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Sabato 16 Novembre 2019

Taormina

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Comune di Taormina

Indirizzo: Via Rosso n. 1 - 98039 Taormina (ME)

Telefono centralino:  0942.628636 - Fax Municipio: 0942.610216

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine:  37° 51' 11''N

Longitudine: 15° 17' 16''E

Altitudine: 204 m s.l.m.

Superficie: m². 13.204.626

Perimetro comunale: m. 25.543

Comuni limitrofi: Calatabiano (CT), Castelmola, Castiglione di Sicilia (CT), Gaggi, Giardini Naxos, Letojanni

Frazioni: Centro, Mazzeo, Mazzarò, Villagonia, Chianchitta, Trappitello 

Abitanti:10.991

Densità: 835,18 ab./km²

Nome di Abitanti:Taorminesi 

Sito Internet: http://www.comune.taormina.me.it/

@:

Codice Fiscale: 00299100834

Codice Istat:083097

Codice Catasto: L042 

 

 

Santo Patrono:San Pancrazio 

Giorno festivo:9 luglio

Descrizione Araldica delloStemma:

D'azzurro alla donna coronata regina tenente con la destra un mondo e con la sinistra lo scettro, dai fianchi in giù con la forma di tauro, il tutto al naturale

Blasonatura del Gonfalone

Drappo di colore giallo caricato dell'arma comunale, riccamente ornata di fregi d'argento

Caratteristiche Stemma

Simboli: Donna

Colori: Azzurro

Bandiera: Bipartita e di colore azzurro e panna recante al centro lo stemma della Città

Decreti:

Decreto del 11 maggio 1928.

Bandiera:

Bipartita e di colore azzurro e panna recante al centro lo stemma della Città

 

Da vedere:

Cattedrale di San Nicolò (XIII secolo) un edificio sacro che prevede una struttura a croce latina e tre navate che ricorda ancora un imponente impianto basilicale romanico, nonostante i successivi rifacimenti, suddiviso da sei colonne e caratterizzato dalla presenza di alcuni altari accompagnati da varie espressioni delle arti figurative a sfondo sacro.

La sua costruzione risale al XIII secolo e l'edificio sacro ha subito rifacimenti ed abbellimenti successivi.
In effetti, questi rifacimenti sono testimoniati dalla presenza, nella struttura esterna dell'edificio, di un portale costruito nei primi anni del 1600 ed arricchito e valorizzato dalla presenza di alcuni medaglioni e due ulteriori portali laterali, creati uno nel XV secolo ed un secondo del XVI secolo.
La sua struttura esterna si presenta in una abbastanza severa imponenza, arricchita da una merlatura che dà alla Chiesa una struttura simile a quella di una fortezza, un rosone dalle dimensioni non troppo eccessive e due belle finestre bifore.

Tale imponente Cattedrale va ricordata per le innumerevoli opere d'arte che essa ancor oggi preserva, a partire da un dipinto risalente alla seconda metà del 1400 e dedicato a "La Visitazione e i S. Giuseppe e Zaccaria", un polittico pregiatissimo realizzato da Antonello De Saliba all'inizio del 1500 e raffigurante, nell'ordine, "La Madonna col Bambino tra i SS. Girolamo e Sebastiano", "La Pietà tra le SS. Lucia ed Agata" e "Gesù e gli Apostoli".

Chiesa di San Giuseppe, edificata nel XVII secolo, è ancora aperta al culto ed è affidata ai Padri Salesiani, rappresenta un bell'esempio di barocco siciliano.

Di notevole bellezza è la duplice scalinata collocata davanti l'ingresso.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria situata esattamente in un punto centralissimo della città, vicino al Palazzo Corvaia e sui resti dell'antico Odeon, parte del quale è ancor oggi fortunatamente visibile.

La datazione della costruzione sacra risale alla seconda metà del XVII secolo e la Chiesa ha subito delle ristrutturazioni.

Già la struttura esterna della chiesa presenta degli elementi interessanti, a partire dalla statua dedicata a Santa Caterina e racchiusa in una nicchia. L'interno dell'edificio sacro presenta altre opere sacre, come una tavola dedicata alla Madonna con i Santi, una tela dedicata al "Trionfo della Croce" ed una seconda tela raffigurante "La Madonna in gloria e Santi Carmelitani".
Chiesa di S. Giorgio, una chiesa dedicata al culto anglicano e fortemente voluta dalla comunità di inglesi che si era costituita in città già precedentemente il periodo di costruzione della chiesa stessa, cioè agli inizi del 1900.

La struttura interna della Chiesa prevede una suddivisione effettuata grazie alla presenza di alcuni archi costruiti utilizzando la pietra siracusana e due navate principali.

Chiesa di S. Agostino essa occupa una Chiesa precedentemente dedicata a San Sebastiano edificata alla fine del 1400 ed il cambiamento fu determinato dall'arrivo in città dei Padri Agostiniani che ingrandirono la precedente chiesa e la trasformarono in un loro monastero.

La struttura interna dell'edificio sacro prevede la presenza di quattro nicchie decorate da finti archi corinzi.
Dell'originaria struttura della Chiesa rimane ben poco visto che essa ha subito delle pesanti ristrutturazioni nel corso dei secoli. Attualmente la Chiesa è adibita come sede della Biblioteca comunale.

Teatro greco, III secolo a.C. il simbolo cittadino, vero fiore all'occhiello per tutta la città ed importante rappresentante dei beni culturali cittadini è ricordato soprattutto con l'espressione "Teatro Antico" dal quale si ha una bella vista e noto anche per la presenza delle colonne dall'evidente stile corinzio.

