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Domenica 15 Dicembre 2019

Lipari

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COMUNE DI LIPARI

Indirizzo: Piazza Mazzini n° 1 – 98055 Lipari (ME)

Telefono centralino: 090.9887111 - Fax Municipio:090.9880196

 

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine: 38° 28' 51''N

Longitudine: 14° 56' 23''E

 

Altitudine: 44 m s.l.m.

Superficie: m². 37.935.772

Perimetro: m. 30.125

Comuni limitrofi: Leni, Malfa, Santa Marina Salina

Frazioni: Essendo Lipari un comune sparso su sei isole, le frazioni sono numerosissime.

A Lipari annoveriamo i paesi di Canneto e Acquacalda sul litorale, Pianoconte e Quattropani sui monti.

A Vulcano gli abitanti risiedono prevalentemente a Vulcano Porto e Vulcano Piano (il primo sul mare, il secondo sull'altopiano nel sud dell'isola).

A Stromboli i due paesi principali sono S.Vincenzo e Ginostra (da notare che a causa dell'attività vulcanica non è possibile costruire una strada, e i collegamenti tra i due borghi sono solo via mare).

A Panarea le case si concentrano nelle borgate di Drauto e San Pietro.

A Filicudi sorge Pecorini a Mare, un antico quanto caratteristico borgo di pescatori insediato in una baia naturale racchiusa tra i promontori di "Orani" ad ovest e "Stimpagnatu" ad est. Dalla parte opposta dell'isola vi è invece un gruppo di case attorno al porto (Filicudi Porto).

Ad Alicudi le case sono invece sparse su tutte le pendici dell'isola.

Abitanti:10763

Densità: 116 ab./km²

Nome di Abitanti:Liparesi o liparoti

 

Sito Internet: www.comunelipari.it

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Codice Fiscale: 00387830839

Codice Istat:083041

Codice Catasto: E606

 

Santo Patrono:San Bartolomeo

Giorno festivo:24 Agosto

Stemma:

Gonfalone:

Da vedere:

Cattedrale dedicata a San Bartolomeo, protettore delle Eolie, la cattedrale fu fatta costruire dal Gran Conte Ruggero per farne dono a frate Ambrogio, primo abate di tutte le isole Eolie.

Nel 1131 viene ricostituita la sede vescovile a Lipari e Ruggero II, nel 1134, confermò la donazione della Cattedrale alla comunità religiosa.

Nel 1544 i turchi di Ariadeno Barbarossa saccheggiarono ed incendiarono la città di Lipari dando alle fiamme anche la Cattedrale.

La costruzione di origine Normanna fu ricostruita nel 1200 (prova ne sono le volte ogivali) e subì successive trasformazioni nel 1654 fino al 1861, anno a cui risale l'attuale facciata.

L'unica testimonianza della costruzione originale è data da una serie di capitelli del chiostro, i quali si distinguono in due gruppi: il primo presenta un ornato vario di tipo fogliaceo-geometrico; il secondo gruppo soggetti figurati di valore simbolico-religioso con tipologie decorative costituite prevalentemente da immagini di animali.

L'interno, barocco a pianta basilicale, è diviso in tre navate, affrescate con scene tratte da episodi del Vecchio Testamento.

Le cinquecentesche opere superstiti sono collocabili nell'ambito della pittura manieristica che diramandosi dalla corrente tosco-romana si congiunge con i coevi fenomeni napoletani e siciliani.

Tra queste opere, notevole è la tela di S. Caterina d'Alessandria: la Santa, rappresentata a figura intera con gli angeli reggi corona, è strutturata in un rigido e arcaico schematismo di matrice popolare e devozionale.

Nel braccio sinistro del transetto si trova la tavola raffigurante la Madonna del Rosario del primo Seicento.

Sull'altare dedicato a San Bartolomeo è sita una statua del santo, di pregiata fattura d'argento, risalente al 1728.

La mensa è composta da un paliotto centrale ligneo dipinto come finto marmo in rosso e verde. In rilievo due stemmi dorati e motivi floreali.

