PanterarosaTV

Sabato 14 Dicembre 2019

Saponara

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indirizzo: Piazza Matrice – 98047 Saponara (ME)

Telefono centralino: 090 3381111 - Fax Municipio: 090 333189

 

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia: Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine:38° 11' 43,44'' N

Longitudine: 15° 26' 0,96'' E

Altitudine: 160 m s.l.m.

Superficie: 26 km²

Perimetro comunale:

Comuni limitrofi: MessinaRometta, Villafranca Tirrena

Frazioni:S. Pietro, Scarcelli, Cavalieri e Saponara marittima.

Abitanti: 4.116 (31-03-2012)

Densità: 158,31 ab./km²

Nome di Abitanti: Saponaresi

Sito Internet: http://www.comune.saponara.me.it

@: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Codice Fiscale:00396920837

Codice Istat: 083092

Codice Catasto:I420

Santo Patrono: San Nicola di Bari

Giorno festivo: 6 dicembre

Descrizione Araldica dello Stemma:

Nel primo troncato forma: interzato in palo: a) d'argento, a due torri di rosso, una sopra l'altra, merlate di tre alla guelfa; b) d'argento, a due bande di nero; alla bordura d'azzurro caricate di sette gigli d'oro;

Nel secondo interzato in fascia: a) partito: a destra d'argento, a due torri di rosso, merlate di tre alla guelfa, ordinate in palo; a sinistra inquadrato in croce di S. Andrea: nel 1° e nel 4° d'argento, a tre pali di nero, nel 2° e nel 3° d'oro pieno; b) d'azzurro, a tre gigli d'oro ordinati; c) d'argento, a cinque gigli di nero.

Nel terzo: a) d'azzurro, a sei palle d'oro, ordinate.

Blasonatura del Gonfalone

Drappo di colore bianco caricato dell'arma comunale e riccamente ornato di fregi d'argento

Partizione del Campo: Interzato, Partito, Troncato Simboli: Giglio, Torre Colori: Argento, Azzurro, Nero, Oro, Rosso

Decreti:

Da vedere:

Oltre ai ruderi del castello dislocati sulla rocca a 361 metri s.l.m., e a quelli della chiesa dedicata a S. Antonio da Padova, costruita accanto sullo stesso luogo dai preti di S. Filippo Neri, quale memoria del passato c'è quello che rimane del palazzo Baronale di cui parla l'Amico, e che non fu più ricostruito completamente dopo i danni subiti dalla disastrosa alluvione del 1863 e dal terremoto del 1908.

Quest'ultimo evento fu rovinoso anche per la chiesa Madre, che si erge in piazza Municipio nella parte est del paese e che veniva così descritta da V. Amico nel 1778: sorge con doppio ordine di colonne, sontuosa nel campanile, gli organi, gli altari, la suppellettile, con decentissimo culto per le cose divine. 

La sua ricostruzione si protrasse a lungo nel tempo, con gravi danni ai capitelli delle colonne completamente sfregiati, mentre la torre campanaria, quadrangolare e merlata, sicuramente in origine era molto più svettante e doveva terminare con una copertura a cuspide. 

All'interno rimangono, nell'abside centrale, due affreschi di Joseph Cristodoro, cancellati nella parte inferiore dall'umidità e delimitati da stucchi di epoca barocca.

Del '700 è la "macchina" lignea, in oro zecchino, con al centro la Madonna del Rosario, situata nell'abside di destra, mentre nell’abside di sinistra due colonne sorreggono un timpano settecentesco con una tela raffigurante S. Nicolò, patrono di Saponara. 

Nelle navate sono collocati otto altari con rivestimento in tarsie di marmo; oltre a due acquasantiere settecentesche, ad una fonte battesimale di pregevole fattura, ci sono poi due tombe gentilizie, due paliotti sempre settecenteschi, e alcuni pregevoli paramenti sacri. 

Al di là dell'antico guado si snoda a ridosso di possenti bastioni, rafforzati da contrafforti, l'altra parte del paese con la fontana del "Bottesco", datata 1670 E' il "Buttiscu", che l'italianizzazione dell'antico toponimo ha trasformato in "Bottesco", un lavatoio pubblico alimentato da otto getti d'acqua. 
L'etimo rimanda all?antico sistema di captazione di resorgive; là, dove l'acqua affiorava, si procedeva con lo scavare un tunnel di ampiezza tale da consentire ad un uomo di maneggiare piccone e badile per i lavori di sterramento.

Per prevenire frane, smottamenti e crolli, con il procedere dello scavo, la volta e le pareti venivano puntellate con assi connesse in modo tale da richiamare le doghe delle botti donde, per l'identificazione strutturale, la denominazione di "Buttiscu", simile alla botte. 

