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Martedì 12 Novembre 2019

Francavilla di Sicilia

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COMUNE DI FRANCAVILLA DI SICILIA

Indirizzo: Piazza Annunziata – 98034 Francavilla Di Sicilia (ME)

Telefono centralino:  0942.982522- Fax Municipio:0942.982523

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona: Italia Insulare

Latitudine:37°54' 5''N

Longitudine: 15°8' 9''E

Altitudine:330 metri s.l.m

Superficie: m². 82.668.616

Perimetro comunale: m. 40.489

Comuni limitrofi: a est: Antillo, Motta Camastra; a nord: Fondachelli-Fantina, Novara di Sicilia, Tripi; a ovest: Malvagna, Montalbano Elicona; a sud: Castiglione di Sicilia (CT), Moio Alcantara

Frazioni:

 

Abitanti:4237

Densità:51 ab./km²

Nome di Abitanti:Francavillesi 

 

Sito Internet:www.comune.francavilladisicilia.me.it

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Codice Fiscale: 00159650837

Codice Istat:083025

Codice Catasto:D765 

 

Santo Patrono:Santa Barbara e Sant'Euplio di Catania fino al '600 anche sant'Ursula e il SS. Salvatore.

Giorno festivo: 4 dicembre e ultima domenica d'Agosto 

Descrizione Araldica dello Stemma: Scudo in colore rosso contenente l'immagine di un castello medievale color oro con due torri ed un ingresso al centro, sormontato da una corona turrita di colore argento e circondato a sinistra da un ramo di alloro ed a destra da un ramo di quercia legati da un nastro tricolorato dai colori nazionali

Blasonatura del Gonfalone Drappo partito di giallo e di rosso riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Francavilla di Sicilia.

Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale.

Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento

Caratteristiche Stemma

Simboli: Castello, Torre

Colori: Argento, Oro, Rosso

Decreti: Concessione stemma con decreto del Ministro, Segretario di Stato per gli affari dell'interno, Presidente del consiglio dei Ministri del Regno d'Italia del 12 novembre 1906.

Concessione gonfalone con decreto del Presidente della Repubblica del 13 dicembre 1983

 

Da vedere:

Muraglie in rovina del castello normanno edificati nel 1275, rifatti nei secoli XIV e XVI; in cima alla collina, a 500 metri s.l.m., ormai assottigliati dalle intemperie, sono costituiti da grosse ed elevate mura, erette con maestria sul limitare di un ciglione che sovrasta un'alta e ripida parete, e dai resti di una grande cisterna posta nel cortile del castello.

Il Castello di Francavilla era collegato con la "regia trazzera", che partendo da Taormina, proseguiva verso l'interno della Sicilia lungo la Valle dell'Alcantara.

la Chiesa della Matrice o di Maria SS. Assunta costruita nel XVI sec. (aperta solo il venerdì mattina).

L'interno presenta una sola navata; sull'altare maggiore si ammira il tabernacolo in marmo, opera della scuola del Gagini.

Nella cappella destra vi è un Crocifisso di legno brunito e in quella sinistra un quadro ad olio del'600 raffigurante l'Assunzione della Vergine e la statua di legno di S. Antonio Abate.

La principale caratteristica della chiesa è il portale ogivale datato 1493, in stile gotico scolpito su pietra arenaria.

Il vecchio campanile del' 400, demolito per rninaccia di crollo, è stato sostituito da uno nuovo edificato nel 1852 ad opera di Leone di Savoia: la parte basale è lavorata in pietra lavica e la parte centrale presenta i laterali lavorati in pietra bianca martellata.

Chiesa della SS. Annunziata costruita nel 1550 merita il primo posto come modello di architettura sacra.

La planimetria è quella di una pianta basilicale a croce latina costituita da una navata centrale e da due laterali, dal transetto e dal presbiterio.

Le navate laterali sono delimitate da due file di colonne, ciascuna sormontata da un capitello dorico. Nelle navate laterali sono appoggiati gli altari decorati a stucchi con quadri e statue di legno.

Nel transetto a sinistra è collocato l'altare con Sant'Euplio e in quello a destra l'altare in marmo con la statua della Patrona Santa Barbara.

Nel presbiterio vi sono due altari con quadri raffiguranti l'Immacolata e la SS. Annunziata l'altare maggiore è in marmo intarsiato ad alle pareti di esso si trova il coro scolpito in legno.

