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Sabato 14 Dicembre 2019

Sinagra

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Comune di Sinagra

Indirizzo: Piazza San Teodoro – 98069 Sinagra (ME)

Telefono centralino: 0941594016 – Fax Municipio: 0941594372

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 38° 5' 2''N

Longitudine: 14° 50' 57''E

Altitudine: 260 m s.l.m.

Superficie: m². 23.980.752

Perimetro comunale: m. 22.772

Comuni limitrofi: Castell'Umberto, Ficarra, Naso, Raccuja, Sant'Angelo di Brolo, Tortorici, Ucria

Frazioni: La popolazione è distribuita tra il centro urbano e le popolose contrade di martini, la più remota e dotata di una chiesa antichissima, San Pietro, San Leone, Sant’Ippolito, Santa Rosalia, Santa Maria di Baronia, Mulinazzo, Forte, Campo Milia, Limari e Cicala.

Abitanti:3038

Densità: 132 ab./km²

Nome di Abitanti:Sinagresi

Sito Internet: www.comunedisinagra.it

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Codice Fiscale: 00216350835

Codice Istat:083095

Codice Catasto: I747 

 

Santo Patrono: S. Leone

Giorno festivo:8 maggio

Descrizione Araldica delloStemma:

Blasonatura del Gonfalone

Caratteristiche Stemma

Decreti:

Da vedere:

Chiesa del Convento o del Crocefisso con l'annessa Torre Campanaria di età medioevale. La chiesa è l’unico esempio di tempio a due navate con tre archi in pietra con capitelli, in cui sono scolpite foglie di palma e su uno di essi un volto.

L’altare in pietra è sorretto da colonne scolpite; sopra l’altare un trittico ligneo racchiude un Crocefisso di notevole fattura con una preziosa corona d’argento. Nella parte interna delle pale figurano l’effige della Madonna e di S. Giovanni, mentre in quella esterna sei quadri riguardanti la passione di Gesù. Sul lato destro della Chiesa vi è un quadro forse del 1600 raffigurante le anime del purgatorio.

Palazzo della famiglia Salleo, fulgido esempio di architettura barocca con all’interno dipinti, statue, arazzi e velluti ed in più una discreta biblioteca. Esso costituisce una tappa indispensabile per quanti volessero ammirare le bellezze e gli stili del tardo ottocento siciliano.

Vari portali in pietra scolpita dalle forme più disparate

Antichi palazzi signorili (Palazzo Ioppolo e Palazzo Don Carluccio)

Chiesa Madre dedicata a S. Michele Arcangelo, la quale venne costruita in sostituzione della Chiesa di S. Nicola che nel 1826, a causa di una violenta alluvione venne distrutta.

Il tempio fu iniziato verso il 1840 utilizzando alcuni resti della Chiesa di S. Nicola. All’interno oltre alla statua in legno di S. Leone, patrono di Sinagra, si può notare un trittico in marmo del Gagini e la statua in marmo della Madonna del Parto della scuola del Gagini.

Antico quartiere S. Marco, dove in uno stretto dedalo di viuzze - vaneddi - si possono ammirare le case più antiche del paese.

Castello L’edificio a distanza di secoli, conserva ancora la Torre con l’orologio, buona parte delle mura perimetrali e parte di un cortile, esso fu abitato da varie famiglie: i Lancia, gli Afflitto, i Ventimiglia, gli Ioppolo e i Sandoval.

Chiesa di S. Antonio, probabilmente del 1400 restaurata nel 1983.

Grotta del Beato Diego di esso si sa che era nativo di Sinagra e che si ritirò a vita eremitica in questa grotta per servire Dio con preghiere, digiuni e penitenze di vario genere. All’interno della grotta vi sono un letto e un inginocchiatoio che egli scavò nella roccia con le proprie mani.
Ruderi del Convento dei Carmelitani sito vicino all’attuale Campo Sportivo. Il Convento è stato fatto costruire da Antonio Lancia nel 1400, intitolato alla Vergine Tutelare dell’ordine, con annessa la Chiesa di cui oggi esistono solo pochi ruderi . Non lontano vi è un Chiostro ai cui lati si trovano delle arcate murate dove si pensa vi fossero delle statue di Santi e delle arcate libere

 

Festa Patronale:

Le tradizioni di Sinagra sono soprattutto a carattere religioso e ruotano attorno alle celebrazioni del patrono San Leone.