Da secoli quell'acqua, conurbata a valle dal più esteso bacino imbrifero dei Peloritani, viene generosamente erogata dalla madre terra e generazioni di donne si sono succedute alle pietre del lavatoio per assolvere alla gravosa incombenza di fare il bucato.

Questo ci dice la traduzione della iscrizione latina, posta sulla fontana dopo una ristrutturazione del 1670: "I singoli elementi, che renderebbero celeberrima qualsiasi fonte, defluiscono tutti insieme da questa sola ed offrono delizia e ristoro ai nativi ed ai forestieri 1670 anno della ristrutturazione". 

L'ultima frase fa pensare che là giù prima esistesse una fontana, magari più semplice In contrada Scarcelli ci sono i ruderi della chiesa di S. Antonio di Padova; la chiesa è privata e anticamente era aperta al culto solo durante la festa del Santo patrono. 

Non si sa esattamente l'anno di costruzione di tale edificio, né si conosce la data di inizio delle celebrazioni religiose, però è certo che già nel '700 era il punto di riferimento del culto cristiano per gli abitanti della frazione. 

L'edificio, oggi in stato di abbandono, è un esempio di edilizia rurale di quel periodo.

Il prospetto semplice, con una rudimentale porta ed una spoglia finestra, è movimentato da un mosso timpano arricchito da pinnacoli e volute che incorniciano il campanile a vela.

L'interno è a navata unica con abside semicircolare e due altari laterali, il soffitto a travi coperte con mensole, il pavimento in cotto. Nell'abside ci sono sobri stucchi ed una coppia di putti di sapore dialettale.

Feste Patronali:

Fra le numerose tradizioni religiose saponaresi ricordiamo l'originale "triduo" di manifestazioni di dicembre.

Il 6 dicembre si celebra la festa di San Nicola, patrono di Saponara, dopo i riti liturgici, il busto argenteo del Santo viene portato in solenne processione per le vie del paese.

Il 7 dicembre si tiene la festa del "Quadrittu" le cui origini sono collegate a fermenti sociali del XVII secolo, secondo la tradizione i "carbonai", categoria di lavoratori molto diffusa nel paese all'epoca, si sarebbe ribellata alla nobiltà, al clero e alla borghesia si Saponara per i numerosi soprusi da sempre subiti.

Essi, costretti a trascorrere gran parte dell'anno fra i monti, di fatto restavano esclusi da ogni attività politica, sociale, culturale e ludica del paese.

Finché, scesi all'improvviso dalle montagne, decisero di far sfilare in processione, proprio il 7 dicembre di un anno imprecisato, nelle ore notturne, all'insaputa del resto della popolazione, un quadro della Vergine da loro "preso in prestito" dalla chiesa dell'Immacolata. Al termine, il quadro fu restituito alla chiesa di appartenenza.

Col passare del tempo la festa fu riconosciuta in modo ufficiale e istituzionalizzata. Di recente alcuni studi hanno messo in luce la possibilità che essa possa avere natura ben più remota che la collegherebbero alle origini della tragedia greca.

La processione continua, ancora oggi, a svolgersi in tarda serata e una gran folla di fedeli segue il "quadro" mentre i "fiaccolari" con grandi torce accese sono costretti a coprirsi con pesante abbigliamento che li preservi da ustioni.

L'8 dicembre si tiene la festa in onore della Madonna Immacolata, una marea di devoti, al termine di riti liturgici prende parte al corteo che per molte ore si snoda con solennità per le vie del paese al seguito della effige lignea della Vergine copiosamente ricoperta di monili aurei, ex voto dei credenti.

La festa si conclude con spettacolari giochi pirotecnici in onore della Madonna

Di notevole importanza devozionale è anche, il pellegrinaggio di numerosi fedeli che la notte fra il 3 e il 4 agosto si recano per sentieri di montagna e il greto di torrenti al santuario di Dinnamare, sui Peloritani per partecipare alle funzioni religiose che lì si tengono in onore della Madonna.

Eventi Culturali:.

La Sfilata dell’Orso e della Corte Principesca - Saponara (Martedì Grasso)

Si svolge nelle prime ore del pomeriggio di martedì Grasso.

Pur avendo subito negli anni inevitabili adattamenti e mutazioni stilistico-figurative, il cerimoniale carnevalesco di Saponara conserva intatto il nucleo narrativo principale, attestando così un forte legame con la comunità di appartenenza, che ha eletto e difeso nel tempo la rappresentazione rituale assumendola come tratto distintivo e imprescindibile della propria identità culturale.

