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Domenica 15 Dicembre 2019

Tripi

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Comune di Tripi

 

  

  

Indirizzo: Via Abacena  - 98060 Tripi (ME)

Telefono centralino: 0941.82014  Fax Municipio:0941.82380

 

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine: 38° 2' 54''N

Longitudine: 15° 5' 53''E

Altitudine: 450 m s.l.m.

Superficie: m². 54.151.196

Perimetro comunale: m. 47.246

Comuni limitrofi: Basicò, Falcone, Francavilla di Sicilia, Furnari, Mazzarrà Sant'Andrea, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia

Frazioni: Campogrande, Casale, San Cono 

Abitanti:1044

Densità: 19 ab./km²

Nome di Abitanti:tripensi 

Sito Internet:www.comune.tripi.me.it

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Codice Fiscale: 83030250837

Codice Istat:083100

Codice Catasto: L431

 

Santo Patrono:  San Vincenzo martire 

Giorno festivo:22 gennaio

Descrizione Araldica delloStemma: di argento, al castello di rosso, mattonato di nero, merlato alla ghibellina, le due torri ognuna di tre, il fastigio di cinque, il castello chiuso di nero, finestrato di tre finestrelle tonde, di nero, una sormontante la porta, due nelle torri, il castello fondato sulla collina trapezoidale, di verde, fondata in punta; il tutto con la bordatura di azzurro, caricata da otto bisanti d’oro, quattro negli angoli, due centrali, in capo e in punta, due a mezza altezza a destra e a sinistra. Ornamenti esteriori da Comune

Blasonatura del Gonfalone: drappo di bianco con la bordatura di azzurro.

Caratteristiche Stemma

Decreti: D.P.R. 22.06.2005 concessione di stemma e gonfalone

Da vedere:

Il Castello, emblema rimasto immutato nei tempi, contrariamente al frenetico avvicendarsi dei "padroni" di Tripi, è il Castello, che a completamento del paesaggio, incorona l’alto e scosceso cono montuoso su cui si inerpica il paese.

E’ collocato nel punto più alto (610 m. s.l.m.) del rilievo che funge da spartiacque tra i torrenti Tallarita e Mazzarrà; la sua posizione elevata consente di dominare visivamente la costa tirrenica, da Tindari a Milazzo fino alle montagne più interne, risalendo il corso dei torrenti

Sulle sue origini non si hanno notizie, o sono incerte; l’unico documento sarebbe uno scritto del 1154, del geografo Idris, che parla della presenza in questo luogo di una fortezza medievale.

Si sa di certo che nella prima metà del 1300 si sono svolte delle azioni militari per il suo possesso e vi soggiornarono, l’ammiraglio Ruggero di Lauria, il re Federico II ed altri personaggi di alto rango fino alla seconda metà del XVII secolo.

Il Castello in seguito non venne più utilizzato perché già in rovina, soltanto durante la seconda guerra mondiale servì, si racconta, come luogo di avvistamento.

Il Castello è delimitato dai resti di una cinta muraria e da rocce che ne costituivano una difesa naturale; vi si accede dal lato sud ,tramite un sentiero tortuoso, che partendo dal paese si inerpica per 100 metri e si ferma davanti ad un varco, creato nelle mura, che fa supporre la presenza, in origine, del portale di accesso.

La pianta è irregolare, con una stretta terrazza naturale, su cui si affacciano parti della cinta muraria merlata ed un muro con finestre poste ad intervalli regolari; vicino ad esso sorge anche un bastione cilindrico.

Nel cortile sono presenti anche due cisterne di diversa grandezza: la più piccola è quasi integra in quanto ha mantenuto la copertura con la volta a botte.

Ad est, insieme alle tracce del muro perimetrale si nota un bastione quadrangolare, mentre a sud emergono i resti di una torre a pianta rettangolare.

Festa Patronale:

Eventi Culturali:.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

Centri culturali:

Numeri Utili:

Siti nel Comune:

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Da Enzo a Villa Marianna - Cucina tipica - Via Arangiaro Tel. 333 5027111
Leone - Cucina tipica - C.da S. Erminio (S.P. Tripi - Polverello) Tel. 0941 82314
La Cittadella - Ristorante, pizzeria, ricevimenti - Viale Libertà Campogrande Tel. 0941 801161
La Rosa dei Venti - Hotel, ristorante, ricevimenti - Via Garibaldi Campogrande Tel. 0941 801020
Borgo Abacena Country Resort - Alloggio, Ristorante, Ricevimenti- Contrada Commisseria (S.P. Furnari - Montalbano) Tel. 0941 801148

Come si arriva:

 

Cenni storici:

Piantato su un caratteristico colle, a pochissimi chilometri dalla costa Tirrenica, sorge l’abitato di Tripi, uno dei più antichi e suggestivi borghi dell’area nebroidea, centro tranquillo e appartato, ricco di storia e tradizioni.