In Sicilia esso è, per le sue notevoli dimensioni e con un diametro di circa 110 metri, secondo solo a quello siracusano, ma non per questo inferiore per importanza o bellezza.

Di origine ellenistica, come si è già detto, precisamente con una antica datazione risalente al III secolo A. C., dei suoi natali restano pochi simboli a causa delle successive ristrutturazioni romane e a causa del logorio temporale.

Una prova della sua origine greca, ad esempio, è data dall'utilizzo della tipica pietra di Taormina, simile al marmo, presente sotto la scena.

La sua struttura presenta tre elementi architettonici di base, la scena, l'orchestra e la cavea.

Dell'originaria cavea con le sue nove gradinate ed il portico oggi si hanno pochi resti, così come si hanno pochi avanzi della scena, che tra l'altro presenta ancora delle nicchie.

In origine il teatro aveva dimensioni piu grandi di quelle attuali.

Come si è già detto, il teatro subì delle vere e proprie rivoluzioni architettoniche sotto i Romani divenendo, di fatto, un vero e proprio anfiteatro per gli spettacoli gladiatori.

In effetti l'attuale struttura architettonica risale al II secolo D.C.. Per ragioni di sicurezza, l'orchestra fu trasformata con l'aggiunta di un alto podio per garantire davvero un buon riparo agli spettatori.
La bellezza di questo teatro ancora oggi utilizzato per delle manifestazioni culturali ed artistiche come il complesso delle manifestazioni internazionali note con l'espressione "Taormina Arte" e che ricorrono ogni anno durante i mesi estivi consiste non solo per la sua struttura architettonica notevole ancor oggi in buono stato e dall'acustica davvero notevole, ma anche per la splendida vista panoramica che esso offre sull'Etna, la città di Giardini Naxos ed i Monti Calabri, vista offerta dalle terrazze che circondano lateralmente la scena

Palazzo Corvaja, X secolo d.C. sorse sull'antico foro romano, la piazza dell'antica Tauromenion.

Il nucleo originario del Palazzo era una torre realizzata dagli arabi tra il 902 e il 1079.

La torre aveva forma cubica, proprio come la Kaba della Mecca, che secondo Maometto fu il primo tempio innalzato a Dio da Abramo. A Palazzo Corvaja si riunì il Parlamento siciliano nell'anno 1411., le assemblee furono presiedute dalla regina spagnola Bianca di Navarra, che in quel periodo governava la Sicilia e che scelse il Palazzo come residenza estiva.

Il nome attuale del Palazzo si riferisce alla nobile famiglia dei Corvaja, che vi abitò dal 1538 al 1945, dopo molte trasformazioni, nel 1946 il Palazzo fu restaurato dall’architetto Armando Dillon.

Palazzo Duchi di Santo Stefano fu costruito tra la fine del 1300 e i primi anni del 1400 ed era parte integrante della cinta muraria medievale di Taormina.

E' un capolavoro dell'arte gotica siciliana, ancorato all'esperienza arabo-normanna.

Su due facciate si trova un fregio che forma un magnifico merletto d'intarsi, grazie all’alternanza di tasselli in pietra lavica e di tasselli in pietra bianca di Siracusa. Le bifore del primo piano sono molto semplici.

Notate come il profilo esterno degli archi sia evidenziato da blocchetti in pietra lavica. Molto elaborate sono le bifore del secondo piano.

Sono trilobate, cioè presentano una sorta di merletto a tre lobi a destra e a sinistra della colonna.

Sotto l’arco a sesto acuto, potete vedere un magnifico rosone traforato.

Nel 1700 fu realizzata la scala che dal piano terra porta al primo piano.

Nel giardino esiste ancora il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana.

L’originario aspetto di edificio fortificato fu alleggerito nel trecento e nel quattrocento, quando vi abitarono le famiglie dei De Spauches, dei Duchi di Santo Stefano di Brifa e i Principi di Galati.

Durante l’estate taorminese, nel cortile adiacente si tengono importanti manifestazioni culturali.
Il palazzo, oggi è la sede della Fondazione Mazzullo.

Sono esposte numerose opere dell’artista Giuseppe Mazzullo, nato il15 febbraio del 1913 a Graniti, un piccolo paese del messinese, a ridosso delle suggestive gole dell’alcantara.

Palazzo della Badia Vecchia fu realizzato nel quattordicesimo secolo, inizialmente era una torre a difesa delle mura che cingevano Taormina.

Secondo alcuni studiosi, l’edificio si chiama Badia Vecchia, perché doveva ospitare una Badia, cioè un’Abbazia, ove dimorò a Madre Badessa Eufemia, reggente dal 1355 del regno di Sicilia, in nome del fratello minore Federico IV detto il Semplice.

La Badia Vecchia rappresenta un bell’esempio di architettura gotica trecentesca, anche se è stata modificata nei secoli successivi.

Un fregio con intarsi in pietra lavica e pietra bianca di Siracusa decora e divide il primo dal secondo piano.

Il prospetto che guarda la città, è caratterizzato da tre magnifiche bifore a sesto acuto.

La bifora, è una finestra caratterizzata da una colonnina centrale, che divide l’apertura in due parti.

Gli archi delle due bifore laterali sono decorati da un solo rosone, mentre l’arco della bifora centrale è ornato da tre rosoni.

Il palazzo è coronato da merli a coda di rondine, proprio come un castello medievale.

La Badia Vecchia è sede del Museo Archeologico di Taormina.

Sono esposti alcuni materiali provenienti dagli scavi recenti di Taormina, effettuati tra il 1984 e il 1998 dalla Soprintendenza di Messina.

Nelle tre sale sono esposti reperti di periodo ellenistico, cioè risalenti al IV secolo a.C., e ancora ceramiche e rari contenitori in vetro di età romana.