Le maschere principali del corteo carnevalesco, secondo lo schema figurativo che dall’immediato Dopoguerra si è conservato sostanzialmente identico fino ai nostri giorni, sono quelle dell’Orso (Animali e Uomini Selvatici), dei Domatori e Cacciatori, dei Suonatori di brogna (conchiglia sonora), del Principe e della sua corte di Cavalieri.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

L'agricoltura produce vino, olio ed ortofrutticoli specie agrumi nel cui settore operano numerose ditte all'ingrosso.

Buone le risorse provenienti dal commercio e dall'allevamento di ovini, bovini e suini.
Rientra, inoltre, per un terzo nell'ambito territoriale di Saponara lo Stabilimento Cementerie Siciliane.

Centri culturali:

Numeri Utili:

Siti nel Comune:

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Personaggi Illustri:

Graziella Campagna, vittima di mafia.

Come si arriva:

In auto:

Per strada, la città è collegata con Messina, Catania e Palermo - dalle quali dista rispettivamente 25 e 225 Km - sia dalla SS 113 che dalla A20 (uscita al casello di Rometta

In autobus:

Numerose linee di autopullman collegano Saponara con il vicino capoluogo messinese e con i comuni limitrofi.

In treno:

Saponara è servita da Trenitalia. La stazione di Saponara è posta lungo tutte le principali direttrici ferroviarie del sud ed est-ovest, con collegamenti continui con le principali città italiane.

Cenni storici:

Le origini medievali

Il centro è di chiara origine medievale, lo testimoniano i resti del poderoso castello che dalla rocca continuano a dominare quello che rimane del contado.

E' anzi verosimile che su quell'altura sin dall'alto medioevo sia esistita qualche opera fortificata, poi adattata a castello o ricostruita in epoca successiva alla conquista normanna della Sicilia

I ruderi del castello costituiscono l'elemento locale più antico; infatti la tipologia della struttura potrebbe avvalorare la tesi di una sua origine anteriore al mille. Si tratta solo di un'ipotesi, la quale, però, se confermata, anticiperebbe al XI - X secolo l'origine di Saponara, il quale certamente è nato in funzione della suddetta struttura difensiva.

Sappiamo da Vito Amico (1778) che il paese venne insignito del titolo di ducato nell'anno 1650 per privilegio di re Carlo, e che era situato in una valle amena piantata ad alberi fruttiferi, che a metà '700 era sovrastato da un castello già in rovina mentre era "elegante e magnifico" il palazzo baronale nel cui atrio sgorgavano "perenni fonti di acque".

L'ultimo duca di Saponara fu Giuseppe Alliata Moncada che ottenne l'investitura nel 1805 e la mantenne fino al 1825, anno in cui la cittadina divenne comune autonomo assieme a Villafranca, con la denominazione di Saponara – Villafranca

Le tradizioni

Come ogni comunità, anche Saponara ha collezionato, nel corso dei secoli, tradizioni derivate da vicende storiche e usanze strettamente legate a fattori economici, sociali, culturali.

Ogni popolo per affermare la propria identità ed acquisire connotati ben definiti ha bisogno di ripercorrere a ritroso la sua storia per individuarne le origini, leggerci dentro e fissarne i confini.

Spesso, là dove la memoria viene meno ed il documento è lacunoso, intervengono in soccorso la leggenda e il mito in cui fatti e personaggi risultano amplificati dalla fantasia e dalla tradizione per quell'esigenza, tipicamente umana, di esemplarità ed esaltazione di quanto dall'uomo derivi ed a lui sia appartenuto.

Pertanto nasce la necessità, in una comunità intelligente, consapevole di se stessa e delle sue origini, proiettata sì nel futuro ma allo stesso tempo ancorata alle radici generatrici, di ricercare, studiare, custodire gelosamente e perpetuare le tradizioni che il tempo le ha generosamente "consegnato".

Riguardo a ciò gli abitanti di Saponara hanno sempre dimostrato una spiccata sensibilità ed hanno valorizzato il loro patrimonio culturale anche fissando, nel corso dell'anno, delle ricorrenze che investono sia l'ambito religioso che quello folklorico, attirando, nel primo caso una gran folla di fedeli, nel secondo di estimatori e cultori del genere o di semplici curiosi in cerca di qualche ora di divertimento e spensieratezza

Etimologia (origine del nome)

Il nome si riferisce all'abbondanza della pianta di saponaria in loco

Il Comune di Saponara fa parte di:

Regione Agraria n. 5 - Montagna litoranea di Messina

Patto Territoriale Tirreno Gallo Niceto

Consorzio Le Vie dell'Orso, del Brigante e dei Templari

Fonte:  http://www.comune.saponara.me.it/

Per aggiornamenti, suggerimenti, nuove idee, curiosità, foto e variazioni potete scrivere a:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Abbiamo 45 visitatori e nessun utente online