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Sabato 16 Novembre 2019

Monforte San Giorgio

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Comune di Monforte San Giorgio

Indirizzo: Via Immacolata - 98041 Monforte San Giorgio (ME)

Telefono centralino:  090.9931000 090.9931481 - Fax Municipio:090.9931318      

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine: 38° 9' 26''N

Longitudine: 15° 22' 55''E

Altitudine: 287m s.l.m.

Perimetro: m. 45.228

Superficie: m². 32.245.960

Comuni limitrofi: a est: RoccavaldinaRometta,Torregrotta; a ovest: San Pier Niceto; a sud: FiumedinisiMessina

Frazioni: Monforte Marina,Pellegrino, Apoco e Vinelli

Abitanti: 2.843 abitanti (01/01/2013 - Istat)

Densità: 88,13ab./km²

Nome di Abitanti: Monfortesi

 

Sito Internet: http://www.comunemonfortesangiorgio.it/

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Codice Fiscale: 00260270830

Codice Istat:083054

Codice Catasto: F359                                

Santo Patrono:San Giorgio

Giorno festivo: 23 Aprile

Stemma:

Gonfalone:

Da vedere:

"La Chiesa Madre" in Piazza IV Novembre, l'opera più importante da visitare, è dedicata al Santo patrono, San Giorgio; presente all'inizio del XIV secolo, ma modificata diverse volte, conserva un ricco portale tardogotico del 1550 (ingresso sulla facciata laterale sinistra).

Il suo interno e' grandioso, a croce latina, a tre navate divise da pilastri. Nella navata di destra, al terzo altare, possiamo ammirare la statua della "Madonna della Consolazione" attribuibile alla scuola del Gagini (XVI secolo).

Nel Transetto, a destra, possiamo ammiralo "Sposalizio mistico di Santa Rosa" (1705) del pittore messinese Antonio Filocamo.

Nell'abside,a destra, troviamo la "Cappella del SS. Sacramento" del 1596. La progettazione dell'opera è stata di recente attribuita a Giacomo Del Duca, scultore e architetto, uno dei più brillanti allievi di Michelangelo.

In alto spicca il polittico di Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina dipinto nel 1530: raffigura la Madonna con Bambino, Cristo Risorto e Santi tra cui il patrono San Giorgio e la compatrona S. Agata.

Dietro l'altare maggiore abbiamo "Coro e Cantoria", solenne opera artigianale in noce della fine del secolo XVI e, sotto un grande baldacchino in stile barocco tra due colonne tortili, "Madonna della Lettera" attribuita a Carlo Maratta (1625-1713).

Nell'abside, a sinistra, troviamo la "Cappella di San Giorgio" con statua del Santo e tombe dei Moncada ultimi signori del Paese. Sempre nel transetto, all'altare a sinistra si può ammirare la "Madonna della Candelora" attribuibile alla scuola del Gagini (XVI secolo).

Accanto, a destra, "San Giorgio e il drago" del pittore di Onofrio Gabrielli (1619-1706), dipinto commissionato da nobili monfortesi i cui stemmi sono evidenti in basso a destra.

Sulla destra della Chiesa Madre sorge "l'Oratorio del SS. Sacramento", graziosa ed interessante chiesetta a pianta ottagonale del 1648; conserva pregevoli stucchi.

Proseguendo sulla stessa strada si arriva al Belvedere del Piano Rosario, uno dei punti panoramici del Paese dove è posto il Monumento ai caduti.

Molto interessante è il Quartiere Arabo adiacente a Piazza IV novembre che presenta ancora oggi caratteri riconducibili a modelli di architettura islamica costituendo una struttura compatta ed autonoma, all'occorrenza facilmente isolabile e difendibile con la chiusura di accessi costituiti da tratti di strada coperta.

Dalla Piazza, a sinistra della Chiesa Madre, prendendo via Umberto I, è possibile visitare la "Chiesa di Gesù e Maria" sede dell'omonima confraternita fondata nel 1622.

Al suo interno vi sono conservati "Il trionfo della Croce", dipinto con cui il pittore Gaspare Camarda tradusse per la prima volta nel 1629 una visione di padre Angelo Fermo, fondatore delle Congregazioni di Gesù, e una tela raffigurante "Santa Chiara" (1629) dello stesso autore.

Segue, lungo la stessa via, la terrazza di Portaterra da cui si gode, quando la visibilità è buona, una bella vista del paese, del golfo di Milazzo e delle Eolie; è possibile anche osservare, in basso a sinistra, gli antichi ruderi gotici della "Chiesa di San Michele Arcangelo" risalente al 1200.

