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Domenica 15 Dicembre 2019

Furnari

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COMUNE DI FURNARI

Indirizzo:Via Errante - 98100 Furnari (ME)

Telefono centralino: 0941.800026 - Fax Municipio:0941.800026

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine:38° 6' 19''N

Longitudine:15° 7' 28''E

Altitudine: 145 m s.l.m.

Superficie:m². 14.013.342

Perimetro comunale:m. 18.006

Comuni limitrofi: Mazzarrà Sant'Andrea, Falcone, Tripi, Terme Vigliatore

 

Frazioni:Tonnarella, c.deArancia, Bazia, Camarda, Canaloro Zurà, Carone, Carrubbe (Carrubbari in siciliano), Castriciani, Cavallerie, Chianiddaro, Chiodo (Chiovu in siciliano)), Chiusa, Cinque Fontane, Ciurani, Colle, Condurso, Crocette (Crucitti), Cucciaredda, Curriotta, Cutrignolo, Dromo, Feliciotto, Firriato (Firriatu in siciliano), Frassini, Giuliano, Grangiotta, Grotte, Loco (Locu in siciliano), Mairo, Marabella, Marrafino, Marulli, Masserie, Mastronicola, Mendola, Merlo, Monte Croce, Mulino di Juso, Mortellito, Palmara, Paoluccia, Perarelle, Piana (Chiana in siciliano), Pignataro, Pigno, Portorosa, Rivoltella, Runittedda, Russo, Saia, Saiatine, San Filippo (zona industriale), Sant'Enargi, Scalonate di brasco (Scalunati di braschu), Siena, Storto, Sottobasile (Suttabasili), Suttoponte, Testa dell'acqua (Testa di l'acqua), Testa di lupo (Testa di lupu), Tornante, Tremola, Tucciarella, Ulmo (Urmu in siciliano), Vallone, Venticuccia, Vini, Zuppà, Zurà.

Abitanti:3560

Densità: 264,09 ab./km²

Nome di Abitanti:Furnaresi - tonnarellesi (furnaroti - tunnariddoti in siciliano

 

Sito Internet: www.comune.furnari.me.it

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Codice Fiscale:83000890836

Codice Istat:083028

Codice Catasto:D825

 

Santo Patrono:Sant’Antonio di Padova

Giorno festivo:13 Giugno

Descrizione Araldica delloStemma:Un levriero d'argento in campo rosso e dentro una fascia con il motto "finché venga". Sotto una imbordata d'oro in campo nero con uno scaglione pure d'oro, ossia due sbarre congiunte in alto con tre rose. Sopra lo scudo è messo un elmo col cimiero, rialzato da otto fiorami simile alla foglia dell'oppio

Blasonatura del Gonfalone

Caratteristiche Stemma

Simboli: Rosa

Colori: Argento, Nero, Oro, Rosso

Decreti:

Da vedere:

Chiesa Madre o Matrice dedicata alla Santa Croce, è stata costruita nel 1600 sulle rovine del Castello dei Principi di Furnari. Nel 1929 la Chiesa è stata ricostruita sulla struttura precedente.

Le opere di un certo valore conservate in questa chiesa sono le seguenti: un bellissimo crocifisso in legno del 1630, opera dello scultore Fra Innocenzo da Petralia, maestro di Frate Umile, un piccolo bassorilievo a forma di tempietto classico, in marmo di Carrara, che contiene gli olii sacri, risalente al XVI sec., un organo in legno a canne di piombo, situato sulla cantoria; il davanzale in marmo dell'altare, raffigurante San Francesco di Paola che attraversa lo stretto di Messina; la torre campanaria con orologio pubblico sonoro con grande quadrante e tre quadri della fine del XVII secolo, raffiguranti San Francesco di Paola, la Madonna della pietà con Anime Purganti, e la Vergine del Rosario,

Chiesa di Sant'Antonio, al quale i Furnaresi sono molto devoti,è stata edificata nel 1700 per iniziativa dei Principi Marziani.