Ai lati del paliotto, i due pilastri esterni sono decorati a tarsie con motivi geometrici e fitomorfi e due grandi stemmi vescovili.

L'altare è databile al diciottesimo secolo per la ricchezza del tessuto cromatico, legato alla tradizione dei marmorari messinesi e palermitani del '600 e del primo '700. La sacrestia custodisce, infine, i pregevoli Armadi del '700.

Nelle formelle a tarsie ritornano i motivi della grande pittura settecentesca nelle invenzioni di delicati accordi cromatici creati da una tecnica raffinata. Nelle colonne sembrano ripresi i motivi decorativi dell'Oratorio della Pace del 1790, distrutto nel 1908.

Opere come questa rivelano la presenza e la circolazione nei cantieri di progetti e disegni molto diffusi in Sicilia e ben noti, come quelli di altissima qualità di Giacomo Amato (1643-1714) o di Nicolò Palma (XVIII secolo).

Chiesa S. Antonio - P.zza Mazzini

Chiesa S. Gaetano - Acquacalda

Chiesa S. Pietro - V. Emanuele

Chiesa S. Giuseppe - M.na Corta

Chiesa S. Cristoforo - Canneto  

Chiesa Annunziata - C.da Annunziara

Chiesa Porto Salvo - M.na Lunga

Chiesa S. Croce - Pianoconte

Chiesa SS. Catena - Quattropani

Chiesa Evangelica Via Franza

Castello Spagnolo del sec. XVI, Interessanti sono i reperti archeologici dell'età del bronzo, greca e romana rinvenuti presso il castello.

Museo Archeologico Regionale Eoliano

 

Festa Patronale:

Lipari San Bartolomeo dei pescatori - Santo Patrono (13 febbraio)

Il Santo Patrono di Lipari, San Bartolomeo viene festeggiato tre volte l'anno. Di queste celebrazioni, quella del mese di febbraio è quella di tradizione maggiormente religiosa. Altrettanto sentite, ma più festaiole, anche a causa della bella stagione, le altre due date di San Bartolomeo 21 e 24 agosto.

San Giuseppe 19 marzo-Salina

Venerdì Santo  29 marzo - Lipari

Processione della Resurrezione 31 marzo - Lipari

Santa Marina-Santa Patrona 17 luglio-Salina

Madonna del Terzito23 luglio - Salina

San Cristoforo27-29 luglio - Lipari

Madonna della Catena 8 settembre - Lipari

Festa dei SS. Angeli Custodi 2 ottobre-Vulcano

Eventi Culturali:.

Presepe Vivente 24 dicembre-Vulcano

Eventi Gastronomici:

Tavolata di San Giuseppe 1 maggio - Lipari

Festa del Pane e del Vino2a settimana novembre - Lipari

Sagra del Cappero 4 giugno-Salina

Sagra del Pesce 6 agosto - Lipari

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

Le attività economiche prevalenti sono l'agricoltura, l'artigianato, la pesca e il turismo.

I prodotti agricoli principali sono le olive, i capperi, le mandorle e la frutta secca in genere.

Rinomato è il vino locale "Malvasia". prodotti ittici prevalenti risultano i molluschi, i crostacei, il tonno, il pescespada, le alici e le sarde.

Molto belli sono inoltre i disegni su stoffe fatti manualmente, le maschere di creta e le terrecotte artigianali.

Impianti Sportivi.

Campo di calcio

Centri culturali:

Museo Archeologico Regionale Eoliano rappresenta uno dei musei archeologici più importanti d'Italia, soprattutto per quanto riguarda il neolitico e l'archeologia marina.

In esso sono esposti reperti provenienti dagli scavi effettuati dagli anni 40 ad oggi, nelle Isole Eolie e che vanno dal periodo preistorico al periodo greco-romano.

Degne di nota sono le famose ed oramai storiche ricostruzioni, con elementi originari, dei contesti di scavo.

Le sale del museo, che si susseguono seguendo un ordine cronologico nei due edifici situati ai lati della Cattedrale, contengono le testimonianze delle civiltà antiche, risalenti fino al 4° millennio a.C.