 Il Santo nacque a Ravenna fra il 710 e il 725 e morì a Catania il 20 febbraio del 785. Passò la sua giovinezza in Calabria sotto la guida del Santo Vescovo Cirillo e da questi venne ordinato sacerdote. Morto Sebino, capo della diocesi catanese, gli abitanti della città etnea, dopo tre giorni di digiuno, proclamarono Leone loro Vescovo. Fu strenuo difensore della fede contro l’idolatria imperante e, secondo le tradizioni, compì svariati miracoli per i quali ottenne l’appellativo di Taumaturgo

Leone effettuò numerose visite pastorali, durante le quali probabili soste furono Rometta, Longi e Sinagra, cittadine ancora oggi profondamente devote al Santo ravennate. A Sinagra, in particolare, si tramanda che Egli visse in una grotta nel Vallone D’orecchia sulla quale è stata in seguito costruita una piccola chiesa. Lungo l’antico e abbandonato sentiero che un tempo metteva in collegamento tale località col paese si sarebbe svolto l’incontro tra San Leone e il Diavolo. Secondo la leggenda, Satana fu scacciato da Leone incidendo su una pietra una croce tutt’oggi visibile; nel 1450 circa, venne proclamato Patrono di Sinagra.

La festività principale ricorre l’otto maggio; dopo la messa nella Chiesa Madre, la statua del Santo viene portata in processione fino a giungere alla Chiesa del Convento. Subito dopo pranzo, viene celebrata una nuova funzione religiosa al termine della quale il simulacro viene nuovamente portato in processione per le vie del Paese, rientrando in Chiesa Madre solo a sera. Il momento più emozionante si ha quando San Leone attraversa di corsa la discesa di via Vittorio Veneto accompagnato dalla folla dei fedeli.

Altro appuntamento irrinunciabile è costituito dalla festività della sera di Pasqua durante la quale si svolge la fiaccolata molto suggestiva in occasione del rientro della statua dalla chiesetta di campagna alla Chiesa Madre, con la spettacolare corsa sul ponte, tra due ali di fuochi pirotecnici. La prima domenica di novembre si svolge il percorso inverso: il simulacro, dopo la funzione religiosa, viene portato dalla Chiesa Madre alla Chiesa omonima del Santo.

Il 20 febbraio, una lunga processione di fedeli accompagna la reliquia di San Leone fino alla chiesetta di campagna, dove viene celebrata la Santa Messa.

 

Eventi Culturali:.

Carnevale con le sfilate di carri e maschere e le serate danzanti (Febbraio)

Notte bianca (Agosto)

Festival musicale la rana d’oro (Agosto)

Vie dell’arte - esposizione dell’artigianato dei Nebrodi, (Agosto)

Mostra dell’editoria dialettale siciliana (Dicembre)

Eventi Gastronomici:

Sagra degli Agrumi (maggio)

Sagra della Ricotta 6 agosto

Sagra dell'Anguilla 13 agosto

Sagra della Birra 16 agosto

Sagra da pasta stricata in casa agosto

Sagra dell’ortolano agosto

Sagra del castrato agosto

Sagra du minnu agosto

Mostra dei prodotti tipici siciliani (Dicembre)

Eventi sportivi:

Curiosità:

La frazione di Martini, antico feudo indipendente, rivestì particolare importanza nella Storia feudale e amministrativa della Sicilia in quanto la famiglia Palermo ebbe la concessione di questa terra come Patria del Regno di Sicilia, che consentiva quindi l'accesso alla Camera dei Pari siciliani.

Con privilegio dato in Madrid il 9 novembre 1708, esecutoriato in Messina l'11 ottobre 1709, il re Filippo V di Spagna elevò l'antica baronia di Santo Stefano e Santa Margherita, posseduta dalla famiglia Palermo fin dal XIV secolo, al rango di principato, con don Giovanni V Palermo e Arezzo, 10° barone e 1° principe di Santa Margherita con le altre terre e casali di Messina detti Santo Stefano Mezzano, Galati, Mili e appunto Martini.