In questa chiesa si trovano: due statue in legno della metà del secolo XVII. Raffigurano San Filippo di Agira, e l'Ecce Homo ", quadri ed immagini di santi risalenti al XVI e XVII sec., l'altare maggiore dedicato a Sant'Antonio, che è una costruzione in marmo policromo di San Marco d'Alunzio, risalente al 1785.

Chiesa di Gesù e Maria, edificata intorno al 1600, anticamente veniva chiamata Chiesa Maria del Soccorso. In questa chiesa, sotto la lapide di pietra si trova un sotterraneo dove venivano deposte le salme dei confrati della Congregazione di Maria SS. Addolorata.

Tra le opere che si trovano a Furnari è da ricordare un quadro ad olio del XVI sec., raffigurante l'Abate Giuseppe Millemagi, oratore e predicatore conosciuto in tutta la Sicilia.

Chiesa della Madonna del Carmine, del secolo XVII

Chiesa della Madonna Addolorata

Convento dei Padri Carmelitani,

Monumento ai Caduti (una pregevole scultura in marmo raffigurante un soldato in assetto di guerra). Sul piedistallo è scritto: "Furnari - agli eccellentissimi suoi figli - che da eroi pugnarono - e da eroi morirono - per ubbidire le sacre leggi della Patria" 1915-18.

 

 

 

 

 

 

 

Festa Patronale:

Festa della Madonna di Trapani si celebra ogni anno nella seconda domenica di Agosto. La Madonna viene portata in processione a mare, seguita da molte barche cariche di fedeli.

Segue poi una caratteristica fiaccolata sulla spiaggia ed è l’unica processione a mare, ogni anno c’è grande partecipazione di persone provenienti anche da paesi vicini

Festa patronale di S. Antonio da Padova il 13 giugno, l'8 settembre

Festa della Madonna Addolorata,

Eventi Culturali:

Carnevale Furnarese: sfilata carri allegorici e maschere.

Pasquetta Rock

Premio "Tindari" che si svolge a Portorosa

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Uno dei simboli che rappresentano Furnari è una pianta di pino (U pignu, in siciliano).

Il dialetto di Furnari ha una particolarità a confronto con altri dialetti di Comuni confinanti, che consiste nella erre marcata. Ad esempio: Furniri (detto nel dialetto siciliano a Furnari), Funniri (detto normalmente nel dialetto messine e siciliano), Sordi (Soldi nel dialetto furnaroto), Soddi (nel dialetto messinese).

Mercati e mostre:

Risorse:

L'economia attuale si basa quasi esclusivamente sull'agricoltura (olive, uva, cereali e agrumi) e sulla pesca nella frazione di Tonnarella.

Molto utilizzata è l'attività artigianale nei settori alimentari (produzione e lavorazione di olio d'oliva, e conservazione dei prodotti della pesca), del legno e della lavorazione dei marmi.

Buone prospettive di rilancio economico sono rappresentate dalla progettata pianificazione dell'area di sviluppo industriale del Tirreno (che comprenderà anche il Comune di Furnari) e dal turismo al cui sviluppo darà una forte spinta propulsiva la realizzazione del complesso residenziale turistico "Portorosa" che costituisce un centro di grande attrattiva per gli impianti ricettivi che si sono realizzati e per la ricca dotazione di attrezzature e impianti sportivi.

Centri culturali:

Numeri Utili:

Siti nel Comune:

 http://www.lefotoditony.com/

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Hilton Portorosa

Club Hotel Baia Di Tindari Contrada Saiatine tel. 0941/800189

Bazia Residenzial Camping  Località Bazia tel.0941-800103

Ristorante Al Faro, Via Camparia, 49

Ristorante La Cantina, Via Presti, 1

Ristorante Pizzeria La Conchiglia, Via Camparia, 70

Ristorante Sapore Di Mare, Via Presti

Ristorante Yachting Club, Via F. Di Svevia, 20

Personaggi Illustri

Giuseppe Millemaggi fu arciprete di Furnari dal luglio 1692 fino al Maggio del 1703, celebre predicatore apostolico, ed autore di alquante orazioni panegiristiche, predicò a Napoli, a Palermo, e a Roma, presso il Papa.