Chiesa del Carmine fatta costruire da Jacopo Ruffo nel 1642.

La Chiesa è annessa alla sede che attualmente ospita le Suore del Preziosissimo sangue, un tempo, sede del Convento dei Frati Carmelitani.

Chiesa della Trinità di cui rimangono solo pochi ruderi, nel prospetto si nota un portalino del XVII sec. e sul lato sinistro una robusta porta con larghi stipiti lavorati a blocchi in pietra lavica

Chiesa di San Paolo risalente al XV secolo (oggi accorpata a quella di San Giovanni), aperta solo il 16 agosto in occasione della festa del Santo

Fontana di San Paolo al centro del corso fu costruita nel 1674 per volere testamentario del visconte Jacopo Ruffo.

La fontana, che appartiene alla scuola del Cagini, è costituita da una statua in marmo bianco raffigurante una fanciulla le cui vesti aderenti lasciano vedere le linee sinuose del suo corpo.

La giovinetta con la mano destra tiene uno scudo con lo stemma raffigurante due leoncini rampantí (stemma di Domenico signore di Sperlinga).

La tradizione vuole che la statua della fontana rappresenti la città di Francavilla.

Fontana Vena edificata nel 1400 e conosciuta come "fontana dei 18 schicci" (fontana delle 18 cannelle).

Fontana a forma di obelisco originariamente collocata a Piazza Sperlinga.

Ponte Santa María delle Preci, di robusta architettura, venne edificato nel 1585 per volere del Frate "Urbano della Motta", nel 1639 venne restaurato e nel 1643 perfezionato del restauro e dei perfezionamenti esistono delle lapidi commemorative che ricordano l'avvenimento.

Convento dei Frati Cappucini (fiore all'occhiello di Francavilla), edificato nel 1570 per volere del visconte don Antonio Balsamo, attraverso le elemosine raccolte tra il popolo, e grazie alla generosità del visconte Jacopo Ruffo.

Nel Convento gli stipiti delle finestre e delle porte sono in pietra arenaria.

Nel 1600, per l'aumentato numero di frati, fu costruito un ulteriore piano; nel riposo della scala fu dipinto, a grandezza naturale, da frate Feliciano Guarcena da Messina, un Angelo che, levandosi in volo, tiene con la mano destra un bambino e con la sinistra indica il cielo.

La Chiesa del Convento si presenta a una sola navata, è ricca di decorazioni, di cornici, di lesene ed archi di fine stucco e di varie tele risalenti ad epoche diverse.

Gli abbellimenti della Chiesa e della Cappella della Madonna delle Preci si devono al visconte Jacopo Ruffo che ne supportò tutte le spese ed alla sua morte scelse la cappella come tomba di famiglia.
La Cappella della Madonna delle Preci ha la "macchinetta" lavorata in legno scolpito e dipinta con tecnica di marmorizzazione a tinte grigio-azzurro; al lati ha delle bacheche con 130 reliquie di Santi e, in basso, santini in miniatura lavorati e ricamati con notevole maestria su pergamene.

Il tutto serve da cornice a una tela appartenente alla scuola di Antonello da Messina, che rappresenta la Vergine seduta sul trono con il Bambino sulle ginocchia.

Osservando l'intero altare e il paliotto si rimane abbagliati ed estasiati da tanta bellezza: è tutto un prato fiorito di ricami ad intarsi fioreali con colori teneri e naturali.

Nella Sacrestia del Convento, è custodito il capolavoro di frate Mariano Tatì, un mobile che si compone di una parte bassa a cassettone e di un piano sovrastante concepito come un tempio antico di architettura greca.

Funzionale e rifinito nei minimi particolari, è in legno scolpito e intarsiato con infiniti elementi floreali ed animali, elegantemente allungati e incurvati, tali da apparire perfetti nei loro movimenti.

Nel vano accanto si trova un lavabo del' 600 realizzato in marmo di Taormina con Angeli laterali. Nel Convento inoltre è stato allestito un "Museo della testimonianza Francescana" dove sono rappresentati tutti i momenti della vita monastica con gli originali pezzi dell'epoca di riferimento e dove viene conservato anche un lavabo risalente all'antica chiesa bizantina.

Palazzo Municipale, che anticamente era la sede del Convento di Santa Caterina, è situato nella stessa piazza su cui insiste la Chiesa dell'Annunziata.

