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Sabato 14 Dicembre 2019

Mazzarà S. Andrea

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Indirizzo: Via Principe Umberto, 1 – 98056 Mazzarà S. Andrea (ME)

Telefono centralino: 0941.83048- Fax Municipio0941.302645

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia: Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine: 38° 5' 22''N

Longitudine: 15° 8' 4''E

Altitudine: 110 m s.l.m.

Superficie: m². 6.598.853

Perimetro comunale: m. 14.398

Comuni limitrofi: A nord: Terme Vigliatore; a nord e est: Rodì Milici; a ovest: Furnari, Tripi; a sud: Novara di Sicilia

Frazioni:

Abitanti: 1777

Densità: 293 ab./km²

Nome di Abitanti: Mazzarresi 

Sito Internet:

@:

Codice Fiscale: 83000850830

Codice Istat: 083046

Codice Catasto: F066 

Santo Patrono: Madonna delle Grazie 

Giorno festivo: 31 maggio

Descrizione

Stemma Comunale: Araldica dello Stemma: In campo blu riportante corona a 4 punte, riquadro su campo celeste con braccio destro e spada in pugno, semicorona formata a sinistra da ramo di alloro e a destra da ramo di quercia, legati al centro da fiocco rosso

Blasonatura del Gonfalone Drappo azzurro riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata nella parte superiore Comune e nella parte inferiore Mazzarrà S. Andrea

Drappo azzurro riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata nella parte superiore Comune e nella parte inferiore Mazzarrà S. Andrea

Simboli: Spada Colori: Azzurro, Rosso

Decreti:

Da vedere:

Parrocchia Santa Maria delle Grazie (A cura del teologo Salvatore Bucolo e dell'avv. Rosario Abramo)

La Chiesa Santa Maria delle Grazie è stata costruita nel 1766 dal Principe Domenico Spadafora che fu primo Principe di Maledetto, divenuto poi anche signore di Mazzarrà, lo stesso assegnò onze otto all'anno (oggi pari alla somma di euro 10.000,00) per il mantenimento del culto.

Sopra l'architrave della porta centrale si legge: "Ecclesiae Sanctae Mariae Gratiarum - A.D. 1766". Sulla facciata della predetta Chiesa una lapide, a ricordo della libertà concessa ai cristiani nel 313 da Costantino dopo la battaglia di ponte Milvio, si legge: “Qui convennero i giovani cattolici della provincia inneggianti alla libera manifestazione della fede in Gesù Cristo nel 16° centenario dell'Editto di Milano. I circoli cattolici di Mazzarrà , 30.03.1913”.

Nella Chiesa si trovano la statua lignea, di antica fattura (1719), della Madonna delle Grazie e, scolpite più recentemente, le statue dell'Immacolata, di S. Giuseppe, del S. Cuore di Gesù e di S. Antonio di Padova.

Due grandi quadri sono dedicati uno a Maria SS. del Rosario con S. Domenico, S. Caterina e S. Francesco d'Assisi, l'altro alla Madonna del Carmelo con S. Antonio Abate, S. Simone Istch, SS. Cosma e Damiano, S. Michele Arcangelo, lo Spirito Santo ed in alto Padre Eterno benedicente. Questi due quadri sono in robusta cornice che fanno onore ai munufici mazzarresi del tempo.

In sacrestia troviamo un bellissimo Crocifisso del '700, l'archivio parrocchiale che conserva i libri dei morti dal 1734 e quelli di Battesimo dal 1736; ivi si legge che il primo parroco figurante nel primo libro fu il sac. Tommaso de Simone, oriundo di Tripi.

L'annesso campanile è dotato di un orologio elettronico con sirena, inaugurato nel 1983. Un precedente orologio, con carica a mano, era stato donato nel 1921 da un certo Giuseppe Livoti fu Filipponeri, emigrato in America nei primi anni del '900, che una lapide, posta sulla facciata del predetto campanile, ricorda ancora con una scritta che così dice: «L'ora che volge e non è più ricorda la munificenza di Giuseppe Livoti fu Filipponeri 1921 ».

Nel 1939, a meno di un anno dall'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale (10.06.1940), si diede inizio alla costruzione di una canonica, attigua alla Chiesa, là dove una volta sorgeva la vecchia sacrestia coperta solo da tegole. Successivamente il parroco del tempo, sac. Salvatore Scalisi (dal 1930 al 1967), a proprie spese fece costruire una seconda casa parrocchiale da servire per convegni ecclesiastici e posto di riposo per i religiosi in transito.

