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Lunedì 18 Novembre 2019

Mistretta

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Comune di Mistretta

 

 

Indirizzo: Via Libertà, 249 – 98073 Mistretta (ME)

Telefono centralino: 0921381003 – Fax Municipio: 0921381035

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 37° 55' 46''N

Longitudine: 14° 21' 45''E

Altitudine:  983 s.l.m.

Superficie: m². 127.107.21

Perimetro comunale: m. 53.747

Comuni limitrofi: Capizzi,Caronia,Castel di Lucio,Cerami (EN),Motta d'Affermo,Nicosia (EN),Pettineo,Reitano,Santo Stefano di Camastra

 

Frazioni:

Abitanti:4.947

Densità: 39,0

Nome di Abitanti:mistrettesi

Sito Internet: www.comune.mistretta.me.it

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Codice Fiscale:

Codice Istat:083052

Codice Catasto: F251

 

Santo Patrono:S. Sebastiano

Giorno festivo:20 Gennaio

Descrizione Araldica delloStemma:Un'aquila imperiale ad ali aperte, con la testa rivolta a destra, su scudo sorretto da due ramoscelli di quercia e alloro, il tutto sottostante ad una corona menata

Blasonatura del Gonfalone

Caratteristiche Stemma

Simboli: Aquila

Decreti:

Da vedere:

 

IL CASTELLO


 Il Castello, già conosciuto in epoca romana (Polibio lo definisce “vetustissimo”), poi arabo, poi normanno e quindi aragonese, recentemente restaurato.

Le prime notizie sulla fortezza si hanno da un privilegio del 1101 con il quale il conte Ruggero dona al Demanio Regio e infeuda a se stesso Mistretta con il suo castello.

Questo fu teatro di grandi avvenimenti per circa 300 anni, infatti lì si rifugiò Matteo Bonello durante la rivolta contro Guglielmo Re dei Normanni, vi si stabilì Federico D’Antiochia durante la rivolta contro Re Pietro D’Aragona nel 1337.

Nel 1360 vi si trattenne Re Federico D’Aragona prima del matrimonio con Costanza. Altre notizie si riferiscono al 1474, quando era castellano regio Sigismondo De Luna, che aveva il compito della riscossione delle gabelle e che lasciò nell’incuria il castello. Nel 1520 il castello era già in rovina e ridotto a carcere. Il personale era costituito da due sole persone, il castellano e il portiere. Nel 1608, il castello era completamente in rovina.

Nel 1633 i mistrettesi distrussero quanto rimaneva del castello simbolo delle angherie del potere regio.

Nel 1686 una grande frana, che interessò tutta la vallata, distrusse il versante nord-est della rocca del castello che cambiò per sempre la sua morfologia. Dall’epoca della sua distruzione, i ruderi del castello e le rocce vicine vennero usati come cava di pietra per la costruzione delle case dei mistrettesi.

Nel 1863 il Sindaco proibì con una ordinanza di “ fare pietra al castello “.

Di tale complesso oggi rimangono i ruderi delle mura perimetrali, e sul lato nord si configura ancora uno degli ingressi. Inoltre sono riconoscibili i ruderi delle mura di cinta nonché di strutture sussidiarie.
Con gli scavi archeologi effettuati nell’area sottostante i ruderi, negli anni ’80, sono stati rinvenuti le fondamenta di una piccola chiesa triabsidata, di probabile epoca normanna impiantata in uno strato di materiale bizantino.


IL CENTRO STORICO


Mistretta è uno dei centri dei Nebrodi più ricchi di storia e di cultura, una piccola perla d’arte incastonata sul massiccio dei Nebrodi, verde dei suoi boschi.

Dall’alto del suo antico castello, l’occhio spazia verso il Tirreno e le Eolie, l’Etna innevato ed il lussureggiante verde di boschi circostanti.