Non mancano frammenti di vasi in protomaiolica del tredicesimo secolo e maioliche rinascimentali

Le Naumachie, I secolo a.C.  è una grande costruzione formata da un muro in mattoni, lungo 122 metri e alto 5. Fu realizzata in età romana e più precisamente nel II sec. d.C.

Il nome Naumachia significa letteralmente "battaglia navale", infatti, una volta si credeva che il monumento fosse un circo acquatico, realizzato dai romani per le rappresentazioni di battaglie navali, in realtà, il monumento è un grande ninfeo con nicchie, cioè una fontana monumentale con giochi d'acqua. Le strutture romane sono state utilizzate come fondamenta per le case moderne.

Il castello, di Taormina si trova su una rocca del Monte Tauro, a quasi 400 metri di quota.
Da qui si poteva controllare la vallata del fiume Alcantara, in età greca e romana, la rocca del Tauro era l'acropoli inferiore di Tauromenion. Quella superiore, si trovava più a nord, presso l'attuale Castelmola.
Secondo la tradizione, il castello di Taormina fu costruito dagli arabi. In realtà, non si conosce ancora il periodo in cui fu realizzato.

Tuttavia, è possibile che i musulmani ebbero nella rocca il loro baluardo nel 1079, durante l'assedio dei Normanni.

Il Conte Ruggero adottò un'ingegnosa strategia per tagliare ai saraceni ogni rifornimento: intorno a Taormina e alla sua rocca, il Conte fece edificare ventidue torri di legno. I musulmani si arresero dopo pochi mesi.

Durante il dominio di Federico II, chiamato "Stupor Mundi" per le sue qualità intellettuali, politiche e militari, il castello di Taormina fu affidato ad un nobile castellano.

La porta della fortezza era sorvegliata dalle sentinelle che sostavano sui camminamenti di ronda.
I muri esterni si sono conservati molto bene, mentre quelli interni sono quasi tutti crollati.

Odeon, I secolo a.C.  Nel mondo greco-romano, l'odeon era un piccolo teatrino destinato alle rappresentazioni musicali e letterarie.

L'odeon di Taormina è un autentico gioiello di architettura romana su cui, nel corso dei secoli, furono costruite diverse strutture.

La cavea è divisa in cinque settori ed è sormontata da una galleria in mattoni.

Probabilmente, il monumento fu costruito nel II secolo d.C. su un tempio greco più antico, oggi nascosto dalla Chiesa di Santa Caterina che risale al XVII secolo

Palazzo Ciampoli è una residenza signorile in stile catalano.

Nello stemma, situato sopra il portone d’ingresso, si legge la data della sua fondazione 1412. Ciampoli era il nome della famiglia che possedette il palazzo, fino a che fu acquistato dalla Regione Siciliana.

Il palazzo sorge nel cuore del borgo medioevale di Taormina, che inizialmente si estendeva dalla torre dell’Orologio a porta Catania

Piazza Duomo era il luogo preferito dagli uomini illustri che in passato visitarono Taormina, come Oscar Wild, Guy de Maupassant, Alexander Dumas Junior, Richard Wagner e Johannes Brahms.

Sulla Piazza, oltre al Duomo, si affaccia anche il Palazzo del Comune.

Al centro della Piazza si trova una magnifica fontana, attribuita ad uno degli ultimi allievi del fiorentino Montorsoli, fu costruita nel 1635 su gradoni circolari.

Deliziose sono le quattro fontanelle laterali, sullo zampillo centrale è scolpito il Minotauro, simbolo della città di Taormina.

Piazza IX aprile è il "salotto" più elegante di Taormina, caratteristici sono i bar all'aperto e gli artisti che dipingono ritratti e paesaggi.

Dalla balconata si ammira un magnifico panorama che abbraccia l'Etna, la baia di Naxos e i ruderi del teatro antico di Taormina.

La piazza si chiama così perché il 9 aprile del 1860, durante una messa nella cattedrale taorminese, si sparse la voce che Garibaldi era sbarcato a Marsala per cominciare dalla Sicilia la liberazione dai Borboni, la notizia si rivelò falsa: infatti Garibaldi sarebbe sbarcato a Marsala solo un mese dopo, cioè il 9 maggio.

I taorminesi vollero ugualmente ricordare quella data, dedicandole la piazza più bella della città.

Prima di allora, la piazza si chiamava Piazza Sant'Agostino, dal nome della chiesa edificata nel 1448 e che occupa un lato della piazza, la chiesa è oggi sede della Biblioteca Comunale.

Torre dell'orologio L'edificio costruito nel XII secolo, fu più volte distrutto nel corso del tempo, ma fu sempre ricostruito.

Porta Catania è detta anche porta del Tocco, perché  nella piazzetta adiacente, in epoca normanna, si tenevano le riunioni pubbliche. L'ora del tocco era la prima ora dopo mezzogiorno, quindi segnalava le ore 13.00, la sua costruzione risale al 1440.

Porta Messina è la porta nord di Taormina, da qui si raggiungeva la città dello stretto.

Porta Messina è collegata a Porta Catania dalla strada principale di Taormina: corso Umberto I.

Questa strada, oggi frequentata da migliaia di visitatori, ricalca parte della Via Valeria: la strada che i romani costruirono per collegare le città di Catania e di Messina e che attraversava proprio Tauromenion

Isola Bella

Festa Patronale:

Eventi Culturali:.

Numerose sono le manifestazioni e gli eventi che, ogni anno soprattutto nella stagione estiva, sono realizzati a Taormina.

Scenario d’eccezione di concerti (musica classica e leggera), opere teatrali, opere liriche, grandi serate di spettacolo spesso riprese da emittenti radiotelevisive (la cerimonia per la consegna dei Nastri d'argento, Festivalbar, la Kore, solo per fare qualche esempio) è il Teatro antico.