Nel 1900 un benefattore rimasto a noi ignoto fece dono dei 14 quadri della Via Crucis. Non va dimenticato che, nel 1954, in parrocchia si è svolto un ciclo, durato 7 giorni, di prediche, denominate "Giornate Missionarie" e che hanno registrato una grande partecipazione di popolo. Al termine di questo ciclo di conferenze religiose, in Chiesa è stato eretto un altare di marmo in onore di Maria SS. Immacolata.

A ricordo di questo atto di devozione dei mazzarresi, sulla destra di chi guarda il predetto altare trovasi una targa in marmo con la scritta in latino: «Ricordatione Anni Mariani 1954 Mazzarrienses ad Mariam Immaculatam pro sua pietate hoc altare posuerunt. Parocho Salv. Scalisi». La scritta in latino così si legge in lingua italiana: «A ricordo dell'anno Mariano 1954 i mazzarresi in onore di Maria Immacolata posero questo altare - Parroco Salvatore Scalisi».

A seguito di un miracolo di Suor Paola Frassinetti, fondatrice delle suore Dorotee che operano a Mazzarrà S. Andrea dal 05.10.1969, e canonizzata da Sua Santità il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nella Parrocchia, in data 21.06.1984, con grandi festeggiamenti è stato portato il quadro di Santa Paola Frassinetti e quindi sistemato dove trovasi la suddetta scritta latina, che da allora innanzi rimane coperta dal quadro della miracolosa Santa.

Per tale occasione in paese si sono svolti quattro giorni di festività liturgiche e folkloristiche a partire da giovedì 21 giugno a domenica 24.

L'avvenimento è stato annunciato dal quotidiano "Gazzetta del Sud" nell'edizione di domenica 17.06.1984 mentre la locale radio privata, denominata "Radio Antenna Giovane", sia prima come durante i festeggiamenti mandava in onda la notizia dell'avvenimento, fino adesso unico nella storia del paese. Nel calendario liturgico, la festività di S. Paola Frassinetti è stata inserita al 12 giugno di ogni anno.

A suo tempo, sempre ad opera del parroco Salvatore Scalisi, in contrada Casaleni, proprio all'imbocco della via che conduce al cimitero, veniva costruita una piccola cappella dedicata alla Madonna di Lourdes. Qui la religiosità dei mazzarresi non fa mancare mai i fiori.

Con l'arrivo del nuovo parroco, sac. Andrea Catalano (settembre 1967), alcuni devoti hanno provveduto a fare pulire gli altari. Da parte di tutti i fedeli si è sottoscritto per l'acquisto di un nuovo organo per la chiesa, per la ripitturazione della statua di Maria S.S. delle Grazie e per l'acquisto di un nuovo crocifisso

Festa Patronale:

 Protettrice di Mazzarrà Sant’Andrea è Maria Santissima delle Grazie, che viene festeggiata solennemente l’ultima domenica di agosto di ogni anno.

Secondo una leggenda che da circa tre secoli i mazzarresi si tramandano di padre in figlio, era una afosa giornata d’agosto del 1706, quando un carro, con sopra una bellissima statua della Madonna, trainato da buoi, risaliva il torrente Mazzarrà diretto a Roccella Valdemone.

Giunti nei pressi di Mazzarrà Sant’Andrea, allora piccolo borgo di proprietà dei principi Spadafora, i buoi si fermarono rifiutandosi di procedere nel viaggio.

Inutili si rivelarono gli sforzi sia del conducente che di alcuni contadini intenti al lavoro nei campi, chiamati in aiuto.

I buoi sembravano pietrificati, qualcuno, pensando ad un maleficio, corse a chiedere aiuto a Mazzarrà, da qui accorsero dei volenterosi unitamente al vecchio prete.

Tutto sembrava inutile, fin quando il ministro di Dio invocando l’intercessione della Vergine, asperse il carro con dell’Acqua Benedetta.

I buoi, senza conducente, ripresero il cammino andandosi a fermare davanti alla minuscola chiesetta del borgo distante circa due miglia.

Si gridò al miracolo e i naturali decisero di portare la statua all’interno della chiesetta, posizionandola davanti all’altare maggiore.

Il Principe, devotissimo, decise di costruire sul posto una nuova chiesa, dedicata a Maria SS. Delle Grazie, come si legge chiaramente sull’architrave della porta d’ingresso.