Il suo centro storico è tra i più estesi e meglio conservati della Sicilia, ancora oggi è possibile chiaramente distinguere le diverse fasi ed influenze nello sviluppo del centro edificato.

Il nucleo più antico è localizzabile nelle adiacenze della Chiesa di S. Caterina di Amestrata (XIII secolo) a sua volta fondata su un ninfeo romano (i reperti storici risalgono al IV secolo AC)

Certa la presenza di una importante comunità bizantina e musulmana.

La conquista normanna dell’XI secolo favorì la nascita di un nuovo borgo dei latini (che si struttura a cerchi concentrici attorno e fino alle falde del castello, in un’area in cui insistono antiche necropoli) rispetto a primitivo dei greci che divenne ormai periferico.

Una possente cinta muraria con torri ed almeno quattro porte ortogonali (porta Palermo, porta Messina, porta della Piazza –poi del “Muru ruttu”- e Pusterla, di cui ancora in situ solo la prima) difendeva l’ingresso e l’uscita della città,

due agglomerati (quello greco e quello latino) si espandono come macchie d’olio.
La Chiesa Madre di S. Lucia (esistente già dal 1169) posta sul pianoro a ridosso delle mura assumerà posizione sempre più centrale e di mediazione tra le due comunità, simbolicamente rappresentate con la giustapposizione nel transetto di una immagine della Madonna dell’Itria greca (1640-1654) e di una Loreto latina (1495)

Un terzo nucleo da non trascurare è quello costituito dal quartiere ebraico inizialmente isolato ed equidistante dagli altri due, a ridosso del torrente e sovrastato dal giardino dei cappuccini e da un orto di Palme.

Dopo l‘editto di espulsione (1492) e la conseguente forzata conversione dei membri della comunità, la sinagoga fu trasformata nella chiesa di S. Giovanni Battista ed il ghetto viene posto sotto lo stretto controllo dei Domenicani di S. Maria dell’Alto o del Rosario e dei Frati minori riformati di S. Maria del Gesù.

Il XVIII secolo ed il successivo vedono completarsi, con un progetto urbanistico sistematico, il processo di unificazione e di arredo del centro, secondo i canoni dell’ornato e del decoro da personaggi del calibro di Giovan Battista Basile, Silvestre Marciante e Noè Marullo.

LE CHIESE


1. Chiesa Madre – S. Lucia – (XII secolo): l’interno e l’esterno della chiesa racchiudono da soli un itinerario artistico irripetibile;

2. Chiesa di S. Sebastiano (fercolo Livolsiano del 1500 e statua lignea del titolare opera di Noè Marullo) ( XVI secolo )

3. Chiesa di S. Francesco (XVI secolo) con annessi convento (ora adibito a carcere) ed orto (dal 1868 Giardino Garibaldi realizzato su progetto dell’Arch. D’Onofrio))

4. Chiesa di S. Caterina (XV secolo)

5. Chiesa di S. Nicolò (XVI secolo) già chiesa madre

6. Chiesa del Carmine (paliotto seicentesco) (XVI secolo )

7. Chiesa S. Giuseppe ( esistente già nel 1595 )

8. Chiesa del SS Salvatore (1300), con l’affresco del Cristo Pantocreatore

9. Chiesa del Purgatorio ( 1669 )

10. Chiesa dell’Annnunziata ( XVII secolo )

11. Chiesa del SS Rosario ( XV secolo )

12. Chiesa della SS Trinità (detta anche di S. Vincenzo) ( donata nel 1101 dal Conte Ruggero all’

Abbazia della SS. Trinità di Mileto in Calabria )

