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Venerdì 6 Dicembre 2019

Gualtieri Sicaminò

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COMUNE DI GUALTIERI SICAMINÒ

Indirizzo: P.zza Duomo – 98040 Gualtieri Sicaminò (ME)

Telefono centralino: 090.936112 - Fax Municipio:090.936794

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine: 38° 9' 49''N

Longitudine: 15° 19' 4''E

Altitudine: 80 m. s.l.m.

Superficie: m². 14.450.011

Perimetro: m. 22.729

Comuni limitrofi: Condrò, Pace del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela

Frazioni: Soccorso e Sicaminò

Abitanti:1916

Densità: 144 ab./km²

Nome di Abitanti:gualtieresi

Sito Internet: www.comune.gualtieri.me.it

@:

Codice Fiscale: 00423040831

Codice Istat: 083035

Codice Catasto: E233

 

Santo Patrono: San Nicola di Bari.

Giorno festivo: 6 Dicembre

Stemma: Lo stemma è inquartato dal filetto in croce, di rosso ed è formato dalla composizione degli stemmi di quattro fra le maggiori casate che hanno esercitato la signoria a Gualtieri:

 Il primo (d'oro, a tre draghi di rosso, di due zampe, bene ordinati, i due draghi superiori affrontati) è dei Gavarretta i quali hanno avuto nel 1125 in concessione il feudo di Sicaminò.

Il secondo (d'azzurro, alle tre fasce ondate, di argento, attraversate dal leone d'oro) è dei Marino che già prima del 1212 possedevano il feudo di Gualtieri.

Il terzo (troncato dal filetto di azzurro, nel 1°, d'oro dal grifone di nero, passante, sostenuto dal filetto; nel 2°, d'oro, a tre sbarre d'azzurro) è della famiglia Graffeo che ebbe il feudo di Gualtieri dal 1649 al 1800 quando venne acquistato dagli Avarna.

Il quarto (d'oro, alla fascia di azzurro) è invece l'emblema della famiglia Avarna

Gonfalone:Drappo di azzurro, riccamente ornato di ricami di argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune.

Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati.

La asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome.

Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento

Decreto

Lo Stemma ed il Gonfalone sono stati concessi al Comune di Gualtieri Sicaminò il 24 aprile del 2000 per decreto a firma del presidente del Consiglio pro-tempore Massimo D'Alema e del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Da vedere:

Duomo Gualtieri - L’altare maggiore della chiesa madre di Gualtieri, è un capolavoro di intaglio e scultura squisito esempio di barocco.

Esso infatti si presenta come una imponente macchina scenica interamente in legno intagliato a motivi floreali, ghirlande e putti.

Al centro dell’altare vi è una nicchia con al suo interno la statua di S. Nicola anch’essa in legno scolpita in unico pezzo, risalente al 1400 e successivamente riccamente decorata in oro nel 600.

L’altare è stato indorato a foglie di oro zecchino nel 1903 dalla famosa bottega messinese dei Doddis.

Sopra la nicchia di S. Nicola vi è un’iscrizione latina che recita : “ Nicolaus diem praesignavit ab ortu”.

La zona del presbiterio è un vero e proprio scrigno, infatti tutto intorno all’altare trova posto il coro ligneo (coro che ci ricorda che la parrocchia è stata elevata ad arcipretura nel diciassettesimo secolo) bellissimo esempio di scultura ed intaglio di scuola probabilmente messinese o palermitana tutto decorato a motivi floreali putti ed in alto lo circondano le statuette dei dodici apostoli.

Davanti all’altare trova posto un bel Crocefisso ligneo della scuola dei Pilli risalente al 1400 e proveniente dalla chiesa dell’Assunta.

Fa da cornice al coro ed all’altare uno splendido affresco che ricopre tutto l’abside della chiesa raffigurante la gloria del paradiso della scuola del “Carracci” risalente al 600.

Il tempio si presenta a tre navate, nella navata di destra si trova la cappella del Crocefisso anch’essa interamente decorata secondo il gusto barocco e ricoperta di oro, presenta al centro.

Un Crocefisso del 1500 della scuola di “Pietro della Comunella” inserito all’interno di una specie di sipario infatti due angeli accanto al Cristo reggono aperta una tenda e ci presentano la scena della crocifissione col Cristo al centro e ai suoi lati affrescate le due immagini della Madonna e San. Giovanni.

