri, sulla strada interna che da San Filippo porta a Pace del Mela. Cattafi inferiore è tutto sui bordi di una strada che porta alla statale 113 e che verso la fine del caseggiato prende anche il nome di Cucugliata.

Cattafi superiore sorge poco più ad est, sulla strada di Pace del Mela.

Viene detta volgarmente "U Quartiere", denominazione che si rifà all'aquartieramento di un corpo di cavalleria spagnolo dislocato nel feudo di Cattafi durante l'assedio di Milazzo 1718-19.

  1. CorrioloDista 3 km dal centro. Questo villaggio è dislocato in gran parte lungo la statale.

I numerosi reperti archeologici, affiorati indicano almeno in parte, il luogo ove il villaggio anticamente sorgeva, si ritiene che il greco "korion", l'attuale Corriolo, risalga ad un periodo che va dal VI al III sec. a.c..

Etimologia (origine del nome)

Il nome si riferisce all'intitolazione del monastero al santo. Mela si riferisce al nome del fiume che a sua volta deriva dal greco melas, ossia "nero", in riferimento al colore delle acque.

Il Comune di San Filippo del Mela fa parte di:

Regione Agraria n. 9 - Colline litoranee di Milazzo

Patto Territoriale Milazzo

Gemellaggi:

Castions di Strada, Italia

Fonte:

 http://www.comune.sanfilippodelmela.me.it

http://it.wikipedia.org/wiki/San_Filippo_del_Mela

 

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