Prof. Felice Conti scrittore e poeta conosciuto in campo nazionale, secondo i critici, è un poeta dalla vena limpida e delicata, ed uno scrittore, dal realismo verghiano, egli è autore di "Sensazioni", di "Hanno rubato un cipresso", di "Un'occhiata di sole", e di "Una vita così".

Prof. Lorenzo Chiofalo scrittore e poeta conosciuto in campo nazionale

Come si arriva:

Auto: Furnari è collegato tramite l'autostrada A20 Messina-Palermo con uscita nello svincolo di Falcone. In costruzione è uno svincolo autostradale per Portorosa - Furnari.

 

Cenni Storici

Le Origini del Paese

Furnari è un piccolo centro collinare nella provincia di Messina, che sorge a circa 145 metri sul livello del mare sul fianco nord del Monte Croce, che è una delle tante belle propaggini dei monti Peloritani, sulle origini del paese, la storia cammina strettamente legata alla leggenda.

E proprio dalla leggenda ha avuto origine lo stemma del comune, raffigurante un cane levriero in campo rosso con tre rose e la scritta "Finché venga".

Questo stemma racchiude in sé un avvenimento accaduto intorno all’anno 1120, quando, un giorno, il re Ruggero II D’Altavilla si trovava a caccia in questo sperduto lembo della Sicilia.

Durante la battuta, un suo compagno con l’arco, per errore, invece, di colpire una lepre colpì un cane levriero, a cui il Re teneva tantissimo.

Disperatamente, subito, cercarono di salvare la vita dello sfortunato cane, ma dopo avergli estratto la freccia dal corpo, non riuscivano a fermare la forte emorragia.

Fortuna volle che nelle vicinanze dell’accaduto vi era un gruppo di capanne e là, nelle vicinanze, vi era un contadino, che si chiamava Antonio Furnari, il quale accudiva il proprio orticello.

Il re, di tutta corsa, chiamò quell’uomo, chiedendo aiuto.

Quegli, immediatamente, si premurò a soccorrere il cane, che ormai era alle estreme senza per nulla chiedere chi fossero quei forestieri e donde venissero.

Corse in casa, prese delle lenzuola, e usando delle erbe mediche fermò la forte emoraggia.

Ma il cane non era assolutamente in grado di camminare e, nel contempo, il re, che mai fino a quel momento aveva rivelato il proprio nome al contadino, doveva ritornare ai propri doveri di governo. Perciò, invitò il contadino a prendersi cura del cane, dicendo che sarebbe ritornato a prenderlo.

Il Furnari acconsentì, portò in casa sua l’animale e salutò lo "straniero", al quale non chiese il nome né tanto meno il re, accomiatandosi, disse chi fosse.

Passavano i giorni, le settimane, i mesi, il cane, oramai, era completamente guarito, correva per le campagne e mangiava abbondantemente e poiché il padrone non ritornava a prenderlo, i suoi amici lo esortavano a venderlo, perché un cane di tale razza era un animale prezioso.

Il Furnari, però, uomo di grande levatura morale, rispondeva che avrebbe tenuto con sé il cane "finché venga". Un giorno il povero contadino sentì per i viottoli della campagna un intenso trotterellare sempre più vicino alla propria misera abitazione.

A un tratto apparvero dietro lo stendardo reale cavalieri in armature scintillanti e, in mezzo a loro, lo "straniero". Antonio Furnari vendendo così tanti soldati e le insegne reali e lo "straniero" vestito in oro, capì chi effettivamente fosse il padrone del cane e subito si inginocchiò.

Il cane, che era nei pressi, riconobbe il padrone e gli cominciò a gironzolare intorno con la coda festante, abbaiando felicemente.

Il re scese da cavallo, e ammirando la fiducia che il povero Furnari ebbe in lui, prese la spada, la pose sulla spalla destra dello sbalordito contadino, chiamò a sé i notai, che sempre lo seguivano, e pronunciò la reale formula, con la quale nominò Antonio Furnari principe del territorio.