13. Santuario Madonna della Luce ( fondata tra il XIV – XVI sec. )

14. Chiesa privata nobiliare “S Croce” – già esistente nel 1575 –

15. Chiesa di S. Pietro ( esistente già nel 1500 )

16. Chiesa di S. Rosalia ( XVII secolo)

17. Chiesa di S. Giovanni ( 1534 )

18. Chiesa di S. Antonio da Padova ( XVI secolo )

19. Chiesa di S. Biagio ( XVI secolo )

20. Chiesa di S. Luca ( o Chiesa della Madre di Rivinusa ) ( XV sec. )

21. Chiesa SS. Cosma e Damiano ( XV sec )

22. Chiesa S. Maria di Gesù ( XVI- XVII )

23. Chiesa di S. Sofia nella seconda metà dell’ 800 venne ricostruita la cappella intitolata alla Madonna dei Miracoli

24. Chiesa della Madonna delle Grazie e S. Pio da Pietrelcina ( XX sec. )

 

I MONUMENTI

La splendida villa comunale “Garibaldi” (già orto annesso al convento dei Cappuccini 1656 ) Diventato Giardino pubblico su progetto dell’Arch D’Onofrio nel 1868;

La ottocentesca villa comunale “Chalet”

Le mura megalitiche e la normanna “Porta Palermo”

L' Ospedale vecchio e l’Ospizio dei Poveri (cinquecenteschi)

Fontana del Rosario, costruita nel 1867, assieme alla Fontana di San Nicolo’ su progetto dell’arch. Silvestre Marciante dallo scalpellino Salvatore Giajmo

Fontana S. Nicolo’, Largo S. Pietro, costruita nel 1867, assieme alla Fontana del Rosario, su progetto dell’arch. Silvestre Marciante dallo scalpellino Salvatore Giajmo

Fontana Pia - Largo Cocchiara – Via Libertà - costruita nel 1862 dallo scalpellino Costantino Pellegrino – Nel 1863 fu dedicata a Maria Pia di Savoia che andò sposa al Re del Portogallo.

Fontana del Palo - Costruita nel 1860 in occasione della creazione del Largo Buon Consiglio e della costruzione dell’acquedotto “ Virdicanna”- Il lavoro fu eseguito dagli scalpellini Giamo e Pellegrino

Fontana S. Vincenzo, costruita nel 1875 ad opera del Mastro Sebastiano Arcieri

Fontana della Casazza ,costruita nel 1876 da Sebastiano Arcieri

Fontana S. Caterina , già esistente nel XVII secolo

Cimitero Monumentale – 1889 su Progetto dell’Arch. Giambattista Basile-Molto pregevoli le Cappelle Allegra, Sergio, Mastrogiovanni Tasca, Salamone, Panebianco, Giaconia e altre tutte in pietra intagliata in stile nuovo gotico.

Monumento ai Caduti – 1930 – Arch. Ugo

 
PALAZZI DI GRANDE INTERESSE ARCHITETTONICO NEL CENTRO STORICO


1. Palazzo Salamone-Sergio ( 1824 )
2. Palazzo Tita ( 1885)
3. Ex Casa degli Esercizi (ec Palazzo di Giustizia) ora sede del Museo regionale delle 
    tradizioni silvo-pastorali G. Cocchiara) ( fine ‘600 )
4. Palazzo Salamone (ora Zingone- Di Salvo) (1700 )
5. Palazzo Centineo-Tita (ora Sanzarello) ( 1752 )
6. Palazzo Portera (ora acquistato dal Parco dei Nebrodi per
    farne la sede del Parco ed un museo) (fine ‘700 ultimato 1803)
7. Palazzo Mastrogiovanni Tasca (1727)
8. Palazzo Scaduto (1669)
9. Palazzo Allegra ( ‘600 )
10. Palazzo Salamone (fine ‘800)
11. Palazzo Russo (1775)
12. Palazzo Di Salvo Faillaci( ‘800)
13. Palazzo Gallo-Giaconia ( 1600 )
14. Palazzo Passarello ( 1865 )
15. Palazzo Teresa Salamone (oggi Prestifilippo ) ( 1863 )
16. Palazzo Sergio (1771 )
17. Palazzo Lo Iacono – Di Salvo – Giaconia ( XIX sec. )
18. Palazzo Giaconia ( 1771 )
19. Palazzo Trasselli ( XVIII )
20. Palazzo Panebianco ( 1775 )
21. Palazzo Parlato ( 1780 )
22. Palazzo baroni Catania ( 1763 )
23. Palazzo Lo Iacono Francesco ( 1717 )
24. Casa Spinnato Vega ( seconda metà del 1868 )
25. Circolo Unione , 1854, progetto dell’Arch. Cassetta