Alle pareti laterali trovano posto due grandi medaglioni raffiguranti uno la “Coronazione di spine” e l’altro la “Veronica” sempre della scuola del Carracci.

Ancora il tempio custodisce importanti tele e preziose statue, fra le tele più importanti ricordiamo “L’Annunciazione, La Trasfigurazione, S. Francesco di Paola, La Pietà” tutte tele risalenti al 1700. Risalgono invece al 1500 tre belle tele: “ San Gioacchino e Sant’Anna, La battaglia di Lepanto e San Biagio e Madonna in trono” quest’ultimo datato 1508 presenta la figura del committente inginocchiato ai piedi di San. Biagio.

Al 1600 risalgono due tele: “La Vergine del Rosario” collocata nell’omonima cappella, interamente decorata in oro e affrescata come la precedente del Crocefisso e San Pietro piccolo quadro della scuola del Caravaggio del quale si nota lo stile.

Oltre a San Nicola la chiesa custodisce ancora la statua di San Liberante del 600, San Filippo d’Agira e l’Addolorata anch’esse del seicento.

Infine in un angolino del tempio trova posto una bella statua marmorea di Santa Caterina D’Alessandria del Gagini.

Chiesa dell’Assunta di stile rinascimentale, risale al 1400, si presenta a navata unica ed al suo interno custodisce pregevoli opere d’arte tutte risalenti al quindicesimo secolo, all’altare maggiore trova posto una preziosa statua in legno raffigurante l’Assunta, la Vergine infatti si presenta con le mani aperte, lo sguardo all’insù sorretta da angeli nell’atto di essere assunta in cielo, dai gualtieresi essa viene chiamata “ Madonna iazzata” ovvero Madonna impiedi per distinguerla da un’altra statua della Vergine sempre custodita nella stessa chiesa raffigurante la Vergine supina su una splendida “culla” in legno intagliato e ricoperta di oro zecchino, nell’atto di passare dalla vita terrena alla vita del cielo, essa infatti dogmaticamente è detta “ Dormitio Mariae” ma per i gualtieresi è intesa come “ A Madonna cuccata” cioè la Madonna coricata.

All’interno della stessa chiesa sono custodite altre tre statue lignee del 1400 San Michele Arcangelo, San Rocco, Sant’Alberto.

Ancora troviamo due bei quadri raffiguranti uno santa Chiara e l’altro la Madonna della Provvidenza.

All’interno del sacro tempio esiste ancora l’originale cantoria con una bellissima balaustra in legno intagliato  e una M al centro e l’originale meccanismo dell’orologio risalente al 1500.

Chiesa della Misericordia è invece una graziosa chiesetta risalente al 1753 come ci ricorda un’iscrizione murale posta sopra un arco, al suo interno custodisce delle belle tele come la “Madonna della Misericordia” all’altare maggiore tela di Antonino Gullì del 1754, accanto all’altare maggiore troviamo altre due tele: Sant’Antonio Abate, e l’Ecce Homo sempre del 700 mentre nelle pareti laterali vi sono una tela di sant’Antonio da Padova di Gaetano D’angelo del 1857 e una piccola tela dei Sacri cuori di Gesù e Maria.

Ancora nello stesso edificio vi sono le statue di Santa Rosalia in legno risalente al 700, La Madonna Bambina e San Nicola di Bari.

Chiesa di San Cataldo invece è una piccola cappella un tempo patronale, essa infatti è dedicata a San Cataldo di cui conserva una bella statua lignea del 1657 (anno in cui fu costruita la cappella), una statua di San Giuseppe del 1907, e una statue di Ecce Homo del 1800, una piccola tela della Deposizione e un bel Cristo morto a grandezza naturale di autore locale risalente ai primi del 900.

Chiesa dell’Annunziata invece, attualmente in fase di restauro risale al 1300 infatti del periodo conserva una bella cupola e un bel portale ad arco a tutto sesto, danneggiata gravemente nell’alluvione del 1888 per molto tempo è rimasta abbandonata, adesso si sta procedendo al restauro dal quale già sono emersi l’antico pavimento ben conservato, l’altare maggiore ed alcuni affreschi nella cupola

Chiesa dell’Itria, 

Chiesa dell’Addolorata,

 

Feste Patronale:

San Nicola di Bari - L’elemento che accomuna tutti i gualtieresi, in qualsiasi parte del mondo essi si trovino, è l’indiscussa, viscerale, incondizionata fede verso il loro Patrono, San Nicola di bari.

