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Sabato 14 Dicembre 2019

Pettineo

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Indirizzo: Via Garibaldi, 35 - Pettineo ME)

Telefono centralino: 0921.336080 - Fax Municipio: 0921336684

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia: Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 14° 17' 33,72'' E

Longitudine:

Altitudine: 250 m s.l.m.

Superficie: 30 km²

Perimetro comunale:

Comuni limitrofi: Castel di Lucio, Mistretta, Motta d'Affermo, Reitano, San Mauro Castelverde (PA), Tusa

Frazioni:

Abitanti: 1.437 (30-11-2011)

Densità: 47,9 ab./km²

Nome di Abitanti: Pettinesi

Sito Internet:  www.comune.pettineo.me.it  

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Codice Fiscale:

Codice Istat: 083067

Codice Catasto: G522

Santo Patrono: Santa Oliva

Giorno festivo: 5 Maggio

Descrizione Araldica dello Stemma:

D'argento con castello di rosso e fiume di azzurro posto in diagonale partendo dall'alto a sinistra, circondato da due rami di quercia e di alloro annodati da nastro di rosso, sormontato da corona civica

Blasonatura del Gonfalone: di forma regolamentare, consiste in un drappo, metà bianco e metà azzurro recante al centro lo stemma comunale sormontato con l'iscrizione centrata in argento "Comune di Pettineo", trinciato nella parte inferiore e riccamente ornato di ricami d'argento, asta verticale ed orizzontale di metallo, cordoni e nappe d'argento, cravatta e nastro tricolore nazionale frangiati in argento

Simboli: Castello, Fiume - Colori: Argento, Azzurro, Rosso

Disegnato da Giovanni Giovinazzo

Decreti:

Da vedere:

La Chiesa Madre "Maria SS. Delle Grazie"

Costruita nel sedicesimo secolo, la Chiesa incorpora nella sua struttura elementi di un edificio precedente, come ad esempio il portale ogivale posto nel lato destro.

All'interno sono conservate molte opere d'arte e gran parte degli arredi originali.

Tra queste di notevole interesse artistico è una pregevole ancona in marmo realizzata da Giacomo Gagini (1517-1598) negli ultimi anni del sedicesimo secolo, raffigurante la Madonna e i Santi Giovanni Battista e Giacomo.

In direzione del terzo altare destro è situata un'altra ancona in marmo sempre di scuola gaginiana, risalente anch'essa al sedicesimo secolo.

Degna di particolare attenzione è poi una pregiata tela posta all'inizio della navata sinistra, raffigurante il Martirio di San Tommaso Apostolo.

Nel coro, infine, si possono ammirare degli eleganti stalli in legno del diciassettesimo secolo, attribuibili a Giovan Battista Li Volsi (1622-1686).

Chiesa Santa Oliva

Edificata nel sec. XVI con portale del 1711 di Biagio Morina. Ubicata in piazza S. Oliva. 
All’interno ci sono: - Affreschi di G. Brusca , anno 1822, la Vara di S. Oliva eseguita nel 1786 da G. Ferrandino, la Statua marmorea Madonna della Neve realizzata nel sec. XVI e dipinti sec. XVII - XVIII 

Chiesa San Nicolò (Adibita ad Oratorio) - Ubicata Nella Piazza San Nicolò, pregevole colonne monopolistiche in pietre locale con capitelli all’interno.

La chiesa è sconsacrata e viene utilizzata come luogo di teatro, mostre e concerti di musica classica.

Chiesa San Sebastiano - Edificata nel sec. XVI, ubicata in Piazza San Sebastiano

Chiesa "Dei Poveri" - Fondata nel 1638 ubicata nella Via Roma, di proprietà privata e fruibile a richiesta.

Chiesetta Maria SS. della Pietà

Chiesetta Santa Marina

Chiesa del Convento - La Chiesa del Convento risale all’anno in cui lo stesso Convento fu costruito (1592), infatti in questo periodo sorsero in Sicilia numerosi conventi che furono affidati ai vari ordini conpreso l’ordine basiliano che successivamente fu soppresso perché di origine greca ortodossa.

Con lo sbarco di Garibaldi (1860) e con l’arrivo di nuovi ordini religiosi, i conventi sono stati via via abbandonati e utilizzati per altri fini.

Il convento di Pettineo, nel 1948 viene abbandonato dai frati i quali portarono con loro molti dei beni che costituivano l’arredo dello stesso.

Tutt’oggi, si può visitare presso il museo di Gibilmanna un Organo costruito con delle vere canne da un frate viveva nel convento di Pettineo.

All’abbandono del convento i frati affidarono in parola la custodia del complesso ad un laico del luogo (Ciccio Giglio) in attesa del loro eventuale ritorno.

Il convento rimase inutilizzato fino ai primi anni 90 quando fu utilizzato dalla comunità delle beatitudini.
Nell’anno 1999 per volontà del Vescovo Ignazio Zambito il Convento venne affidato all’ordine del Frati Minori Rinnovati, anche se si tratta di una piccolissima comunità costituita da tre frati (fra Felice, Fra Celestino guidati da Frà Umile).