Negli anni seguenti, attorno al castello del principe cominciarono a nascere le prime povere a case dei contadini che lavoravano nelle sue proprietà.

Nel tempo si formò un villaggio, che nei secoli divenne un bel piccolo centro collinare.

Questa la leggenda tanto ha dovuto affascinare Ludovico Ariosto, il quale nell’"Orlando Furioso" al canto XLI, 30 così scrive "Un can d’argento aver vuole Oliviero/che giaccia e che la lassa abbia sul dosso/con un motto che dica"finché vegna".

La storia, invece, vuole che il paese di Furnari abbia origine intorno al 1300, allorquando un certo Filippo Furnari da Genova si trasferì in Sicilia.

Questi, in cambio di servizi resi all’imperatore Federico II, ottenne da lui il titolo di Barone di un territorio di circa 1300 ettari, che si estende dal Monte Croce sino al mare.

Costruì un castello, dando origine a un borgo feudale, che per più di quattro secoli fu amministrato e governato dalla Famiglia Furnari.

Nel 1691, il territorio di Furnari, divenuto nel frattempo ducato, fu venduto ad Antonio dei Principi Marziani, la cui famiglia ne conservò il possesso sino al 1813 circa, allorché fu abolito il feudalesimo e il piccolo abitato divenne il "Comune di Furnari".

a cura di: Avv. Giuseppe Chiofalo

La storia

Le origini di Furnari rimontano al secolo XIII.

Il paese fu fondato da un certo Filippo Furnari, genovese, il quale ebbe concesse dagli Svevi alcune terre della comarca di Patti.

Un tempo Furnari era dotata di una rocca.nel 1282, il re Pietro d'Aragona, essendosi fermato a Furnari per parecchi giorni con tutte le sue genti per intimare la resa a 1000 Francesi che si trovavano nel castello di Milazzo, confermò al feudatario del luogo, Pietro Furnari, la proprietà e la terra, già confiscata da Carlo d'Angiò.

I suoi discendenti rimasero in possesso del territorio, conservando il titolo baronale, ed acquistando quello ducale nel 1643 con Antonio Furnari.

Nel 1813, la terra di Furnari, libera da ogni vassallaggio, si costituì a Comune, con magistrati propri.
Descrizione del Paese

Situato su di un poggio, a tre chilometri da Terme Vigliatore, fra Mazzarà Sant'Andrea e Falcone, Furnari è un paese tranquillo, un centro di anticha fondazione, che domina, da secoli, la piana.

Molto attiva, a Furnari, è l'iniziativa pubblica e privata, che in questi ultimi anni, col rinnovamento di abitazioni, e con la realizzazione di vie, di piazze e di villette, ha dato un nuovo volto al paese, rendendolo più accogliente ed interessante ai forestieri.

Furnari è un fiorente centro agricolo. Vi si coltivano olivi, viti, agrumi, alberi da frutta, ortaggi.

Non mancano a Furnari, i palmenti ed i frantoi, che testimoniano la vitalità agricola di questo ridente centro collinare, che sin dalla sua fondazione, ha tratto dai prodotti della sua terra, l'olio e il vino i mezzi necessari alla propria esistenza.

Rilevante a Furnari, è la produzione del vino rosso, fra i più pregiati dell'Isola, e kolto ricercato nei mercati isolani.

Furnari, in quest'ultimi tempi, ha risentito non poco del grave fenomeno dell'emigrazione, come pure delle trasformazioni industriali, apportate dal progresso tecnologico. la sua popolazione infatti, dal 1965 ad oggi, ha subito un calo di 250 unità, mentre le vecchie industrie di paste alimentari e di conservazione del pesce sono state sostituite, per ragioni di adeguamento ai tempi nuovi, da un'industria per la lavorazione del marmo.

ma nonostante la contrazione degli abitanti, Furnari non ha perduto le sue prerogative agricole, e s'impone ancora sui mercati siciliani, specialmente col suo vino rosso; mentre l'insediamento delle nuove industrie, che ha dato nuovo prestigio al paese e nuova linfa all'economia, ha costituito, e continua a costituire, uno stimolo per il rientro "in loco" degli emigrati, e di conseguenza, una valida occasione per far risorgere il paese dal decadimento di questi ultimi anni.