Mercati e mostre:

Risorse:

Importante dal punto di vista economico sono la produzione agricola di olive, agrumi, nocciole, uva e frutta. Oggi il paese mostra un nuovo sviluppo economico che vede come settori trainanti quello turistico e artigianale. Sono da segnalarsi, inoltre, le presenze di diversi insediamenti industriali (maglifici, calzaturifici, altro) che indicano una decisa diversificazione dell'economia di Sinagra anche nel comparto industriale.

Centri culturali:


Numeri Utili:

Siti nel Comune:

http://www.prolocosinagra.it/

 http://www.bbagave.com/

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Hotel Greda Via Roma Tel. 0941 594837

Hotel Il Canguro C/da Limari Tel. 0941/438091

Hotel La Quiete C/da Rolletta

B&B Agave Piazza Quasimodo, 4 Tel. 0941 594579

B&B Vincent C/da Gorghi Tel. 0941 955202

Agriturismo Santa Maria Xilona C/da S. Maria Xilona Tel. 0941 594208

La Pergola Via L. Piccolo, 26 Tel. 0941/594147

 La Tavernetta Via Settembre Tel. 0941/594192

Fratelli Borrello C/da Forte Tel. 0941/48594844

 Trattoria Da Angelo C/da Forte Tel. 0941/594433

Peppe's Pizza Piazza  S. Teodoro, 12 - 0941/594213

Il Canguro C/da Limari Tel. 0941/438091 - 438092

La Baracca C/da Limari Cimose Tel. 0941/438395

Trattoria Sinagra Franco C/da Limari Tel. 0941/594920

Personaggi Illustri:

Teresa Fogliani nasce a Sinagra (ME) da una famiglia semplice. Si diploma al Don Bosco di Messina, retto dai Salesiani. Nel Collegio  Ella viene a contatto con quelle conoscenze religiose che in seguito formeranno in maniera indelebile, la sua personalità. Ed è proprio in questo ambiente a conclusione di un intenso ciclo di studi e di riflessioni che matura la decisione di unirsi a Cristo e alla sua Ecclesia. Nel 1955 partecipa a Cosenza ad un concorso magistrale e lo supera a pieni voti,  presta servizio a Scala Coeli (CS), l’anno dopo ottiene il trasferimento a Cariati Superiore ed in questa città è rimasta a prestare la sua opera per 36 anni. Ha scritto tre libri dedicati a Monsignor Alessandro Vitetti dai titoli : …. Il bisogno di testimoniare la sua Presenza…; Il testimone della parola di Dio; Sacerdote e maestro d’anime

Flavia Fogliani, giovane di natali sinagresi, ha recentemente realizzato il suo primo progetto letterario. La sua opera, intitolata “Come sorelle”, si affaccia sul panorama fantasy, prediletto per i paesaggi e le ambientazioni che molto ricordano quelli delle nostre zone.

Paolo Scarso ( Avola 1926 - Sinagra 2007 ) vince col massimo dei voti il concorso magistrale presso il provveditorato di Messina e inizia a Sinagra la sua carriera di insegnante. Conseguita la Laurea in Pedagogia nel 1979 vince sia il Concorso a Cattedra che il Concorso Direttivo. Sceglie la carriera direttiva che porta a termine con soddisfazione fino al raggiungimento dei limiti di età. Fra il luglio del 1996 e il marzo del 2000 pubblica per i tipi di Lo Faro Editore - Roma tre interessanti saggi filosofico - pedagogici: " Unità e molteplicità in Rousseau", "Gli sgarri filosofici di Cartesio" e "Galileo Galilei".

Beniamino Joppolo che nella cittadina nebroidese ha trascorso lunghi periodi della sua vita.  Il noto scrittore, nato a Patti nel 1906 e morto a Parigi nel 1963, ha pubblicato numerosi romanzi, saggi ed opere teatrali, alcuni dei quali composti proprio a Sinagra. Tra i più conosciuti: "Tutto a vuoto", "La Giostra di Michele Civa", "Un Cane Ucciso" ed " I Carabinieri"; da questo lavoro, datato 1945, Jean-Luc Godard trasse nel 1963 una riduzione cinematografica. Beniamino Joppolo è stato anche pittore; i suoi dipinti circolano regolarmente nelle grandi retrospettive nazionali ed internazionali dedicate al Movimento Spaziale.