Dal 1983, gli eventi più significativi, sono realizzati nell’ambito di Taormina Arte, l’istituzione culturale che cura l’organizzazione della rassegna di musica, teatro e danza, considerata tra le più importanti nel panorama nazionale.

Nella programmazione di Taormina Arte rientra anche il Taormina Film Festival, il festival del Cinema di Taormina, erede della Rassegna Cinematografica di Messina e Taormina, nata nel 1960, che per un ventennio ospitò i David di Donatello con la partecipazione dei più famosi personaggi dello spettacolo. Nell'ambito del Festival del Cinema sono consegnati, al Teatro antico, i prestigiosi Nastri d'Argento, premi assegnati dai critici cinematografici. Dal 2005, Taormina Arte, organizza, ad ottobre, il Giuseppe Sinopoli Festival, rassegna dedicata al grande direttore d'orchestra, scomparso nel 2001, per anni direttore artistico di Taormina Arte.

Interessante anche il Carnevale del sole (febbraio)

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Presso la struttura Lumbi, nel periodo invernale, si svolgono varie manifestazioni fieristiche alcune di queste ormai consolidate è Tour del Gioiello e Taormina Gift Fair.

Risorse:

Nota per essere una delle capitali del turismo siciliano, Taormina basa la sua produzione suiprodotti ortofrutticoli e sul pesce fresco. Presente anche l'artigianato locale basato sulla lavorazione del legno e del ferro e sui ricami fatti a mano.

Centri culturali:

Palazzo dei Congressi, sorge in pieno centro storico di fronte al medievale Palazzo Corvaja sulla strada che porta al vicino Teatro Antico dal quale dista circa 100 mt. Ha una capacità totale di circa 1300 posti. La struttura consente, per tutto l’arco dell’anno, la gestione di congressi, convegni, meetings, manifestazioni musicali e teatrali.

Dispone di 4 sale, sala teatro posti 820, sala auditorium posti 220, sala conferenze posti 90 e

sala polifunzionale posti 150

La sala teatro e la sala auditorium sono attrezzate con cabine di traduzione simultanea.

Biblioteca Comunale S. Agostino è ubicata sulla Piazza IX aprile all’interno di un edificio quattrocentesco, l’ex chiesa e convento degli Eremiti di S. Agostino.

La struttura, che dal punto di vista architettonico si ispira allo stile tardo - gotico siciliano, è costituita dalla chiesa fatta edificare nel 1486 dai Taorminesi in onore di S. Sebastiano e dal convento costruito dai frati agostiniani nell’anno 1530.

All’esterno si può ammirare l’elegante campanile che ha la forma di una piccola torre merlata ed il portale costituito da una grande architrave in marmo di Taormina che, nel 1700, sostituì quello originale in stile gotico.

L’intera struttura fu espropriata ed acquisita al patrimonio comunale dopo l’unità d’Italia, nell’anno 1933 la Chiesa divenne sede della Biblioteca per ospitare il patrimonio librario degli ex conventi di S. Agostino, S. Domenico e parte di quello dei Cappuccini.

Nel corso degli anni il Convento ebbe invece diverse destinazioni, nel 1981 l’intero edificio venne restaurato e dal 1985 viene utilizzato come Biblioteca e sala polivalente.

Le sale di pubblico accesso

La parte destinata al pubblico è composta da due ampie sale:

La sala del Fondo Antico Giovanni di Giovanni dove si può ammirare una splendida pala raffigurante il martirio di S. Sebastiano, numerosi dipinti ed un soffitto ligneo a capriate con travi ornate da mensole.

 La sala di lettura, ha anch’essa un magnifico soffitto ligneo sostenuto da travi e da un “monaco” centrale ad ombrello; alle pareti si possono ammirare delle pannellature dipinte raffiguranti leoni alati ed aquile.

La Biblioteca possiede un patrimonio librario di oltre 22.000 volumi, offre il servizio di emeroteca, con una vasta scelta di quotidiani, riviste e periodici, ed una videoteca.

Molto fornita è la sezione riservata ai libri sulla Sicilia che comprende oltre 2.000 volumi; altre sezioni sono dedicate alla saggistica, al settore enciclopedico, alla narrativa ed alla sezione ragazzi. Numerosi sono, inoltre, i volumi in lingua inglese, francese e tedesca quasi tutti datati fine ottocento - primi del novecento. Particolare rilevanza assume il fondo antico, composto principalmente da trattati di teologia, filosofia e scienze provenienti dai sopracitati conventi di S. Agostino, S. Domenico e dei Cappuccini.

Detto fondo è composto da oltre 2.300 volumi; tra questi, figurano alcune opere di particolare pregio, quali 14 manoscritti, 16 incunabuli, 1 testo arabo antico non datato, oltre 250 pregiati volumi del 1500 ed una interessante raccolta di testi editi dal 1600 al 1800. I libri, secondo la loro tipologia, possono essere consultati in sede o concessi in prestito.

Consultazione e prestito

Consultazione e prestito costituiscono un servizio pubblico e gratuito che viene concesso ai cittadini residenti a Taormina o nei paesi vicini. Il prestito è comunque consentito anche alle persone non residenti previa presentazione di un valido documento di riconoscimento.

Orario di apertura biblioteca

da lunedì a venerdi    ore 8,30 - 13,30

martedì e giovedì    ore 15,30 – 18,00

Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari di Taormina è una struttura permanente che espone reperti della cultura figurativa e dell’artigianato artistico dei Siciliani tra il XVI e il XX secolo.