Un padiglione separato è dedicato alle testimonianze provenienti dalle isole minori dell'arcipelago, ed ospita anche la sezione di vulcanologia, ideata con esclusive finalità didattiche, da L. Bernabò Brea e dal vulcanologo A. Rittmann, allo scopo di illustrare la natura geologica di ogni singola isola ed i fenomeni vulcanici trascorsi ed attuali che le caratterizzano.

Fondato nel 1950, per opera del prof. Luigi Bernabò-Brea e della sua collaboratrice Madeleine Cavalier, situato all'interno del Castello sull'Acropoli, il Museo custodisce materiale archeologico eccezionale, testimonianza di millenni di storia e frutto di pazienti scavi.

Tra le migliaia di interessanti reperti ricordiamo le oltre 250 maschere , riproducenti le maschere della commedia greca create in massima parte da Menandro.

Particolarmente interessante è anche la sezione di archeologia marina, che raccoglie numerosi reperti dovuti all'enorme numero di naufragi, avvenuti nell'arcipelago dagli inizi del II millennio a.C. alla guerra franco-spagnola del 1675.

Museo Archeologico Nazionale di Lipari Va Castello, 2 - tel. 090-9880174

Orario visite: Feriale dalle ore 9.00 alle 14.00 - Festivo dalle ore 9.00 alle 13.00

Numeri Utili:

Farmacia Bonarrigo Pietro Via Favaloro, 1(località: Vulcano)Telefono: 090-9852244;

Farmacia Eredi Sparacino Via Vittorio Emanuele, 174 Telefono: 090-9811392

Farmacia Internazionale Via Vittorio Emanuele, 128 Telefono: 090-9811583;

Farmacia Simone Francesca Via Roma, 2 (località: Stromboli) Telefono: 090-986713;

Siti nel Comune:

 http://www.portaledelleeolie.it/

 http://www.lipari.biz/

 http://www.eolie-isole.it/

 http://www.eolie.org/

 http://www.lagorgoniadiving.it/

Strutture Ricettive:

Ristorante "da Bartolo"  Via Garibaldi, 53 tel: 090 9811700

Ristorante "don Piricuddu"  Vulcano (ME) - Via Lentia, 33 tel: 090 98524

Ristorante Filippino  Piazza Municipio tel: 090 9813600

Personaggi Illustri:

Giovanna Profilio (1873-1956) che prese i voti col nome di "Suor Florenza" e fondò diverse opere francescane non solo in Sicilia e nelle altre regioni d'Italia, ma anche in Brasile e in Perù

Come si arriva:

Con Aliscafo da:

  • Milazzo: Collegamenti plurigiornalieri (Siremar - Ustica Lines )
  • Messina e Reggio Calabria; Una volta al giorno durante il periodo invernale e con collegamenti plurigiornalieri in estate (Ustica Lines)
  • Napoli, Palermo e Cefalù: In estate due corse al giorno ( Ustica Lines )

Con Traghetto da:

  • Milazzo: Collegamenti plurigiornalieri (Siremar - - N.G.I.)
  • Napoli: In inverno con collegamento bisettimanale, in estate con collegamento esasettimanale  (Soc. Siremar)

In Auto: Chi proviene dal Nord Italia può imbarcare l'auto sui traghetti della Siremar a Napoli; dalla Sicilia l'auto si può imbarcare a Milazzo sui traghetti delle Società Siremar e N.G.I.

In Treno: La stazione di Milazzo il punto più vicino.

 

Cenni storici:

Centro agricolo e peschereccio delle isole Eolie,Lipari è l'isola più vasta dell'arcipelago.
Rientrano nel territorio comunale di Lipari tutte le altre isole Eolie, meno Salina.

L'arcipelago eoliano ha subito nel corso dei secoli l'invasione di diversi popoli.

Sin dagli inizi del IV millennio a. C., l'antica "Meligunes", sviluppò una civiltà propria che si esplicò essenzialmente nello sfruttamento delle colate di ossidiana, vetro tagliente di colore nero che costituì la base della straordinaria prosperità di cui le isole godettero per almeno 2 millenni.