Nessuno sa come sia nato questo profondo legame con il loro Santo, è una devozione che non ha eguali, ormai insita nella loro natura.

A grandezza, la magnificenza della festa in suo onore (divenuta famosa in tutta la Sicilia per la spettacolarità dei giochi d’artificio) è proporzionale a questa fede.

Così solo si giustifica l’interesse che i gualtieresi nutrono per la loro festa patronale, che si tiene ogni anno nell’ultima domenica di Agosto.

Una festa che non può essere paragonata a nessuna altra, considerando il fatto che Gualtieri è un paese con meno di  2.000 abitanti.

I fuochi d’artificio non sono altro che espressione di questa grande devozione, tutto viene fatto in onore del Santo: i faticosi preparativi della “Commissione Centrale” (a cui è affidata l’intera organizzazione) e di quelle rionali (San Nicola, Misericordia, Piano Molino, Varmine, Basso) la scelta dei fuochisti, gli sforzi economici dei cittadini, dei devoti, degli emigranti, la presenza massiccia delle Confraternite (Sacro Cuore di Gesù, Figlie di Maria, San Nicola di Bari), tutti, questi, ingranaggi di un meccanismo perfetto collaudato dai secoli.

Questo è l’unico modo che abbiamo trovato per spiegare “La Festa” a chi non l’ha mai vista, per spiegare i brividi nel vedere il Santo passare a stento tra i vicoli di “Misericordia”, o le lacrime quando sul “Ponte Vecchio”, Solo, davanti a migliaia di silenziosi fedeli, ci sovrasta e ci protegge.
Se mai spiegazione può esserci. Il culto per questo Santo taumaturgo sembra essere stato introdotto in Sicilia dai monaci basiliani in epoca prenormanna.

La processione del suo simulacro è documentata a Gualtieri già nel 1620, anno in cui mons. Antonio Franco, Prelato di S. Lucia, dettò nuove disposizioni per il suo svolgimento.

È probabile, quindi, che a quell’epoca fosse già costituita la Confraternita di “S. Nicola di Bari”, tuttora esistente.

San Nicola di Bari viene festeggiato a Gualtieri anche nel giorno proprio della sua festa, il 6 Dicembre.
E' doveroso ricordare come l'animo devoto a San Nicola si prepara a questa secolare ricorrenza.
A partire dai 9 giorni che precedono la festa, si celebrano delle messe serali (un tempo si effettuavano alle 5 del mattino) le "novene", durante le quali oltre alle preghiere si inneggiano canti e lodi conosciuti e tramandati da padre in figlio.

Nelle ultime tre sere (3, 4 e 5 dicembre) alla fine delle consacrazioni religiose, è consuetudine per i gualtieresi di qualsiasi età riunirsi in gruppi e girare per le vie del paese cantando l'inno "Viva Viva Santa Nicola" per poi bussare alle porte delle persone e chiedere loro delle offerte (fichi e nuciddi )

Nel giorno della festa, il 6 Dicembre, Gualtieri si anima per la tradizionale Nocciolata nel corso della quale oltre mille chili di nocciole vengono gettate su una folla festante dai balconi prospicienti sulla Piazza Duomo.

E' questa una tradizione secolare che tutt'oggi viene mantenuta integra ed un ulteriore espressione della grande devozione che ogni gualtierese porta dentro il suo cuore nei confronti del Santo Patrono.
Nessuna tradizione potrebbe infatti durare cosi attraverso i secoli, se non fosse il sentimento che la anima a rinnovarsi nei cuori di generazione in generazione.

E la fede per questo grande Santo, è il sentimento più grande del popolo gualtierese.

Madonna del Soccorso, La statua della Madonna viene portata in spalla  per le vie del piccolo Paese da generazioni in generazioni da i più giovani, ragazzi figli di emigranti che ogni anno vengono richiamati dalla grande festa, vengono inseriti sotto la Vara con quelli più esperti.