Scopo fondamentale del Museo è di recuperare e rendere fruibile al pubblico pezzi d’artigianato artistico ed oggetti d’uso, come sculture lignee devozionali, presepi, ceramiche antropomorfe, elaborati pezzi di carretto siciliano, cartelloni dell’opera dei pupi, che costituiscono una testimonianza preziosissima della vita e della cultura popolare siciliana.

Oltre un secolo fa, Giuseppe Pitrè, nel proporre ai visitatori dell’Esposizione Nazionale di Palermo (1891-1892) il Padiglione per la Mostra Etnografica Siciliana, denunciava il rischio che la memoria storica della Sicilia, stratificatasi nel corso di tanti secoli, venisse cancellata.

L’allarme di Pitrè era giustificato, perché nel corso del secolo attuale c’è stata una dispersione della grande produzione di oggetti d’arte siciliani. Solo in ritardo sono sorti piccoli musei etnoantropologici, grazie ad iniziative locali, non sempre confortate da criteri scientifici.

Alle carenze pubbliche, però, ha in parte sopperito il collezionismo privato, che ha salvato fondamentali testimonianze di una ricchissima cultura materiale. Queste raccolte costituiscono oggi dei veri giacimenti culturali.

Il Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari di Taormina è il risultato raggiunto grazie ad un raro caso di sinergia di componenti pubbliche e private.

Protagonisti, infatti, dell’iniziativa sono stati da un lato l’antiquario Giovanni Panarello (che ha messo a disposizione la sua collezione privata), sostenuto da un gruppo di appassionati, tra i quali Franz Riccobono e dall’altro il Sindaco di Taormina Mario Bolognari e la sua amministrazione comunale che hanno stipulato un comodato gratuito e messo a disposizione ed attrezzato i locali del Palazzo Corvaja.

Oggi è finalmente possibile visitare un museo che valorizza la storia culturale ed artistica siciliana, perché i materiali esposti sono opere capaci di suscitare l’emozione che si prova nell’osservare la passione e la creatività di artigiani d’arte, che riassumono aspetti peculiari ed originali della ricchissima cultura popolare siciliana.

Il Museo si articola in tre ambienti: vestibolo con gerenza ed accoglienza, la grande sala del Quattrocento e la sala del Trecento

Numeri Utili:

Siti nel Comune:

 http://www.taurobasket.it

 http://www.taorminaline.com

http://www.taormina-sicily.it

 http://www.taorminaservizipubblici.it

 http://www.taormina-arte.com

 http://www.taorminafilmfest.it

 http://www.sinopolifestival.it

 Impianti sportivi:

Campo di calcio

Piscina comunale

Campi da Tennis

Strutture Ricettive:

Personaggi Illustri:

Come si arriva:

Auto: Taormina è raggiungibile mediante la Strada Statale 114 (Orientale Sicula) Messina - Catania, per mezzo dell'Autostrada A18 Messina - Catania uscendo al casello Taormina Nord (Spisone) o al casello Taormina Sud-Giardini Naxos (Trappitello), più adatto per raggiungere la zona costiera.

Spisone dista 35 chilometri da Messina e 44 da Catania.

FF SS: Taormina - Giardini, nella quale fermano tutte le categorie di treni, la collega alla rete nazionale RFI.

Aeroporto: Catania - Fontanarossa (a 67 km)

Funivia: collega la zona costiera di Mazzarò (frazione di Taormina) con il centro della città.

 

Cenni storici:

Sull'origine di Taormina (Tauromenion, Tauromenium) molte sono le notizie, ma incerte per documentazione e poco attendibili.

Diodoro Siculo nel 14° libro attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamenti di bestiame, già prima dello sbarco dei greci di Calcide Eubea nella baia di Taormina (753 a.C.), dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos (odierna Giardini Naxos), la prima colonia greca di Sicilia.

Dionisio di Siracusa, di origine dorica, ed alleato di Sparta nella guerra contro Atene, tollerò per un po' la presenza degli Ionici di Calcide Eubea a Naxos,alleati di Atene, ma poi mosse contro di essi che andarono ad occupare la parte a valle del Monte Tauro in, cui vivevano i Siculi insieme ad altri jonici che si erano precedentemente lì insediati da Naxos.

Ma negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.) i nassioti in massa, minacciati da Dionisio, tiranno di Siracusa, si trasferirono a Tauromenion, spinti da Imilcone, condottiero dei Cartaginesi, alleato degli jonici contro i dorici, perché il colle era da considerarsi fortificato per natura.

Volendo il tiranno di Siracusa riprendersi con violenza il territorio dei Tauromenitani, essi risposero che apparteneva loro di diritto, poiché i propri antenati greci ne avevano già preso possesso prima di loro stessi, scacciando gli abitatori locali.

Afferma Vito Amico che la suddetta versione sulle origini di Taormina fornita da Diodoro è contraddetta nel 16° libro, quando sostiene che Andromaco, dopo l'eccidio di Naxos del 403 a.C., radunati i superstiti li convince ad attestarsi nel 358 a.C. sulle pendici del vicino colle "dalla forma di toro", e di conseguenza il nascente abitato prese il nome di Tauromenion, toponimo composto da Toro e dalla forma greca menein, che significa rimanere.

Mentre le notizie fornite da Cluverio concordano con la seconda versione di Diodoro, Strabone narra che Taormina abbia avuto origine dai Zanclei e dai Nassi.

Ciò chiarirebbe in qualche modo l'affermazione di Plinio il quale afferma che Taormina in origine si chiamava Naxos.

Testimone Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza.

Nel 345 Timoleone da Corinto, sbarca e raggiunge Tauromenium, per chiedere l'appoggio militare al fine di sostenere la libertà dei Siracusani.