Proseguendo lungo via Umberto I si passa sotto l'arco della Porta della Terra, porta della città del XIV; quindi, prendendo a sinistra via Garibaldi, si incontra la "Chiesa di Sant'Agata", dedicata alla Santa catanese compatrona di Monforte; accanto sorge un campanile di epoca normanna, purtroppo rimaneggiato.

Riprendendo via Umberto I è possibile visitare la "Chiesa del Carmine" che era collegata ad un convento di monaci carmelitani (eretto nel 1547).

Dalla Piazza IV novembre percorrendo via Vittorio Emanuele III si possono vedere sulla sinistra i ruderi della maestosa "Chiesa della Trinità" (1666) e, più in alto, "il Convento" e la "Chiesa di San Francesco di Paola" (prima metà del '600), imponente complesso monastico oggi di proprietà del Comune. Nella chiesa è conservato il quadro "San Francesco di Paola" circondato da Angeli di Antonio Gabrielli (1619-1706).

Proseguendo si giunge al piano S. Maria dove, a sinistra, si vede la "Chiesa di S. Atanasio" (XVI secolo).
Prendendo via Vitagliano si giunge, quasi all'estremità del paese, alla "Chiesa di S. Antonio" (XVII secolo), cuore dell'omonimo quartiere.

 

ESCURSIONI CONSIGLIATE

E' consigliata la salita sulla cima del colle dove si trova una "Chiesetta della Madonna Immacolata" il cui culto è molto antico e molto vivo.

In cima al colle rimangono pochi ma evidenti resti di un Castello che testimoniano che Monforte (il nome stesso lo rivela) ebbe nel medioevo una rilevante funzione militare grazie alla sua posizione e alla difese naturali.

La cima del colle costituisce, assieme al Balcone di Portaterra e al Belvedere di Piano Rosario, uno dei punti panoramici del paese: si gode una bella vista sia del paese sia del golfo di Milazzo e dei monti Peloritani.

Se si prende un sentiero (a sinistra, salendo) all'altezza della prima Stazione della Via Crucis, è possibile visitare un Santuario rupestre utilizzato dai monaci bizantini che conserva ancora alcune significative caratteristiche di luogo di culto.

A poca distanza da Pellegrino, frazione montana di Monforte San Giorgio, è possibile visitare la "Chiesa della Madonna di Crispino" (fondata nel XVI secolo assieme all'annesso monastero).

Il santuario, noto in tutta la provincia, conserva una "Madonna con Bambino", uno dei migliori lavori dello scultore Antonello Gagini (1507). Nel Santuario è pure custodita una teca in cui la tradizione vuole sia contenuto un "Capello della Madonna".

La frazione Marina di Monforte San Giorgio, posta lungo la strada nazionale che collega Messina a Palermo, è dotata di una spiaggia che è potenziale richiamo per il turismo balneare. La piazza è il punto di ritrovo per gli abitanti di Monforte Marina.

Ogni anno, la terza settimana di Luglio, si svolge la festa in onore del Sacro Cuore di Gesù.

 

Festa Patronale:

Eventi Culturali:.

KATABA

Nel ritmo frenetico che segna tuttora la vita delle tradizioni a Monforte San Giorgio, c'è uno scampanio speciale che riporta ai Normanni, anche dal nome curioso: la "Katabba", conosciuta come "Campanata e Tammurinata di Sant'Agata".

Inizia il 17 di gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate e viene eseguita fino al 5 febbraio, quando si festeggia la Santa KATABBAcatanese.

Due fedeli, uno esperto nel suono del tamburo e l'altro in quello delle campane, rispettivamente Piero Catanese e Giovanni Giorgianni (un'ora prima dell'alba e un'ora dopo il tramonto) salgono sulla torre campanaria della chiesa di Sant'Agata e danno inizio al suono congiunto della campana e del tamburo.

Il ritmo viene gelosamente tramandato da padre in figlio. Secondo la tradizione, il suono, con i suoi cambi di tonalità, intensità e ritmo, sta a ricordare quanto avvenne a Monforte nella seconda metà dell'undicesimo secolo.

Ruggero il Normanno, dopo la liberazione di Troina e la famosa battaglia di Cerami, passò da Monforte, forse diretto verso Rometta, e liberò il territorio dalla dominazione saracena.

Così, la "Katabba" inizia con l'imitazione del passo del cavallo del messaggero che annuncia l'arrivo del liberatore, quindi continua con il passo del cammello, cavalcato da Ruggero, poi, aumentando il ritmo, viene imitato il galoppo dei cavalli dell'esercito conquistatore che arriva e la fuga disordinata e senza meta degli infedeli che scappano.

Poi il suono festoso rappresenta la folla che inneggia al principe liberatore.

La tradizione si legò alla grande devozione che nutrono i monfortesi nei confronti della compatrona Sant'Agata, festeggiata solennemente con una processione tradizionalmente partecipata.

