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Venerdì 6 Dicembre 2019

Spadafora

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Indirizzo: Piazza V. Emanuele 3 – 98048 Spadafora (ME)

Telefono centralino:090.9945111 - Fax Municipio:090.9941495

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia: Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 38° 13' 19''N

Longitudine: 15° 22' 37''E

Altitudine : m s.l.m.

Superficie: m². 10.752.256

Perimetro comunale: m. 14.168

Comuni limitrofi: Roccavaldina, Rometta, Venetico

Frazioni: Frazione di San Martino, Borgo di Grangiara

Abitanti: 5 130(30-11-2012)

Densità:  498,06 ab./km²

Nome di Abitanti: Spadaforesi

Sito Internet:  www.comune.spadafora.me.it

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 Codice Fiscale: 00396110835

Codice Istat: 083096

Codice Catasto: I881

Santo Patrono: S. Giuseppe

Giorno festivo: Terza domenica di Luglio

Descrizione Araldica dello Stemma:

Semitroncato partito: al primo d'oro all'aquila di nero; al secondo di rosso al braccio armato d'argento impugnate una spada dello stesso posta in sbarra con la punta all'insù; al terzo di azzurro agli otto bisanti d'oro posti 2, 2, 2, 2. Ornamenti esteriori da Comune

Decreti:

Da vedere:

Chiesa di San Giuseppe

Costruita intorno alla fine del '500, la chiesa di San Giuseppe era originariamente la cappella di famiglia dei Principi Spadafora. In anni successivi subì modifiche ed ampliamenti nel corso delle quali furono costruite la volta e la sacrestia.

La statua di San Giuseppe, scultura in legno, è stata costruita da Antonio Zuccaro nel 1860 come si legge nell'iscrizione nella base del simulacro di San Giuseppe (vicino il piede sinistro).

La statua dell’Immacolata è anch’essa in legno, mentre le statue del Sacro Cuore di Gesù, di Sant’Antonio, di San Giovanni Battista e della Madonna del Rosario sono realizzate in cartapesta.

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù deve il suo nome all'episodio di cui fu testimone Santa Maria Margherita Lacoque, cui apparve Gesù con il cuore in mano.

L'apparizione è rievocata dal pittore Bonanno di Messina nel 1945 su una tela posta sopra l'altare maggiore. La chiesa è stata realizzata tra il 1937 ed il 1939 dall'ing. Barbaro di Messina, su proprio progetto, in stile romanico. L'apertura al culto è del 1940.

Originariamente fu costruito solo l'altare maggiore; solo successivamente furono realizzati l'altare di destra sormontato da un crocifisso ligneo, opera di scultori di Ortisei, e quello di sinistra, dedicato alla Madonna di Lourdes, la cui statua è opera degli stessi scultori ed è circondata da una grotta realizzata in cemento da un mastro muratore di Giarre nel 1947.

Risale allo stesso periodo la realizzazione degli altari laterali, sormontati dalle icone di Sant'Antonio, della Madonna del Carmine, della Sacra Famiglia, di Santa Teresa del Bambino Gesù e di Santa Rita.

Il castello, situato Al centro della città di Spadafora sorge l'omonimo castello, la cui struttura si fa risalire alla seconda metà del sec. XV. In origine, secondo alcuni, fu solo una torre di avvistamento, avamposto del castello di Venetico, posto in collina e dimora del feudatario.

La fortificazione è chiamata anche Castello Samonà, in ricordo dei suoi ultimi proprietari, titolari anche dello stesso castello di Venetico, ridotto oramai a rudere.

La leggenda vuole che un passaggio sotterraneo segreto mettesse in comunicazione le due fortificazioni, permettendo il passaggio di soldati e prigionieri. Carmelo e Caterina Samonà, a questo proposito, a seguito della distruzione del Castello di Venetico durante il terremoto del 1908, trasferirono quanto era rimasto intatto nel vicino castello di Spadafora, salvandolo da sciacalli e dalle intemperie.

Probabilmente la torre fu ampliata o ricostruita intorno al '500 dall'architetto fiorentino Camillo Camilliani, divenendo quel castello di cui rimane oggi solo la parte centrale, che rappresenta il più importante patrimonio artistico-culturale di Spadafora.

Il castello venne restaurato una prima volta nel '600.

I quattro imponenti speroni angolari a forma trapezoidale sono contornati, nella parte superiore, da caratteristiche merlature, nei cui interspazi venivano piazzate le bocche dell'artiglieria.

Nelle estremità angolari di ciascun sperone si ergono le casematte, a protezione dei soldati di guardia.

Le feritoie sottostanti venivano usate come saetterie in occasioni di assalti al castello. Il fossato che lo circonda è ancora oggi contornato da un robusto muro di cinta.

Dopo la perdita del Castello da parte della famiglia Samonà, questo è stato per anni vittima dell'incuria delle amministrazioni che si sono succedute.

Il Castello, infine, è stato recentemente restaurato a cura della Soprintendenza per i beni ambientali di Catania e successivamente dalla Soprintendenza di Messina, dopo l'acquisizione della Regione Siciliana. Con questi incauti restauri, l'antico splendore che sicuramente offriva ai propri visitatori l'interno del castello, è andato perso.

Festa Patronale:

La devozione a San Giuseppe, patrono di Spadafora, si celebra con festeggiamenti la domenica successiva al terzo giovedì di luglio, in coincidenza con la tradizionale fiera del bestiame.
Il momento più significativo e più partecipato dei quattro giorni di festa è la Domenica pomeriggio, quando la statua di S. Giuseppe ornata di fiori, in mezzo alle autorità civili e religiose, alla folla dei fedeli e alla banda musicale, viene letteralmente contesa per il trasporto. La statua, dopo aver fatto un lungo giro per le vie del paese, viene rivolta verso il mare per la benedizione, poi fa trionfale ritorno nella chiesa di San Giuseppe, di fronte al castello, accolta dalle campane che suonano a festa.