A Sud Furnari è chiuso da un ampio scenario di monti, dalle varie e tipiche forme, dominati dall'imponente Rocca Salvatesta.

Verso la marina, di là dalle belle distese di agrumeti, che sfogano la lucentezza del loro verde di bosco sulle bianche macchie dei paesi e dei villaggi sparsi, si apre la liquida distesa del Tirreno, col promontorio di Tindari ad Ovest, con la punta di Milazzo ad Est, e con le isole Eolie a Nord.

Il paese ha vie strette e tortuose, fiancheggiate da case alte, il cui colore predominante è il giallo, ed i cipressi, qua e là ovunque, sono una nota di austerità, sul lussureggiante degli oliveti e dei vigneti disseminati all'intorno.

Bello il viale "della Rimembranza", diritto ed alberato, col suo monumento ai Caduti. Sul piedistallo è scritto

"Furnari agli eccellentissimi suoi figli che da eroi pugnarono e da eroi morirono per ubbidire le sacre leggi della Patria". 1915 - 18.

L'abitato si stende placido sul poggio, a 146 metri di altitudine.

E dopo la festosità di certe pergole, che dall'alto delle terrazze, gettano, qua e là, spruzzi di verde; e dopo la solitudine dei vecchi vicoli a scalinate, che ci richiamano alla Furnari medievale, quando sorsero i primi quartieri urbani, e quando l'abitato era tutto raccolto attorno alla Rocca, quello che colpisce, in questo paese, è un pino marittimo, che maestoso all'entrata del centro urbano, sembra dare il benvenuto al visitatore.

Il centro di Furnari è rappresentato dalla piazza "Marconi", col suo magnifico belvedere aperto sul mare, e col suo orologio da città.

Bella la spiaggia, nella frazione "Tonnarella", meta, d'estate, di numerosi turisti e villeggianti, provenienti da vari centri dell'Isola, della Penisola, ed alcuni persino dall'estero

Il mare, sereno e limpidissimo, lambisce, con le sue onde cerulee, il morbido arenile. su cui si notano bagnanti di ogni tipo, in una varietà di atteggiamenti: alcuni, dopo una sosta, più o meno in mare, si crogiolano sulla sabbia infuocata; altri, non disposti ancora a bagnarsi, contemplano, dall'interno dei tendoni e degli ombrelloni, la distesa turchina e splendida del mare, e seguono i bagnanti, impegnati in gare di nuoto; altri, stanchi dalle lunghe nuotate, sonnecchiano sugli sdraio, cullati dal rumore della risacca; altri infine, dopo aver esposto a lungo le membra al sole cocente, si tolgono copricapi ed occhiali da sole, e si tuffano nelle acque placide, capaci di recare balsamo e ristoro ai loro corpi, oppressi dalla calura.

Con questa molteplicità di aspetti, si presenta ai forestieri Furnari, il paese che dall'alto del poggio, sorveglia da secoli le opere ed i traffici, che fervono intensi lungo la piana sottostante, il paese in cui la varietà delle colture è tutta un'apoteosi di verde cangiante, tutto un trionfo di chiaroscuri, tutto un inno di gioiosa esaltazione della natura; il paese che è sempre stato permeato di fervore di vita rusticana, tanto cara al Virgilio delle Georgiche e delle Bucoliche, e che oggi, con l'insediamento delle nuove industrie, pulsa anche di fremiti di vita industriale.

 (www.comune.furnari.me.it)

 

 

 

 

Etimologia (origine del nome)

Deriva dal latino furnaris arx, ossia fortezza di Furnari (cognome siciliano). Il nome di famiglia Furnari deriva a sua volta dal greco phournares, fornaio.

Il Comune di Furnari fa parte di:

Regione Agraria n. 9 - Colline litoranee di Milazzo

Il Comune di Furnari è:

Bandiera Blu Approdi Turistici 2007 (Marina di Portorosa)

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