Eventi Culturali:

Concorso Internazionale di Poesia, organizzato dal comitato culturale "I poeti del vivaio"

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Esiste un detto sugli abitanti di Mazzarrà Sant'Andrea, riferito alla loro abilità nel costruire canestri artigianalmente: "Mazzarioti cannistri cannistri, granni e picciotti sù tutti maistri!", ossia "Mazzarresi costruttori di canestri, grandi e piccoli son tutti maestri

Mercati e mostre:

Risorse:

Dalle notizie storiche in possesso, risulta emergere la pratica culturale del vivaismo che sostanzialmente, sin dai primi insediamenti, costituisce l'asse portante e la molla dello sviluppo produttivo ed economico della comunità mazzarese.

Nei tempi recenti, in particolare negli anni cinquanta, il commercio delle piante da vivaio (agrumi, frutti esotici, ecc.) ha assunto dimensioni internazionali.

Il settore del vivaismo è allo stato attuale e resterà ancora per anni, il fondamentale produttore di reddito e sviluppo di questa comunità.

Inoltre i prodotti maggiormente coltivati sono gli agrumi, le olive, gli ortaggi, l'uva da mosto, i cereali e la frutta..

Sviluppato è l'allevamento di ovini, bovini, suini ed equini.

Piccole aziende operano nei settori enologico e del legno, molto belli sono i canestri prodotti artigianalmente

Centri culturali:

Numeri Utili:

Farmacia Cannone Francesco Via Vittorio Emanuele III, 178 Telefono: 0941-83003;

Siti nel Comune:

 http://www.mazzarra.it

Impianti Sportivi:

Campo di calcio

Strutture Ricettive:

Come si arriva:

 Cenni storici:

MAZZARRÀ S.ANDREA "Città dei vivai"

A cura del Dott. Salvatore Bucolo e del Prof. Carmelo Alosi 

Secondo vaghe notizie storiche, non suffragate da fonti sicure, a fondare Mazzarrà Sant’Andrea fu, tanti secoli fa, l’emiro musulmano Mazarak che, di ritorno dalla conquista di Taormina, affascinato dalla fertilità del terreno, si insediò in queste contrade, andando ad abitare in un grande castello, fattosi costruire dai suoi fedeli servitori, quasi alla confluenza dei torrenti Blandino e Mazzarrà.

Della sontuosa dimora si scorgono ancora, invasi da erbacce e rovi, i ruderi, nei pressi dell’attuale campo sportivo.

Da qui, Mazarak poteva controllare agevolmente tutto il traffico che dalla spiaggia di Salicà si snodava verso Novara di Sicilia e Montalbano Elicona.

Come sostiene lo storico Vito Amico, Mazzarrà entra a far parte della legislazione normanna a partire dal 1400, da quando cioè a regolare la vita del feudo mazzarrese è il nobile Giovanni Giardina.

Passata al figlio Enrico, nel 1447 Mazzarrà diviene proprietà di Corrado Spadafora, barone di Venetico e nell’anno 1653, per volere di Pietro Spadafora, Mazzarrà si ingrandisce accogliendo gente, tanto da passare dai 197 abitanti del 1674 ai 510 del 1760.

Comune autonomo dal 1812, Mazzarrà sorge a 110 metri di altitudine, in posizione gradevole. Ai suoi piedi una meravigliosa plaga, di circa 600 ettari, coltivata a vivai.

Furono gli spagnoli nel 1539 a far sorgere a Mazzarrà le prime oasi di vivai di agrumi. Col tempo, il vivaismo floro-agrumicolo è diventato il cardine dell’economia mazzarrese.

Secondo diversi illustri studiosi, piante innestate di agrumi provenienti da Mazzarrà sono state esportate in varie regioni italiane e in Paesi esterni quali Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Jugoslavia, Palestina, Tunisia.

Addirittura l’arte vivaistica mazzarrese trovò spazio, grazie ad un intraprendente mazzarrese, nel 1889 anche in Francia in coincidenza con l’inaugurazione della Torre Eiffel.

Le gloriose tradizioni dell’attività vivaistica mazzarrese sono state sempre apprezzate principalmente per la selezione varietale curata con tecniche di alto livello e serio impegno.

Le piante prodotte sono garantite dal punto di vista genealogico e fitosanitario mediante “certificazione” che ne attesta il clone varietale a tutela dell’acquirente e con la certezza di ottenere futuri agrumeti selezionati. Si parte sempre dal melangolo di arancio amaro.