Dimore storiche nei dintorni
Villa Allegra XVIII sec. ;
La Torre dei Giaconia XVIII sec;
Casa Natoli 1700;
Complesso Colonna XVII sec;
Case Pagliaro XVIII ;
Villa Sofia 1870 ( Agriturismo)
Casa Torre 1750 (Agriturismo)

 

Festa Patronale:

La Vara di S. Sebastiano (18 agosto)

La solenne processione del 18 agosto è stata concepita per dare la possibilità agli emigrati di assistere alla singolare corsa di S. Sebastiano, ed è quindi massimamente partecipata.

La pesante “vara” del Santo è portata a piedi scalzi da 60 cittadini ed è preceduta nella sua corsa, per tutto il perimetro della città, da una ““varetta” piena di ceri, simbolo di grazie ricevute, sostenuta da giovani.

Festa della Madonna della Luce (6-8 settembre)

Eventi Culturali:.

Eventi Gastronomici:


GASTRONOMIA E PRODOTTI TIPICI


La gastronomia mistrettese racchiude la genuinità, la semplicità e la ricchezza dei prodotti tipici locali e, dai primi piatti ai dolci, riesce a soddisfare anche i palati più esigenti, grazie anche agli aromi che la natura elargisce spontaneamente in questa zona, quali il finocchietto selvatico, l’origano, l’alloro……che riescono a dare un sapore particolare a molti cibi.

Alcuni piatti vanno di pari passo con le stagioni.

Dall’autunno in primavera le verdure selvatiche, i funghi e i legumi primeggiano nelle mense; in estate gli ortaggi, il tutto condito con olio extravergine di oliva di produzione locale.

Assieme ai prodotti agricoli vi sono quelli caseari, la provola, la ricotta fresca e salata, i formaggi di primo sale o stagionati e la carne nostrana.

Particolarmente apprezzata da quanti la gustano è, tra i prodotti caseari, la cosiddetta ricotta salata, per le quali si sfrutta una particolare tecnica di lavorazione.

Il prodotto, opportunamente grattugiato, da un sapore caratteristico ai piatti anche più comuni, come per esempio la pasta con il pomodoro fresco ed alcuni piatti tipici mistrettesi, come la pasta con la zucchina o la caratteristica “ parmigiana “ locale.

Né meno apprezzate sono alcune verdure selvatiche che vengono utilizzate, opportunamente cotte, come contorni, frittate, polpette, insalate o come condimento ai primi piatti.

I finocchi selvatici, che oltre ad essere usati per la notissima “ pasta con le sarde “, nel nostro territorio vengono impiegati per fare delle prelibate polpettine fritte, da consumare calde o fredde, oppure ottime insalate, che si sposano con i sapori più disparati.

Altro piatto prelibato, ma poco conosciuto fuori dai confini del nostro territorio, sono i caratteristici “ purrietti “ ( porri selvatici ), che ben reggono, a detta di molti, il confronto con la ben più nota “ bagna cauda “ piemontese?

Il procedimento che rende, commestibile questa verdura è un po’ lungo ma i risultati fanno dimenticare la fatica che la preparazione richiede. Gustosi piatti si ottengono anche utilizzando gli asparagi di vario tipo che il nostro territorio produce in abbondanza.

Lo stesso dicasi per i funghi che richiamano nella nostra zona tanti “ ricercatori “ provenienti anche da paesi distanti. Tra questi, pur se poco conosciuti, si annoverano i “ bissini “ ( vescie ) dalla forma, sapore e odore molto particolari.