Eventi Culturali:

Corteo Storico per le vie dell'antico Borgo di S. Martino

Estate Spadaforese

Presepe Vivente

Eventi Gastronomici:

Festa dell’Autunno

Eventi sportivi:

Corsa podistica

Curiosità:

Mercati e mostre:

Fiera del bestiame (Luglio)

Risorse:

Spadafora trae profitto dall' attività peschereccia e dalla coltivazione delle viti e degli ulivi oltre ai giardini di aranci, mandarini e limoni che si alternano nel retroterra.

Molto attivo è il commercio che è alimentato da alcune fabbriche di laterizi, dall'industria di materiale plastico "Sicilpack" e dalle due piccole fabbriche di manufatti in terracotta.
Di notevole importanza per l'economia del luogo è anche la pesca che costituisce una delle attività più tradizionali del paese.

Piuttosto scarsa è, invece, l'attività artigianale che tende a scomparire del tutto col passare degli anni.

 Centri culturali:

Biblioteca Comunale, Piazza Vittorio Emanuele III

Numeri Utili:

Siti nel Comune:

http://www.prolocospadafora.it

http://www.bandamusicalespadafora.net

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Personaggi Illustri:

Giovanni Bonfiglio(30 gennaio 1913 - 5 marzo 1997), judoka e karateka

Giovanni Boncoddo(19 dicembre 1961), attore e regista

Come si arriva:

 Cenni storici:

Il Comune di Spadafora si estende sul litorale tirrenico nel tratto di strada statale 113 compreso tra Rometta Marea e Venetico Marina.

Si suddivide in tre importanti zone: quella lungo la costa, popolata in gran parte da pescatori; la zona centrale, comprendente la piazza V. Emanuele III, il bronzeo monumento ai caduti, il Municipio e soprattutto il castello medievale; la terza zona denominata "Arcipretato" che si estende nella parte periferica del paese.

Sebbene il centro urbano sia di recente formazione, Spadafora vanta una nobile ed antica tradizione storica.

In tempi primitivi fu abitata da popolazioni indigene dedite all'agricoltura.

Sembra attendibile che fosse una spiaggia frequentata dai Fenici in quanto situata tra Milazzo e la Calabria.

Nel periodo dell'infiltrazione greca, alla popolazione indigena, si unirono i Greci creando un grosso villaggio sicelioto.

Sotto i romani la zona divenne quasi deserta e le vaste colture a grano scomparvero del tutto.
Patì con il resto dei paesi, di questo litorale, le incursioni dei Barbari ed ebbe un periodo di tranquillità nell'epoca bizantina.

Il periodo più ricco per questa zona, di cui fu centro Spadafora, fu quello arabo.
Con la dominazione normanna Spadafora divenne il centro abitato di una baronia elevata in seguito a principato.

Come il resto della Sicilia, Spadafora, decadde nell'epoca aragonese e dei vicerè.
Il feudo fu conquistato nel 1459 da Federico Spadafora e nel 1737 un membro della famiglia Gualtieri, fondò l'attuale borgo che ebbe rapido sviluppo.

Il palazzo baronale degli Spadafora, caratterizzato da quattro speroni angolari, è una costruzione rinascimentale, eretta verso la fine del secolo XVI, quale fortezza contro le incursioni barbaresche su disegno del fiorentino Camillo Camilliani e rappresenta ancora oggi l'unico inestimabile patrimonio artistico-culturale di Spadafora.

Frazione di San Martino

 Non lontano dal centro cittadino di Spadafora sorge il borgo di San Martino di cui, fino al 1817, Spadafora era frazione. Di origini antichissime, il feudo di San Martino constava di cinque casali, così come si evince da un registro dell'imperatore Federico II. Vi sorge un'antica chiesa dedicata al santo che dà il nome al borgo; una notevole opera d'arte è costituita da un antico crocifisso ligneo, risalente al XVII secolo; attualmente è custodito da abitanti della frazione. L'attività economica prevalente di San Martino è quella agricola. Il 10 dicembre del 1990, nel corso di un'affollata cerimonia, è stata inaugurata la nuova piazza Santa Colomba che domina il pendio sovrastante Spadafora; la piazza offre spazi di ricreazione e di distensione con al centro una fontana circolare circondata da aiule.

Il borgo di Grangiara

La frazione di Grangiara è situata a 1500 metri dal centro di Spadafora.

Nel borgo sorge la Chiesa della Madonna del Carmine, che, costruita agli inizi dell' ottocento, mantiene tutt'oggi le originarie caratteristiche di semplicità ed essenzialità. Da alcuni decenni è passata sotto la giurisdizione della curia di Messina.

La statua della Madonna posta sopra l'altare maggiore è stata realizzata verso il 1955; in seguito è stata restaurata da artigiani di Barcellona. La nicchia dove oggi è collocata è stata costruita artigianalmente dal mastro muratore C. Sindoni, nel 1958.

Le risorse economiche prevalenti sono quelle agricole, con produzione di olio e vino molto pregiato. Una consistente voce per l'economina di questo borgo è la produzione di agrumi, soprattutto limoni.

Etimologia (origine del nome)

l nome si riferisce al fondatore del paese, Gualtieri Spadafora, il cui cognome deriva dal grecospathophoros che significa "colui che porta la spada".

 Il Comune di Spadafora fa parte di:

Regione Agraria n. 9 - Colline litoranee di Milazzo

Patto Territoriale Tirreno Gallo Niceto

 Fonte: http://www.comune.spadafora.me.it

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