Il Barone Carmelo Salleo (Sinagra, 1892-1963) è stato il maggiore esponente della pittura sinagrese. Allievo prediletto di Vincenzo Volpe, si è dedicato pure alla filosofia avvicinando i maggiori esponenti napoletani della cultura e dell'arte dei primi del Novecento. Dopo il secondo conflitto mondiale, ha partecipato a numerose mostre personali e collettive sia in Italia (Messina, Milano, Roma e Venezia ) che all'estero . Nel centenario della nascita il Museo Puschkin di Mosca ha ospitato una mostra retrospettiva, di Carmelo Salleo. Una pubblicazione dedicata alla sua pittura nel 1953 contiene saggi di Orio Vergani, Beniamino Joppolo e Stefano Tuscano.

Diego Joppolo, fratello di Beniamino e talentuoso poeta e pittore.

Come si arriva:

In auto: Autostrada ME-PA uscita casello Brolo, S.S.113 direzione PA percorrere circa 3 Km fino al bivio per Sinagra.

In treno: Stazione Ferroviaria di Capo d’Orlando.

 

Cenni storici:

Le antiche tradizioni ed il ritrovamento di un phitos (tomba plebea romana), suggeriscono di datare la nascita di Sinagra al tempo delle guerre puniche (260 a.C.).

Sinagra, fu probabilmente uno dei primi insediamenti della zona sia per la posizione della fiumara che per quella del castello, posto sulla collina, che permetteva la visuale a nord e a sud senza essere visti.

Dagli atti della diocesi di Messina del secolo XII risulta con il nome di Senagra.

Durante il regno di Federico II d'Aragona passò ai Lancia, ai Ventimiglia, agli Ioppolo, ma nel 1812 il Parlamento deliberò l'abolizione dei diritti feudali e Sinagra divenne comune autonomo.

Il suo territorio segna nel punto più basso circa m. 90 ed arriva ad un'altezza di circa 1090 metri.

Chiese, dimore aristocratiche, pitture e sculture sono le testimonianze di un passato e di un ruolo certamente importante di Sinagra.

L’ubicazione a ridosso della fiumara, un tempo per buona parte navigabile è quindi unica via di comunicazione tra l’entroterra ed il mare fa supporre che Sinagra sia stato uno dei primi insediamenti dell’area nebroidea.

Il significato del nome riconduce alla dominazione romana. Secondo gli studiosi, infatti, l’etimo Sinagra potrebbe derivare dal latino “ sinus”, (insenatura) nome peraltro coerente con la posizione del paese, o da “ sinus agri” (campo nei pressi del fiume”, o ancora “sine agro” (senza campo) perché tutto era ricoperto da boschi.

Un’ultima interpretazione sull’origine del nome fa riferimento a “sinus aggeris” insenatura arginata. Di questi argini, vi sono tracce ancora oggi.

Le prime notizie documentate su Sinagra sono comunque da collocare in epoca normanna, in una bolla di Papa Eugenio III, datata 1082, si legge dell’assegnazione, fra l’altro, del casale di Sinagra alla chiesa di Messina.

Dopo i Vespri siciliani, le terre tolte ai francesi furono divise ed assegnate ai nuovi feudatari. Il territorio di Sinagra fu restituito alla famiglia Lancia, marchesi del Vasto e del Monferrato.
Sotto il dominio dei lancia, la baronia conobbe un lunghissimo periodo di splendore. Fu ampliato il castello, costruite chiese, conventi e dato impulso alle attività produttive.

Nel 1460, la baronia era talmente potente da avere concessa da re Giovanni la giurisdizione criminale su tutto il feudo.

Dal 1500, a governare la baronia di Sinagra fu la famiglia Ioppolo che unisce così sotto un unico dominio Sinagra e Naso.

Tra alterne vicende, la baronia rimase nelle mani della nobile famiglia fino all’abolizione dei diritti feudali, nel 1812, anno in cui Sinagra divenne comune autonomo.

La nuova condizione favorì la crescita urbanistica ed economica del paese, ma nel 1827, una disastrosa alluvione e lo straripamento del fiume provocarono ingenti danni e la distruzione di numerose chiese.

Il paese fu in gran parte ricostruito, assumendo l’attuale tipologia urbanistica. Significativo fu il contributo dei Sinagresi alle rivolte per l’indipendenza che ardevano nella Sicilia del 1840. L’unità d’Italia fu salutata con grande entusiasmo poiché segnava la fine dell’epoca baronale.