Bovini, suini e caprini, allevati nel nostro territorio, forniscono la carne delle nostre mense. Gustose le grigliate, aromatizzate dal “ salmurigghiu “, speciale salsa a base di olio, limone ed aromi vari; buonissimo il capretto o l’agnello al forno…

Fra tutti, comunque, eccelle la tipica salsiccia mistrettese di puro suino, aromatizzata con finocchietto selvatico, la stessa, essiccata, è un ottimo salame.

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Centri culturali:

Numeri Utili:

Siti nel Comune:

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Come si arriva:

In AUTO

Da Messina 147 Km: Autostrada Me-Pa (A20) svincolo S. Stefano di Camastra, bivio per Mistretta (SS 117)

Da Palermo 113 Km: Autostrada Pa-Me (A20) svincolo S. Stefano di Camastra, bivio per Mistretta (SS117)

Da Catania 123 Km: Autostrada CT-Pa (A19)  svincolo Agira-Nicosia , bivio per Mistretta (SS117).

 

IN TRENO

Linea Palermo-Messina scendere alla Stazione di  Santo Stefano di Camastra –Mistretta e poi prendere l’autobus (interbus).

IN AUTOBUS (orari):

da S. Stefano di Camastra a Mistretta: 7:30 / 12:20 / 13:15 / 14:55 / 15:40 / 17:30 (tempo di percorrenza circa 35’)

da Mistretta a S. Stefano di Camastra:

dal capolinea: 6:30 / 8:12 / 8:57 /

da piazza V. Veneto: 12:30 / 13:50 / 16:10

 

Cenni storici:

Mistretta sorge su un crinale di un rilievo a circa 925 metri di altezza ed è dominata da una rocca detta "Castello".

Probabilmente di origine fenicia, come fa pensare l'antico nome della cittadina Matastra (città di Astarte), Mistretta venne menzionata dallo stesso Cicerone e godette, in epoca romana, di tutti i privilegi municipali.

In epoca normanna Ruggero la diede in feudo al Monastero di SS.

Trinità di Mileto calabro e Guglielmo il Malo la concesse, a sua volta, a Matteo Bonello nel 1160.
Sotto l'impero di Federico II di Svevia, Mistretta ebbe il titolo di città imperiale ed assunse notevole importanza.
Durante l'epoca spagnola vi fiorirono le lettere e le arti e il re Alfonso le diede la qualifica di città demaniale.
Venduta nel 1632 a Gregori Castelli, conte di Gagliano, Mistretta venne riscattata l'anno seguente dagli abitanti.

Sotto il dominio borbonico iniziò la lenta ma progressiva ripresa in tutti i campi, dalle attività commerciali ed industriali alla pastorizia e all'agricoltura.

Ancora oggi l'agricoltura (uva, ulivi, agrumi) e l'allevamento di ovini e bovini rappresentano le attività prevalenti mentre, l'artigianato è presente in piccole botteghe dove si eseguono ancora lavori in ferro battuto, in legno e in vimini.

Esiste inoltre anche la lavorazione artigianale della ceramica e del marmo.

Una importante fonte di reddito potrebbe essere rappresentata dal turismo al cui decollo l'immenso patrimonio storico-artistico, la suggestiva bellezza del paesaggio boschivo nonché il richiamo offerto dalle numerose feste folcloristiche (la "Calivaccata", la festa dei Giganti etc.) contribuiscono notevolmente.

Etimologia (origine del nome)

Documentato con il nome diMistrecta, si riferisce all'antico pregrecoAmestratos, di interpretazione oscura.

Il Comune di Mistretta fa parte di:

Regione Agraria n. 1 - Montagne interne Nebrodi nord-occidentali

Parco dei Nebrodi

Associazione Nazionale Città dell’Olio

 

(Fonte:  www.comune.mistretta.me.it)

 

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