Il Paese di Soccorso che nei mesi invernali non conta più di 250 anime, nei mesi estivi in particolare in coincidenza con i sette sabati della Madonna, supera i 500 e tutti partecipano per la buona riuscita della festa della Madonna

Eventi Culturali:

Eventi Gastronomici:

Nocciolata (6 Dicembre) in occasione della festa patronale

Sagra dell'Arancia (3 domenica di Maggio) La Sagra dell'Arancia nasce, circa 20 anni fa, su iniziativa del circolo MCL di Gualtieri Sicaminò.

Dopo qualche edizione il testimone è passato al circolo culturale Argus che ha tasformato la manifestazione in una vera e propria passerella per artisti ed artigiani locali che liberante espongono le loro opere negli stand appositamente allestiti.

Il programma della Sagra propone, oltre alla trazionale degustazione di dolci a base di arancia, spettacoli musicali e folkloristici.

Eventi sportivi:

Curiosità:

Mercati e mostre:

Risorse:

Si pratica l'agricoltura e la pastorizia, con qualche piccola industria di trasformazione dei relativi prodotti

Centri culturali:Centro diurno per anziani

Numeri Utili:

Guardia Medica Tel. 090.936132

Farmacia Bisbano Fortunata Via Nova Tel. 090-936106

Siti nel Comune:

Strutture Ricettive:

Pizzeria Bar Il Contadino Località La Rocca

Bar Melina Bar Pasticceria Piazza Duomo, 19 Tel. 090 936039

Come si arriva:

Gualtieri Sicaminò è a pochi chilometri dalla autostrada A20 che collega Palermo con Messina.

Stazione di riferimento FFSS: Pace del Mela. Distanza dal centro: 5 chilometri)

 

Cenni storici:

Il territorio compreso dentro gli odierni confini comunali corrisponde agli antichi feudi di Gualtieri (o Guateri) e di Sicaminò, che per tanti secoli hanno avuto vita separata.

La loro unificazione amministrativa data dal 1° gennaio 1836 (R.D. 20.7.1835, n. 2888).

La più antica notizia del "casale" di Sicaminò (termine greco che significa "gelso") risale all'anno 1100, quando la chiesa di S. Nicola di Sicaminò venne donata dal conte Ruggero I all'abbazia basiliana di Santa Maria di Mandanici.

L'appartenenza ai monaci di rito bizantino è confermata dalla colletta eseguita negli anni 1308-1310, allorché la chiesa era gestita da un cappellano "greco" di nome Domenico.

Il documento più importante su questo casale è senza dubbio il privilegio col quale, nel 1125, Ruggero II d'Altavilla ne concesse il possesso al milite Gualtiero Gavarretta.

Nel 1271 il feudo appartiene a Giovanni Sicaminò, discendente di Gavarretta, successivamente, in conseguenza di matrimoni, la baronia passa alle famiglie Faraci (1453) e Stagno (1576).

Infine, nel 1756, essa diventa possesso degli Avarna.

Francesco Avarna, nel 1769, riedificò l'antica chiesetta che nel frattempo era andata distrutta.

Nel 1792, il figlio Bartolomeo la fece elevare a parrocchia e la tolse alla giurisdizione della Prelatura di Santa Lucia, assegnandola all'Arcidiocesi di Messina.

Oggi la chiesa dipende dalla parrocchia di Condrò, piccolo centro col quale esistevano in passato legami molto stretti.

Già nel 1436, infatti, Giovanni Bonfiglio, barone di Condro, otteneva la concessione di una salina a Sicaminò e intorno al 1520 i condronesi erano soliti raccogliere la legna nel bosco di quel feudo.

Fino al 1793 Sicaminò fu un feudo disabitato.

Solo in quell'anno, infatti, il barone Bartolomeo Avarna ottenne da Ferdinando I di Borbone la “licentia populandi”.

Nel 1798 si contavano già 205 abitanti.

Il più antico documento su Gualtieri è il privilegio col quale Federico II di Svevia, nel 1212 trovandosi a Spira (in Germania), conferma al milite Guglielmo Marino il possesso del feudo, già tenuto dal nonno Marino Marino.

Per diversi secoli il feudo rimarrà in possesso di questa nobile famiglia.

Il 30 marzo 1625, per concessione di Filippo IV, Domenico Marino acquisisce il titolo di “duca di Gualtieri”.

Nel 1649, in seguito alle nozze di Elisabetta Marino con Domenico Graffeo, principe di Partanna, il feudo passa a quest'ultima famiglia.