Il nuovo secolo vide impegnata la popolazione nella modernizzazione del paese con la costruzione di opere di pubblica utilità.

Oggi Sinagra è una cittadina vivace, proiettata nel futuro.


Clima
La dolcezza della collina- un microclima piacevole favorito dalla vicinanza del fiume, l’ambiente incontaminato e una ricca vegetazione, sono i punti di forza del centro nebroideo.


Itinerari topografici

Alle tradizionali attività silvo - pastorali e agricole, famosa la coltura intensiva del nocciolo e dell’ulivo , si sono aggiunte le nuove attività nel settore manifatturiero e nel terziario.

In particolare, Sinagra scommette il suo futuro sullo sviluppo dei servizi, sull’ambiente e sul turismo attraverso un attento utilizzo delle sue risorse.

 Primeggiano tra questi i posti di ristoro, le aziende agrituristiche, gli hotel, i bed and breakfast, tutti comunque hanno un denominatore comune - la buona tavola -, Patria del suino nero dei nebrodi che la fa padrone in ogni piatto tipico locale non scordandoci dei famosi involtini di maccheroni alla Sinagrese.

Abbandonarsi alla bellezza di un luminoso paesaggio o di un'antica chiesa di campagna, può essere il possibile modo di conoscere Sinagra .

Ma per chi volesse accostarsi in maniera più ordinata, sorretto dai consigli che questa guida vuole offrire per rendere più facile e piacevole la scoperta di questo territorio, sono descritti qui di seguito alcuni itinerari percorribili in auto, che suggeriscono i tempi e i modi per visitare, se si vuole, tutto il territorio Sinagrese in circa una settimana. Si possono così visitare i centri storici (senza contare le escursioni di interesse paesaggistico come quello delle cento fontane, ultimamente riscoperto dalla Pro loco).

In considerazione del fatto:

  • che Sinagra si trova al centro della valle;
  • che la stessa è servita da una rete stradale che collega in pochi minuti i posti da visitare;
  • che con circa dieci minuti di automobile, grazie ad una strada a scorrimento veloce, si può arrivare al mare e allo svincolo autostradale di Brolo ( Messina - Palermo );
  • che Sinagra è sulla direttrice che dal Mar Tirreno porta direttamente alle falde dell'Etna;
  • che Sinagra è la patria della buona tavola Siciliana dei Nebrodi ;

E’ inequivocabile che Sinagra sia il centro ideale per una vacanza mare-montagna.

Escursioni:

C/da Forte (Km.2)

Una passeggiata a nord verso la chiesetta di San Leone patrono del paese ci fa ammirare le bellezze paesaggistiche di un paese immerso in un verde lussureggiante di noccioleti ed uliveti che chiudono da ogni parte il paese.


C/da Limari (Km.4)

La contrada, situata lungo la direttrice Sinagra - Castell’Umberto, ad un’altezza media di circa 600 Mt. è il luogo ideale per un pic-nic all’aria aperta tra i folti noccioleti di cui la zona è ricoperta.
Naturalmente non può mancare una visita alla chiesetta del luogo intitolata alla Madonna del SS. Rosario, di antica fondazione.

Importante la visita al parco sub urbano - Merendino -, completo di servizi igienici e casette per il riparo, possibilità di soggiorno giornaliero. Nel parco si possono ammirare quasi tutte le varietà di piante dei monti Nebrodi.


C/da Martini (Km.4)

A circa quattro chilometri dal paese vi è la contrada Martini, una volta Comune. Centro medioevale di notevole importanza è oggi un silenzioso rudere su cui la vita non ha cessato di esistere per la caparbietà di pochi anziani contadini, la bellezza dei siti ed il fascino delle rovine (carcere, ospedale, chiese ed un antica tomba Bizantina in contrada Mezzagosto) e della semplice vita che vi si svolge, non mancherà di creare un clima di notevole suggestione.

Testi Dr. Carlo Cardaci  Direttore della Biblioteca Comunale di Sinagra

 

Etimologia (origine del nome)

Deriva dal nome greco di persona Xenagoras da cui deriva anche il cognome Sinagra.

Il Comune di Sinagra fa parte di:

Regione Agraria n. 8 - Colline litoranee di Patti

Associazione Nazionale delle Città della Nocciola

 

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