Eventi Gastronomici:

Nel mese di Novembre ha luogo la sagra del vino novello con salsicciata.

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

L'Economia agricola poggia su agrumeti, uliveti e nell'area marina notevole è la produzione della sbergia, il pregiato frutto tipico dell'hinterland.

Il settore edilizio resiste, mentre l'artigianato arranca nel centro collinare per cedere il passo allo sviluppo imprenditoriale di Monforte Marina, dove c'è un pullulare di nuove iniziative.

Centri culturali:

Numeri Utili:

Guardia Medica 090/9934006

Farmacia 090/9931008

Ufficio Postale Monforte Centro 090/9931766

Ufficio Postale Pellegrino 090/9933060

Carabinieri 090/9934008

Polizia Municipale 090/9931097

Biblioteca – Centro Diurno Anziani 090/9931093

Siti nel Comune:

http://www.monfortesi.it

http://www.acmonforte.it

Strutture Ricettive:

Trattoria "La Tana" 090/9931069

Trattoria – Pizzeria “Fort Apache” 090/9931414

Trattoria – Pizzeria “Paradis” 090/9931620

Ristorante – Pizzeria “Fra Michele” 090/9931210

Ristorante – Pizzeria “Sol Pedro” 090/9931064

Enoteca Panebianco 090/9931335

Bar Bitto Crispino 090/9931484

Bar Cannistrà 090/9931031

Bar D’Angelo 090/9931015

Bar Chillè 090/9933086

Bar Cannistrà Antonina 090/9933040

Bar “Dolce Momento” 090/9910429

Come si arriva:

In auto
Dall'A20 Messina - Palermo, uscita svincolo di Rometta, bivio a Torregrotta.
Da Palermo, uscita Milazzo, dopo 9 Km sulla SS113 direzione Messina, si raggiunge Monforte Marina.
In treno
Fermata stazione di Roccavaldina - Stazione di Scala Torregrotta per i regionali - Stazione di Milazzo per tutti gli altri treni.

 Cenni storici:

Il Comune sito nella parte settentrionale dei Peloritani occupa una porzione di territorio per due terzi montuosa.
Monforte ha una storia ricca anche se non sempre, delle diverse epoche, ci sono pervenute testimonianze certe.
Da studi recenti si è potuto accertare che il sito era abitato in età preistorica come testimonia il ritrovamento di numerose tombe a "fornicello artificiale" scavate nella roccia.
Dal periodo greco e del successivo periodo romano, poche sono le testimonianze.
Agli inizi dell'VIII secolo d.C. si insediò un ordine monacale bizantino.
Durante le invasioni arabe della Sicilia, i Bizantini, fortificarono il colle formando una fortezza di notevole importanza che seppe resistere, insieme a Rometta e Taormina alla furia devastatrice degli invasori.
Solo nel 964 il colle fu conquistato insieme alla Roccaforte di Rometta.
Nel 1085 Ruggero il Normanno liberò il territorio di Monforte dalla dominazione araba assegnandolo quasi interamente a due Cenobi basiliani: S. Anna e S. Nicola.
Negli anni che vanno dal 1296 al 1336, Federico d'Aragona, fece costruire la fortezza di cui oggi si possono ammirare resti di mura e il bellissimo portale ogivale "Porta Terra".
Successivamente il territorio di Monforte fu feudo della famiglia Alagona divenendo teatro degli eventi storici legati ai movimenti rivoluzionari che volevano la Sicilia indipendente.
Tra le testimonianze artistiche, di particolare rilievo, è la Chiesa Madre che conserva un portale tardo-gotico del 1507 con all'interno un prezioso polittico firmato da Antonello da Saliba e datato 1530 e la Chiesa di S. Agata che ha un campanile del XVI secolo.
L'economia del comune, ha base quasi esclusivamente agricola: importanti sono le coltivazioni di agrumi (aranci, mandarini, limoni) e di prodotti ortofrutticoli specialmente di primizie che vengono esportate anche all'estero.
Le numerose aziende agricole, sparse su tutto il territorio, non superano in media l'ettaro e per tanto non possono sfruttare al massimo le capacità produttive del terreno.
Notevole importanza riveste la produzione dell'erica arborea che serve come materia prima per la produzione di pipe.

Etimologia (origine del nome)

Documentato con il nome diMonsfortiuseMonfortius, roccaforte, in riferimento alla fortezza che sovrasta il paese. La specifica si riferisce a San Giorgio a cui fu dedicata la chiesa maggiore.

Il Comune di Monforte San Giorgio fa parte di:

Regione Agraria n. 9 - Colline litoranee di Milazzo

Patto Territoriale Tirreno Gallo Niceto

 Slogan della Città: Città d’arte

Fonte: http://www.comune.monfortesangiorgio.me.it

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