Feste Patronali:

Festa della Santa Patrona Oliva Vergine e martire

Tradizionale vutata di l'altarie solenne processione della statua della Santa posta su una maestosa vara dell'ottocento.

 Il 5 maggio costituisce la data principale della festa, che inizia con la SS. Messa cui partecipano le forze civili, militari e religiose durante la quale è ripetuta in forma solenne la "vutata di l' altari".

Nel pomeriggio la cavalcata storica, le cui origini probabilmente risale tra il XVI e XVII secolo, impegna numerosi cavalieri provenienti da Comuni limitrofi ma anche parecchi distante come Capizzi.

Oggi purtroppo si è persa la tradizione di sfilare con costumi tipici, persistono però figure che nella realtà storica odierna non troverebbero motivo di esistere: i cavalli disposti in una lunga fila con in testa il campiere, fanno il giro del paese per fermarsi in Piazza Santa Oliva, dove un poeta dialettale del luogo recita in versi"i parti" episodi della vita della Santa.

La festa si chiude con la solenne processione della maestosa "vara" settecentesca.

Il percorso processionale non è lungo poiché il peso della vara e le sue dimensioni non lo consentono, suggestivo è il momento della corsa del fercolo da Piazza Duomo a Piazza Croce e da Piazza Santa Oliva a Piazza S. Nicolò a ricordo di una leggenda che trae le sue origini da una questione di campanilismo che voleva attribuire al simulacro di Santa Oliva la fuga da Pettineo.

L'ottavo giorno dal decorrere della festa o la domenica successiva ad essa viene ripetuta la processione di Santa Oliva seguendo lo stesso itinerario processionale.

Vutata di l’artari

Rappresentazione scenica dell’apoteosi di Santa Oliva patrona di Pettineo, si svolge giorno 5 di maggio, festa della Santa, durante la Messa solenne. La sera della vigilia (4 maggio) si realizza durante la celebrazione della Messa vespertina.

Processione di Santa Oliva

La processione di Santa Oliva si svolge la sera del 5 maggio e si ripete a l’ottava. Il simulacro della santa viene portato in processione a spalla nella pesantissima e pregevole “vara” realizzata nel 1786 da Gaetano Ferrandino da Castelbuono per le vie principali del paese e in alcuni tratti si procede di corsa.

La Festa di Santa Oliva

La Festa di Santa Oliva, così come oggi si svolge, costituisce un misto di sacralità e tradizione che vede la partecipazione di numerosi devoti e pellegrini provenienti dai paesi vicini. 

I festeggiamenti hanno inizio il 2 maggio con la processione della reliquia contenente un frammento del corpo della Santa e la benedizione delle campagne, coltivate prevalentemente ad ulivi. Questa data ricorre l'anniversario del 2 maggio 1663 quando padre Benigno, cappuccino pettinese, portò a Pettineo la reliquia di Santa Oliva consegnatagli dall' Arcivescovo di Messina Monsignor Ruiz. 

L'inizio ufficiale dei festeggiamenti deve essere considerato il 3 maggio con la "Calata da bannera": uno stendardo colore rosso porpora raffigurante S. Oliva probabilmente appartenente alla non più esistente Confraternita.

La "calata da bannera" ha un valore simbolico ben preciso: il votarsi di Oliva al Crocefisso; infatti, nel momento in cui il Crocefisso che ha percorso in processione le vie del paese giunge in Piazza Duomo, lo stendardo gli è portato innanzi, vi si inchina e lo segue fino alla Chiesa di S. Oliva. 

Il giorno 4 vigilia della festa, i solenni vespri e la SS. Messa sono coronati dall’apoteosi della Santa, ossia" a vutata di l'altari".

Per mezzo di un congegno elettromeccanico i due angeli posti alla sommità dell'abside scendono a prelevare la santa e risalire insieme.

A questo punto le due ante piramidali girevoli, che aperte, custodivano il simulacro, si chiudono formando una gradinata illuminata da numerose lampade che si accendono, creando un effetto suggestivo ed emozionante.

Eventi Culturali:.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

L'economia si basa quasi esclusivamente sull'agricoltura (ulivi, agrumi), pregevole il tradizionale ricamo.

Centri culturali:

Numeri Utili:

Farmacia Brunetto Maria Concetta-Via Roma 38 - Tel. 0921336336

Siti nel Comune:

http://www.agriturismobosco.com

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Azienda Agrituristica “Bosco” c.da Bosco – Tel. 0921.391049 – cell. 347.4165777

Personaggi Illustri

Pino Pedano

Come si arriva:

Strade Statali 113 

Treno: Stazione di riferimento: Tusa. Distanza dal centro: 7 chilometri

Cenni storici:

Le prime notizie storiche riguardanti Pettineo risalgono al XIII secolo, quando re Manfredi di Sicilia concesse a Manfredi Maletta, camerario del Regno di Sicilia, il casale Pectineum.

All'epoca del Vespro (1282) Pettineo ritornò al demanio regio.

In seguito re Federico III di Aragona intese beneficiare quanti gli si mostrarono devoti durante la guerra del Vespro e volle anche legarli maggiormente alla corona con ricche concessioni di feudi.