Più tardi troviamo Taormina sotto il dominio del tiranno siracusano Agatocle, che ordina l'eccidio di molti uomini illustri della città e manda in esilio lo stesso Timeo, figlio di Andromaco. Anni dopo soggiace a Tindarione e quindi a Gerone, anch'essi tiranni Siracusani.

Taormina rimane sotto Siracusa fino a quando Roma, nel 212 a.C., non dichiara tutta la Sicilia provincia Romana.

I suoi abitanti sono considerati alleati dei Romani e Cicerone, nella seconda orazione contro Verre, accenna che la Città è una delle tre Civitates foederataee la nomina "Civis Notabilis " erroneamente tramandato ,poi, come "Urbs notabilis".

In conseguenza di ciò non tocca ai suoi abitanti pagare decime o armare navi e marinai in caso di necessità.

Nel corso della guerra servile (134 - 132 a.C.) Tauromenium è occupata dagli schiavi insorti, che la scelgono come caposaldo sicuro. Stretti d'assedio da Pompilio, resistono a lungo sopportando anche la fame e cedendo soltanto quando uno dei loro capi, Serapione, tradendo i compagni, lascia prendere la roccaforte.

Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, le truppe di quest'ultimo sbarcano a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'ha in precedenza occupata.

Per ripopolare Tauromenium, dopo i danni della guerra subita, ma anche per presidiarla Ottaviano, divenuto Augusto, nel 21 a.C. invia una colonia di Romani, a lui fedeli, e nel contempo ne espelle gli abitanti a lui contrari.

Strabone parla di Tauromenion come di una piccola città, inferiore a Messina e a Catania. Plinio e Tolomeo ne ricordano le condizioni di colonia romana.

Dal Medioevo al XVIII secolo

Secondo una pia leggenda, con l'avvento del Cristianesimo, Pietro apostolo destina a Taormina il Vescovo Pancrazio, che già prestava la sua opera di conversione nella regione e costruisce la prima Chiesetta sulle pendici di Taormina dedicata a San Pietro stabilendo la sede del primo vescovato in Sicilia.

Peraltro, l'effettiva esistenza storica di questo personaggio non risulta da alcun documento storico, a parte le pie leggende: le prime menzioni risalgono a dopo la fine del dominio mussulmano.

Vescovi "prestantissimi per santità di costumi, zelo e dottrina", si succedono fino all'età araba.

Poche sono le notizie in questo lasso di tempo, che annovera la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 447, l'invasione dei Goti, la presenza dei Bizantini, la conquista araba.

Certo è che Taormina, occupa una posizione strategica importante per la tenuta militare del territorio circostante, per 62 anni fu l'ultimo lembo di terra dell'Impero romano d'Oriente insieme a Rometta e più volte resistette agli assalti dei saraceni (grazie alle sorgenti d'acqua potabile, alle cisterne ed agli acquedotti sotterranei), sin quando dopo un lungo assedio durato due anni la notte del Natale del 906, a causa del tradimento di un mercenario messinese tale Tommaso Balsamo, fu presa e distrutta totalmente.

I suoi abitanti maschi furono tutti decapitati come il vescovo di Taormina, san Procopio, la cui testa fu portata su un piatto d'argento al capo delle truppe saracene Ibrahim (al quale è intestata una via di Taormina).

Le ragazze più belle furono portate al Califfo di Karaujan Al Moezzin e le altre furono rese schiave. I pochi superstiti fuggirono nelle montagne circostanti. La città fu ricostruita nella parte sud, laddove finiva quella greca-romana rasa al suolo dai saraceni e per quasi due secoli visse nella concordia e nella tolleranza fra arabi e cristiani.

Gli arabi la abbellirono adornandola di bei giardini e fontane e la ribattezzarono con il nome di Almoezia dal Califfo Al Moezzin.

Della città si impossessa il Gran Conte Ruggero, il quale espugnato Castronovo volge alla conquista del Val Demone, cingendo d'assedio la Città, attraverso la costruzione di ben ventidue fortezze in legname: tronchi e rami formano un muro insuperabile; nondimeno i saraceni resistono per molto tempo prima di capitolare nel 1078.

Taormina diviene Città Demaniale, compresa nella Diocesi prima di Troina e poi di Messina, quando la sede Vescovile viene qui trasferita. Segue le vicende della Sicilia, sotto gli Svevi e poi sotto gli Aragonesi.

Nel 1410 il Parlamento Siciliano, uno dei più antichi d'Europa, svolge a Taormina la sua storica seduta, al Palazzo Corvaja alla presenza della regina Bianca di Navarra, per l'elezione del re di Sicilia, dopo la morte di Martino II.

Nel secolo XVI Filippo IV di Spagna concede il privilegio che la Città appartenga stabilmente alla Corona.

Nel 1675 è assediata dai francesi, alleati di Messina. La storia gloriosa volge al suo declino. I francesi di Casa D'Orleans non la ritengono Città importante.

Gli Angioini ne aboliscono i privilegi di cui godeva.Sconfitti in Sicilia gli Angioini con la guerra del Vespro,Taormina ritorna sotto gli spagnoli ed i viceré con gli antichi privilegi.In seguito, con l'occupazione delle truppe napoleoniche di Napoli e del Sud e con il trasferimento della Reggia Borbonica a Palermo, Re Ferdinando I di Sicilia volle ringraziare Taormina per la sua antica fedeltà ai Borboni contro i francesi e Re Ferdinando I in visita ufficiale nella fedele Taormina , in segno di riconoscimento donò al sindaco dell'epoca Pancrazio Ciprioti l'Isola Bella.