Ad epoca opportuna e secondo le esigenze di mercato, si procede all’innesto e si imposta per gradi la coltivazione “in fitocelle”, più razionali per i trapianti.

Oggi il vivaismo floro-vivaistico mazzarrese è una magica realtà sempre votata a tecniche colturali d’avanguardia ed a prestigiose produzioni varietali. Una realtà che, a giusta ragione e con orgoglio, riconosce a Mazzarrà Sant’Andrea non solo l’appellativo di Città dei Vivai ma anche quella di essere stata “culla” del vivaismo.

Acquedotto

Per l'acqua potabile gli abitanti di Mazzarrà S. Andrea, nei tempi antichi, si servivano di una fontana pubblica in contrada "Cuba". Nel 1927, su richiesta dell'Amministrazione comunale, il governo centrale concesse al Comune la somma di L. 180.100, previo progetto redatto dall'ing. Carmelo Tramontana per la costruzione di un nuovo acquedotto prelevando l'acqua in contrada "Romito": il 30 maggio 1930, essa sgorgava nel Centro abitato.

Nel 1947 di incominciò a concedere l'acqua in casa ai cittadini che ne facevano richiesta, ma, non potendosi accontentare tutti i richiedenti come pure per la vetustà dell'impianto, il Comune con delibera del 16 marzo 1960 cedeva la gestione all'Ente Acquedotti Siciliani e su un progetto di L. 58.500.000 nel settembre 1960 si iniziò la costruzione di un nuovo serbatoio in Contrada "Calvario" su terreno del cav. Antonino Abramo fu Rosario.

In varie riprese si fece la nuova tubatura idrica interna del paese. Quale primo addetto all'acquedotto, l'Ente per pochi mesi incaricò l'ing. Giuseppe Morreale da Palermo, che ha portato avanti, con dedizione, gli interessi idrici dell'Ente e degli stessi cittadini.

Illuminazione

Il centro abitato, fin dal Natale 1921, era illuminato con luce a petrolio che durava all'incirca fino ad un'ora di notte.

Nel 1927 l'Amministrazione comunale del tempo ebbe a dotare il paese di un impianto elettrico mediante somme stanziate in bilancio e con offerte volontarie dei cittadini.

Altre modifiche dell'impianto elettrico avvennero nel 1949 ed infine nel 1983.

Stradario

Dallo stradario comunale del 1981 registriamo 38 nominativi di strade, oltre ai molti vicoli che si diramano dalle vie principali.

I nominativi di queste strade si possono dividere in tre categorie: quelli con l'asterisco rievocano ancora i tempi dei primi insediamenti umani a Mazzarrà Sant'Andrea.

La seconda categoria di strade rievoca il regno d'Italia, uomini di cultura, politici, Santi, zone di battaglia della guerra 1915/18, combattenti caduti e la fine di quelle ostilità.

La terza ed ultima categoria è dedicata a due uomini politici del secondo dopoguerra, quale Alcide De Gaspari, grande statista e ricostruttore dell'Italia, ed il sindacalista cattolico Giuseppe Toniolo.

Qui di seguito riportiamo nominativi di tutte le strade, per ordine alfabetico, di tutte le contrade e le località:(Si omettono i vicoli, poiché omonimi alle strade dove sboccano) via Baglio, Calvario, Cavour, Ceroliva, Crocitta, De Gaspari, Duomo, Europa, Garibaldi, Immacolata, Sottotenente Rosario Livoti, Magenta, Manganelli*, Manzoni, Margherita, Matrice, Mazzini, Messina, Municipio, Nuova, Pace, Palestro, Peculio*, Principe Umberto, 4 Novembre, Roma, Ruggero VII, S. Andrea, S. Giorgio, Solferino, Tesoro, Toniolo, Trappeto, Trento, corso Umberto I, Vittoria, Vittorio Emanuele III. Contrade: Badia, Binzi, Casaleni, Castellaci, Castello, Calvario, Chiusa, Costa Foglio, Croce, Furci, Giannìcola, Giarrisi, Macchie, Mandrì, Mantonio, Mulino, Oliveto, Piano Gorne. Località: Finaita

Etimologia (origine del nome)

Il nome si riferisce al torrente Mazzarà, dal greco Mazaros.

Il Comune di Mazzarà S. Andrea fa parte di:

Regione Agraria n. 3 - Alto Fantina e Alto Mela

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