Tra il XIX e il secolo XVIII a. C. venuta meno l'importanza dell'ossidiana, Lipari divenne un importante scalo nelle rotte del Mediterraneo orientale, battute soprattutto dai Cretesi, che influenzarono la cultura eoliana.

L'isola cominciò a stabilire regolari contratti con genti micenee di stirpe eolica da cui le isole trassero il nome che ancora conservano

Ad esse si riportano le leggende del mitico re Eolo, signore dei venti, citato nell'Odissea di Omero.
Nel corso del XVIII sec. a.C. nelle isole si insediarono, provenienti dalle coste della Campania, genti ausonie con le quali si connette la leggenda del re Liparo, da cui trasse nome la città.

Conquistata dai Romani nel 252 a. C. perse con l'indipendenza la prosperità economica.
Subì in queste occasioni devastazioni e nuovi disastri.

In età cristiana fu sede vescovile.

Nel 1544 la città fu saccheggiata dal feroce corsaro Barbarossa che trascinò come schiavi quasi tutti gli abitanti segnando così la totale decadenza di Lipari.

Venne successivamente riedificata e ripopolata da Carlo V e da allora seguì le sorti della Sicilia e di Napoli.
L'abitato si estende lungo le due pittoresche insenature di Marina Lunga e Marina Corta e in parte è distribuito attorno al Castello, antica acropoli della città greca e romana, che si erge maestosa su alta roccia di lava liparitica.

L'agricoltura e la pesca sono state le attività economiche prevalenti nelle isole eolie, anche se l'agricoltura è stata influenzata dalla fluttuazione del popolamento con conseguente abbandono o ripresa delle colture.

L'utilizzazione del suolo si basa sulla coltivazione della vite, dell'olivo, del cappero e di limitate superfici a frutteto e cereali.

Anche la pesca è in crisi per la mancanza di strutture.

Durante la primavera e l'estate avvengono, nelle acque adiacenti alle isole, imponenti emigrazioni di fauna marina, tra le quali notevoli sono quelle del "pesce azzurro", tonno, pesce spada e dei cosiddetti "cicirelli".

Il pescato di solito viene immesso nel mercato locale e in caso di pescate abbondanti, il prodotto viene smistato e fatto affluire ai mercati di Milazzo e Messina.

Un'importante risorsa locale è costituita dall'estrazione della pomice che viene lavorata ed esportata persino all'estero.

Il turismo, invece, è in fase di sviluppo.

Il mare, le condizioni climatiche favorevoli, le coste, il paesaggio assai mutevole e le grotte, sono tutti elementi di attrazione per il turista.

Le isole che hanno avuto un più marcato incremento nelle ricettività alberghiere sono Vulcano e Lipari, mentre Filicudi ed Alicudi, a causa della difficile accessibilità, dovuta alla carenza di collegamenti, hanno avuto finora uno sviluppo turistico piuttosto limitato.

In seguito a scavi sistematici iniziati nel 1946 a Lipari sotto la guida di Luigi Bernabò Brea è venuta alla luce una documentazione archeologica di straordinario interesse e illuminante la preistoria non solo dell'arcipelago eoliano, ma anche della Sicilia e dell'Italia meridionale.

L'immenso patrimonio archeologico dell'acropoli di Lipari e dell'arcipelago eoliano è stato sistemato nel Museo eoliano.

 

Etimologia (origine del nome)

Documentato in greco come Leiparaeos e Libar in arabo. Il nome deriva dal latino Liparae, dal greco Lipara, Liparai e potrebbe riferirsi al linguaggio di una popolazione preindeuropea vissuta in Sicilia, e legarsi al tema libe, blocco di pietra.

Il Comune di Lipari fa parte di:

Regione Agraria n. 11 - Isole di Lipari

Associazione Italiana Città del Vulcano

Associazione Città Italiane Patrimonio Mondiale Unesco

Patto Territoriale Eolie

Il Comune di Lipari è:

Località balneare segnalata con tre vele nella Guida Blu di Legambiente

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