I Borboni, resero più facile l'accesso alla città ,che sin dai tempi dei romani avveniva dall'angusta Consolare Valeria che si inerpicava fra le colline, tagliando il promontorio del Catrabico realizzando così una strada litoranea che congiungeva facilmente Messina a Catania e realizzando,dopo la Napoli-Portici ,la seconda strada ferrata del Regno.

Che tale e quale (ad unico binario è rimasta sino ai nostri tempi!).

Da parte di molte nazioni europee e di famosi scrittori ed artisti (Goethe, Maupassant, Rouel ed altri) si manifestò un interesse verso l'amenità del luogo e verso le sue bellezze archeologiche. Taormina da adesso in poi si svilupperà, divenendo luogo di residenza del turismo elitario, inizialmente proveniente soprattutto dall'Inghilterra come Lady Florence Trevelyan, figlia del Barone Spencer Trevelyan e la cui nonna paterna era Lady Maria Wilson una prima cugina della Regina Vittoria, alla cui Corte Florence era cresciuta attorniata dai cani che adorava come la "zia Vittoria" che, però, lei puritana, per impedire uno scandalo a Corte ,la obbligò all'esilio con un ricco vitalizio, per una sua relazione con suo figlio, il Re Edoardo VII che era sposato con l'austera Alessandra di Danimarca e che decise di vivere a Taormina dove sposò il ricco filantropo Salvatore Cacciola, sindaco di Taormina ed amico del Duca di Kent.

Dal XIX secolo ai giorni nostri

Lady Florence Trevelyan acquistò dal sindaco Pancrazio Ciprioti l'Isola Bella e comprò 82 vecchie casupole di pescatori e lotti di terreno che abbatté per realizzare lo splendido giardino che, dopo la sua morte, divenne il giardino pubblico di Taormina con le caratteristiche costruzioni ispirate ai suoi viaggi in estremo oriente, aiutò i La Floresta ad ampliare il primo albergo di Taormina, l'Hotel Timeo; dall'Inghilterra arrivò anche il Re Edoardo VII(dopo due anni, però, dalla morte della madre la Regina Vittoria nel 1903, 1904, 1907, 1908) e dalla Germania personaggi come Johann Wolfgang von Goethe, che citò Taormina nel suo Viaggio in Italia (Italienische Reise), il fotografo barone Wilhelm von Gloeden, il pittore Otto Geleng, Friedrich Nietzsche (dal 1882) che qui scrisse Così parlò Zarathustra, Richard Wagner, il Kaiser Guglielmo II di Germania (1896-1897-1904, 1908), Oscar Wilde, lo Zar Nicola I, Ignazio Florio e Franca Florio, "la stella d'Italia" come la chiamava il Kaiser ed amica della Trevelyan, Gabriele D'Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis e banchieri, magnati, aristocratici di tutto il mondo .

Ben presto Taormina divenne famosa in tutto il mondo sia per le sue bellezze paesaggistiche, per i suoi panorami variopinti, per i quadri dell'Etna innevato e fumante che declina sino al mare turchese e che fecero il giro del mondo, ma anche per la sua permissività, per la sua "trasgressione",per i suoi "dotti cenacoli", per il "mito d'Arcadia", per la sua sfrenata "dolce vita".

"I pazzi a Taormina" dello scrittore catanese Massimo Simili[2] descrive un periodo in cui non passava giorno che a Taormina, non accadesse qualcosa di "folle" grazie ai suoi estrosi e famosi frequentatori.

Ciò che era permesso a Taormina creava scandalo persino nella "internazionale" Capri dove, per esempio, l'armiere tedesco Krupp aveva cercato, senza riuscirvi di ricreare i "cenacoli taorminesi " in cui efebi locali ed ancelle erano al centro delle "scene".

Krupp a Capri fu travolto dallo scandalo e pochi giorni dopo si tolse la vita per la vergogna a Brema.

Sorsero tanti alberghi tutti gestiti da famiglie taorminesi, il paese di pescatori e contadini e di benestanti borghesi si trasformò in un paese di commercianti, albergatori, costruttori.

Durante la seconda guerra mondiale fu sede del Comando tedesco della Wermacht per cui il 9 luglio del 1943, giorno del patrono San Pancrazio, Taormina subì due devastanti bombardamenti aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un'ala del famoso albergo San Domenico in cui era in corso una riunione dell'alto comando tedesco.

Essendo un città turistica internazionale molte spie inglesi durante il fascismo si erano ben camuffate e uscirono alla scoperto appena entrarono le truppe alleate.

Nel dopoguerra Taormina si ingrandì senza alterare le proprie bellezze naturali e sino al 1968 era una città turistica prettamente invernale per un turismo ricco ed individuale, tant'è che i migliori alberghi aprivano ad ottobre e chiudevano a giugno ed era frequentata da scrittori di fama come Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, L.H.Lawrence, da nobili (Giuliana d'Olanda), dai reali di Svezia e di Danimarca, dal Presidente della Finlandia Urho Kekkonen da personaggi illustri e famosi come Soraya, Ava Gardner, Romy Schneider, che fecero amicizia anche con alcuni affascinanti play boys del luogo, nonché Liz Taylor, Richard Burton, Dino Grandi, Willy Brandt, Greta Garbo, che svernavano per mesi negli alberghi taorminesi trascorrendo le giornate, ma soprattutto le notti nei tipici locali notturni dell'epoca e continuando, così, quella dolce vita iniziata con la Belle Epoque.

Centro d'incontro per tutti (artisti, nobili, playboy, scrittori, personaggi curiosi) era il Cafè Concerto "Mocambo" dell'estroso play boy Robertino Fichera.