Situato a circa 500 metri di altitudine, ha una superficie di Kmq.54,37 e dista da Messina circa 76 Km. Una parte del territorio di Tripi, ricade nella Riserva Naturale Orientata "Bosco di Malabotta".

Il paese è circondato da monti maestosi, mentre dall’alto del colle che sovrasta l’abitato, dove si trovano i ruderi di un antichissimo castello, si può ammirare un maestoso e suggestivo paesaggio.

Dal versante della marina si apre la distesa del Tirreno, col promontorio di Tindari, Capo Milazzo e le incantevoli Isole Eolie; a sud-ovest, è di scena l’Etna.

Distese di uliveti, vigneti, alberi di querce, mandorli, noci e agrumi fanno da cornice al piccolo centro collinare e si estendono, accompagnati da una lussureggiante ginestra, verso Campogrande.

Seguendo un sentiero non molto disagevole, si possono raggiungere anche i corsi d’acqua, che lambiscono la base del cono montuoso di Tripi.

Gli alvei dei ruscelli, in alcuni punti, dove l’acqua è più bassa e affiorano le rocce, possono essere attraversati e si può godere della bellezza della natura ancora incontaminata

In merito all’origine di Tripi, lo storico Maurolico asserisce che "una volta si chiamava Tripium o Steropium da uno dei fabbri di Vulcano chiamato Sterope".

Di questo nuovo abitato non si hanno notizie fino al 1300 quando, sotto il regno di Pietro d’Aragona, Tripi fu concesso in feudo all’ammiraglio Ruggero di Lauria, che ne divenne signore. Successivamente costui, poiché fu privato dei suoi possedimenti, cedette il paese a Ruggero di Brindisi, cavaliere templare. Intorno al 1340, il paese fu soggetto a Matteo Palazzi che, costretto a lasciare la Sicilia, divenne possesso di Giovanni Infante.

Poco tempo dopo, Matteo Palazzi fu richiamato in patria, e si rimpadronì dei suoi possedimenti.

Nel frattempo era giunto a Messina Luigi D’Angiò, principe di Napoli, che, morto Palazzi, affidò i possedimenti di Tripi e di altri paesi a Niccolò Cesaro, come ricompensa per alcuni favori

Nel 1392 Raimondo Guglielmo Montecateno chiese in dono ai Martiri, della casa d’Aragona, il paese, ma non avendo egli ottemperato ai suoi doveri, perse il possedimento, che fu concesso nel 1408 a Luigi Aragona, in qualità di feudatario.

Tripi successivamente passò dagli Aragona ai Villaraut, infatti nel 1438 divenne proprietà di Giovanni Villaraut, pretore di Palermo, e nel 1470 di suo figlio Ludovico.

In seguito si avvicendarono Federico Ventimiglio, Stefano Gaetani e suo figlio Pietro, che, nel 1570, vendette il paese a Giacomo Antonio e Porto Sarniniali.

Nel 1600 Tripi è di proprietà dei Marino, duchi di Gualtieri, che, in seguito alla contrazione di alcuni matrimoni, lo cedettero ai Grifeo, principi di Partanna, che a loro volta lo vendettero, nel 1760, a Ludovico Paratore, principe di Patti e signore di Oliveri.

Il paese esportava vino, olio e seta, nel 1813 fu fondato anche un peculio frumentario che, nel 1839 fu mutato in monte agrario per frumento.

Il resto è storia moderna. Il paese ha subìto nel tempo una lenta ed incessante migrazione; i più nel periodo estivo ritornano per amore del loro paese e contribuiscono, assieme alla gente del posto, a renderlo vitale e accogliente

Fonte: http://www.comune.tripi.me.it/

Etimologia (origine del nome) Documentato con il nome di Mu.tarbulah, ossia "rocca nell'isola di Sicilia", poi Trabilis ed infine Tripi, forse dal greco trupe (buco o tana).

Il Comune di Tripi fa parte di:

Regione Agraria n. 9

Colline litoranee di Milazzo

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