Così l'11 febbraio 1300 concesse Pettineo ad Alanfranco di San Basilio.

Questi nel luglio 1299 si era distinto nella battaglia di Capo d'Orlando fra la flotta siciliana, che fu disfatta, e la flotta aragonese.

Nel 1332 Pettineo entrò nel vasto territorio della contea di Geraci, a seguito della permuta avvenuta fra Alanfranco di San Basilio e Francesco Ventimiglia conte di Geraci.

Dopo vari passaggi feudali per le note vicende di confische e alienazione, Pettineo passò in dominio a varie famiglie:Alagona,Cardona, Ansalone, Ferreri, Gomez de Silvera, Lanza, Valguarnera, e infine ai conti di Prades.

Nei primi anni delTrecentoil piccolo casale venne trasformato in abitato fortificato. Alanfranco di San Basilio edificò uncastrumper la difesa deivassalli, oltre che come simbolo dell'autorità.

Altro insediamento castrense del territorio di Pettineo riconducibile al XV secolo èMigaido, o meglio Migaydo (originario toponimo arabo), tipico esempio di incastellamento rurale e rara testimonianza ancora viva di architettura feudale.

Questo fortilizio, per ragioni di controllo della viabilità naturale e difesa del confine della Contea di Geraci, nacque su una collinetta che domina la valle ed un’ampia porzione di territorio comitale.

Si compone allo stato attuale di una massiccia torre cilindrica alta 13 m (probabilmente di origine saracena), di una chiesetta detta di S. Antonino che oggi dà il nome anche alla torre, di una cinta muraria turrita che racchiudeva, oltre la torre e la piccola cappella, anche una serie di manufatti in parte ancora leggibili, ed infine dei corpi di fabbrica aggiunti a partire dal 1809. A

all’interno della corte sorge la grande torre cilindrica, costruzione retrodatabile al IX secolo, sorta non soltanto come mastio a sé stante, ma anche con funzioni abitative.

Lo spessore della muratura supera i tre metri e con il suo volume imponente e massiccio doveva risultare una struttura impenetrabile. L’altro manufatto edilizio di rilevante interesse è la cappella di S. Antonino.

A pianta rettangolare, in origine aveva un accesso ad ovest dal lato corto, ma successivamente fu spostato a nord, trasformando in finestra la porta originale.

Al suo interno si trovano affreschi di notevole valore artistico per il periodo storico.

Nell'abside è raffigurato unPantocratorche, assieme ad altre scene sacre, per alcuni particolari preannunciava esperienze rivoluzionarie di espressione prospettica.

Nel XV secolo Migaido diede ospitalità ad esuli diNegroponteche rivendicarono l'affrancazione dai diritti angarici.

Alla fine del medioevo Pettineo si presentava come un borgo fortificato, dominato dal castello, una cinta muraria, su cui si aprivano delle porte di accesso, e qualche emergenza monumentale: la chiesa Madre, il monastero di San Marco delle monache Benedettine, la chiesa di San Nicolò lo Proto.

Attorno al castello, secondo una consueta tipologia medievale e seguendo le naturali curve di livello, si sviluppava il tessuto urbano in un sistema viario di vicoli e cortili.

Il tessuto edilizio era composto principalmente di case solerate, sala e camera sopra un catoio (piano basso seminterrato).

Alla fine del Quattrocento, e poi per tutto il Cinquecento-Seicento, avvenne un totale rinnovamento del paese. Anche se l'impianto del paese restava sostanzialmente quello medievale, sorsero nuovi fabbricati e numerose chiese: Matrice (riedificata), San Luca (abbazia 1514), San Marco (monastero, riedificato nel 1593), San Michele Arcangelo, Sant'Oliva, Maria SS. d'Itria, Madonna della Catena, San Sebastiano, Santa Caterina, Sant'Antonio Abate, San Francesco (convento dei Cappuccini 1579), Maria SS. dei Poveri, San Nicolò Magno, Santo Stefano (ossia Crocefisso), Santa Marina, Maria SS. della Pietà.

Cominciarono a circolare insieme alle famiglie facoltose messinesi e palermitane (Ruffino, Sanchetta), richiamate sul posto dalle nuove occasione di reddito, numerosi operatori delle arti: intagliatori del legno e della pietra, pittori, scultori e architetti.

Fiorirono botteghe di artisti, in cui spiccava il pittore Nicolò da Pettineo, noto per aver dipinto la tavola: Madonna col Bambino tra angeli musicanti, della Galleria Regionale della Sicilia (Palazzo Abatellis, Palermo), firmata e datata 1498, e altre opere che si trovano a Termini Imerese, Ciminna e Castelvetrano.

Etimologia (origine del nome)

La sua origine è incerta, secondo alcuni deriva da una lingua dialettale, secondo altri potrebbe connettersi con Patanè, ossia Acireale, dal greco platania, platano.

Il Comune di Pettineo fa parte di:

Regione Agraria n. 7 - Colline litoranee del Tusa e del Santo Stefano

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Pettineo_(Italia)

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