Il 16 dicembre 1800 la ducea di Gualtieri viene acquistata da Bartolomeo Avarna, barone di Sicaminò.

Ma i due territori, pur riuniti nella persona dello stesso feudatario, continueranno ad amministrarsi separatamente.

Sarà il duca Carlo Avarna, Primo Ministro del Regno delle Due Sicilie, a condurre    in  porto nel 1835 l'unificazione dei due Comuni.

Probabilmente il territorio del casale in passato si estendeva fino alla spiaggia del mar Tirreno, perché il Camilliani attesta che nel 1584 Gualtieri mandava un uomo a cavallo per sorvegliare, nelle ore notturne del periodo estivo, un  tratto del  litorale di Giammoro.

Dal punto di vista ecclesiastico, Gualtieri ha fatto parte della Prelatura di Santa Lucia, fatta eccezione per il periodo 1650 - 1750, durante il quale giurisdizione venne esercitata dagli arcivescovi di Messina.

E’ probabile che il provvedimento di natura religiosa abbia avuto anche conseguenze "civili", perché nei censimenti anteriori al 1806 la popolazione di Gualtieri viene conteggiata fra quella dei "casali" di Messina.

Il terzo insediamento, quello di Soccorso, ha anch'esso origini molto antiche.

Fino al 1845 era costituito da due distinti villaggi, Soccorso Gaedera (o Gaedara) e Soccorso Cròpani, unificati per decreto di Ferdinando II di  Borbone e assegnati al Comune di Gualtieri Sicaminò.

II nome del casale Gaedera è citato in un  documento del 1195 col quale Enrico VI di Svevia conferma al monastero cistercense di Roccamatore (Tremestieri) la donazione dei tre feudi di Campo Caggeggi e Paparcudi fatta da Bartolomeo de Lucy, conte di Paternò.

Tutt'oggi la zona di Soccorso corrispondente all'antico casale di Gaedera viene indicata col nome di Casale Vecchio.

La parrocchia di Santa Maria dell'Itria di Gaedera, istituita nel 1600, aveva giurisdizione spirituale su un territorio vastissimo che comprendeva i feudi di Sicaminò, Campo Caggeggi, Paparcudi, Camastrà, Cattafi e Pace.

Sul territorio di Cròpani, invece, unica notizia in nostro possesso è quella tramandataci dal Barberi che cita una donazione fatta nel 1396 dal re Martino e dalla regina Maria a favore di Ludovico d'Aragona, allora Maestro Razionale del Regno.

La chiesa intitolata a Santa Maria del Soccorso esisteva già nel 1560. Ma fu solo nel 1632 che monsignor Vincenzo Firmatura, abate di S. Lucia, elesse la Madonna del Soccorso a santa patrona del casale,  fissandone  la festa al  22  di  agosto.

Nel 1650, cosi come avvenne per Gualtieri, anche Soccorso passò per un secolo (fino al 1750) dalla giurisdizione ecclesiastica della Prelatura di Santa Lucia del Mela a quella dell'Arcidiocesi di Messina.

Itinerari: Dalle colline dei monti Peloritani che fanno corona al centro abitato di Gualtieri  caratterizzato da un paesaggio naturale ricchissimo di vegetazione e di ambienti umidi, diversi sono i punti panoramici che consentono all'occhio del visitatore di spaziare sulle campagne circostanti e sul Golfo di Milazzo.

Le mete migliori per delle escursioni piacevoli sono, però, nel territorio gualtierese coperto di verde tutto l'anno .

Percorrendo una caratteristica strada lunga circa 2 km si raggiunge l'antico borgo medievale di Sicaminò. Nelle vicinanze si può godere il magnifico spettacolo del doppio salto delle cascate Cataolo, patrimonio dai più ancora inesplorato e luogo privilegiato per escursioni durante il week-end.

I più avventurosi possono risalire il torrente gualtieri fino alle sorgenti in contrada Lipantano o discendere le gole soprastanti le cascate cataolo, godendo di un paesaggio straordinariamente interessante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

(http://www.comune.gualtieri.me.it/)

Etimologia (origine del nome)

Deriva dal nome del proprietario del feudo di Sicaminò, Gualtiero Gavarnetta. La denominazione del feudo deriva dal greco cukaminos, ossia gelso.

Il Comune di Gualtieri Sicaminò fa parte di:

Regione Agraria n. 9 - Colline litoranee di Milazzo

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