Robertino, con i suoi mitici amici Chico Scimone e Dino Papale, quest'ultimo fondatore della Women's Tennis Association, volle rappresentare in un murales, che fece dipingere nel salone del suo famoso Cafè affinché rimanessero "immortali" seduti accanto a Sigmund Freud e Albert Eistein, quelli che erano i veri protagonisti del grande teatrino taorminese cioè quella umanità "viva", composta da playboy, artisti e "pazzi", che "creava" ogni giorno la dolce vita taorminese. "Che la festa inizi" è il titolo del murales.

Ma la festa stava per finire, ed anche la vita terrena di Robertino.

Nel 1968, accadde il terremoto del Belice che fece paura per le ripercussioni che avrebbe potuto avere sul turismo ad alcuni operatori turistici taorminesi che frettolosamente si indirizzarono verso il turismo di massa facendo contratti con i maggiori tour operator europei.

Taormina, così, rapidamente si trasformò, gli alberghi "vendevano" le camere a contratto annuale ai grandi tour operator del turismo di massa rinunciando al turismo classico individuale che sino allora aveva reso ricca e famosa Taormina con un taglio decisamente di alta classe e di prestigio.

Col turismo di massa la cittadina si espanse nelle adiacenti zone verdi, fu rapidamente e disordinatamente cementificata, nacquero nuovi alberghi e tante nuove attività commerciali e siccome i taorminesi non si volevano dedicare ai lavori umili, vi fu una invasione dall'arretrato entroterra siciliano di gente povera di diversa cultura in cerca di fortuna, che in poco tempo, richiamò a Taormina amici e parenti che si improvvisarono albergatori, ristoratori, commercianti.

Taormina divenne, in breve tempo, una cittadina balneare per un turismo di massa, una nobile decaduta.

Gli alberghi ora chiudevano a novembre per riaprire a Pasqua fu il crollo per quasi tutte le famiglie di antichi albergatori taorminesi che non riuscirono ad adeguarsi ai nuovi tempi ed in pochi anni persero i propri alberghi che furono acquistati da società venute da fuori che miravano più ai bilanci che alla qualità dei servizi.

Gli alberghi non erano più le seconde case di lusso dei viaggiatori che venivano accolti con grande cortesia dai proprietari e con i quali si familiarizzava, si conversava e si prendeva il thè ... ma erano degli anonimi alberghi con degli anonimi clienti come tanti di tutto il mondo.

Fu una rivoluzione anche nel tessuto economico sociale tradizionale di Taormina a causa dei tanti immigrati arrivati a Taormina in cerca di fortuna, che non solo dettero vita alla speculazione edilizia, avendo necessità di costruire abitazioni per essi, per gli amici e per i parenti, ma si insediarono anche nelle strutture di potere della città.

Fu la fine anche della dolce vita taorminese, i cui protagonisti erano stati tanti estroversi personaggi della aristocrazia siciliana e alcuni affascinanti play boy locali che, fra le dolcezze della natura taorminese, intrattenevano turiste famose e non, inducendole a ritornare annualmente più volte a Taormina, proprio come avveniva agli albori del secolo con Geleng e Von Gloeden.

Taormina veniva, quindi, "spersonalizzata", perdeva la propria "identità" di città di artisti e di "pazzi" in cui ognuno poteva vivere come non poteva nella propria città e Taormina rischiava di morire a causa del "provincialismo" dei tanti immigrati che erano venuti a Taormina per cercar fortuna e che, avendola trovata ed essendosi anche arricchiti avevano ben presto occupato i posti di potere snaturando,così la città che perdeva la sua identità e veniva invasa dal cemento, come tante altre famose città turistiche e ciò anche a causa del turismo "mordi e fuggi" prediletto da una categoria di audaci mercanti.

Si perdeva soprattutto l'"identità" del taorminese ospitale e colto anche perché il centro storico veniva svuotato in quanto molti taorminesi svendevano le loro vecchie case ed al loro posto sorgevano tante seconde e terze case per villeggianti della provincia, sin quando, all'inizio del III millennio, alcuni imprenditori non hanno iniziato a creare nuovamente alberghi di gran lusso, maisons de charme, che, aperti tutto l'anno, hanno in poco tempo, fatto si che Taormina sia nuovamente una città turistica di fama internazionale, elegante, con un salotto buono (il Corso Umberto I) in cui sono presenti splendidi negozi con le maggiori griffe mondiali ed in cui, grazie anche ai tanti prestigiosi eventi culturali, una per tutte Taormina Arte, vi è una stagione turistica che dura tutto l'anno con delle punte massime in agosto e minime a gennaio-febbraio e che accoglie sia clientela di lusso, sia un turismo di massa (d'estate) medio-alto.

Attualmente Taormina è considerata una delle città più belle, più accoglienti e più affascinanti di tutta l'intera Sicilia; questo suo nobile aspetto è dovuto essenzialmente alla caratteristica del paesaggio circostante: da un lato vi è il mare con la sua attraente spiaggia, tipico aspetto della zona costiera della Sicilia, mentre dall'altro è circondata interamente da montagne e colline varie, caratteristico di tutta la parte centrale della regione; è proprio questa la principale particolarità che spinge ogni anno milioni di turisti a visitare questa perla sperduta tra il Mar Mediterraneo

Etimologia (origine del nome)

Documentato in greco con il nome di Tauromenion ed in latino Tauromenium. Deriva da tauro (monte), dall'arabo Tabarmin e si riferisce alla sua posizione geografica.

Il Comune di Taormina fa parte di:

Regione Agraria n. 10 - Colline litoranee di Taormina

Parco Fluviale dell'Alcantara

Associazione Nazionale per l'incremento Turistico (ANIT)

Patto Territoriale Valle dell'Alcantara

Il Comune di Taormina è:

Località balneare segnalata con tre vele nella Guida Blu di Legambiente

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