Palazzo nobiliare Majorca Pecoraro, vi è il tipico "Borgo" o antico quartiere "Contarado" costituito da casette a schiera tipiche della civiltà contadina caratterizzate da balconi abbelliti da fiori e da elementi architettonici dì tardo stile gotico, tra queste spicca la grande casa "Contarado" di stile aragonese.

Palazzo Cagnone, sito in piazza San Francesco, che, a parte l'ala est risalente al '500, presenta tipiche caratteristiche architettoniche della fine del '600 e che sarà sede del museo archeologico.

Palazzo Prescimone, Sgroi, e Moncada Mortillaro.

Abbazia di San Salvatore della Placa innalzata nel 1802 dal conte Ruggero su preghiera del monaco Cremete.

Si sa ben poco della vita che i monaci conducevano all'interno dell'abbazia, essa venne abbandonata nel XVIII sec. dai basiliani perché situata in punto troppo scomodo e isolato.

Ruderi della Chiesa della Madonna Gala in onore della quale nel mese di agosto viene celebrata una manifestazione religiosa.

Zone Archeologiche - In contrada "Piano Maccu" e "Fanterilli" sono stati rinvenuti resti di pinakes e strutture archeologiche risalenti al V secolo a. C.

Festa Patronale:

Ultima domenica di agosto: Festa di S. Euplio

Settembre: Festa dell'Addolorata

4 dicembre: festa di Santa Barbara

Sacra rappresentazione del Venerdì Santo

 

Eventi Culturali:.

La Via Crucis, Era il 1790 quando Padre Silvestro, organizzava per la prima volta la Via Crucis con personaggi viventi, all’epoca ad interpretare i ruoli erano dei bambini.

In seguito Padre Gaetano Calabrese nel 1865 coinvolse centinaia di fedeli dando vita alla “ Sacra rappresentazione del Venerdì Santo”.

Questo evento ancora oggi conserva quella sacralità e non viene svolta periodicamente, e coinvolge oltre 500 attori, tutti rigorosamente con copie dei costumi dell’epoca.

Lungo il percorso per il centro abitato si articolano le scene, alcune su dei carri in movimento allestiti con apposita scenografia, trasformando le vie cittadine in un vero e proprio palcoscenico.

Albo delle edizioni precedenti: 1790-1865-1874-1886-1892-1901-1908-1915-1922-1931-1937-1938-1957-1962-1985-1987-1990.

Le ultime recenti edizioni hanno riscosso grande successo con unanimi consensi da ogni parte, dal mondo della politica a quello della cultura, nonché del pubblico.

Carnevale Giustamente considerato il più bel Carnevale della Valle dell'Alcantara, si svolge, ormai da più di un secolo, nell'arco di una settimana, per le vie cittadine, che diventano vere e proprie piste da ballo durante i cosiddetti Veglioni allietati da buona musica.

Il Carnevale di Francavilla, attira visitatori da tutte le parti; le caratteristiche che lo contraddistinguono rendendolo particolare e bello sono: la trasgressività che non sfocia mai nella volgarità; l'ironia che invece aggiunge spirito alle serate e coinvolge gran parte della gente presente.

I cittadini che per l'evento diventano personaggi e ancora oggi portano avanti la vera essenza del Carnevale Francavillese sono rimasti in pochi, tra questi sicuramente giocano un ruolo di primaria importanza i vari: Giuseppe Silvestro in arte Pippinu surici, Giuseppe D'Aprile in arte Pippinu merru,e Ciccino Sciacca che rendono onore ogni anno a Re Carnevale, allietando le serate con farse e con partecipazioni particolari alle sfilate, sulla falsa riga dell'indimenticato (ormai scomparso) Sebastiano Puglisi in arte Bastiano

I Veglioni si concludono con la caratteristica Fasuledda (musica composta da un giovane francavillese) che viene ballata in cerchi seguendo la velocità della musica che va alternandosi. I veglioni sono caratterizzate dalle cosiddette mutticedde, ossia delle leggere spinte che le persone ballando in cerchio si danno con la schiena, logicamente sono delle spinte leggere che non fanno male.

La via (Vittorio Emanuele) così, si trasforma in un enorme balera. Le serate sono allietate con musiche tipiche, e balli di gruppo che coinvolgono un pò tutti coloro che si lasciano prendere dall'euforia carnascialesca.

La via in cui si balla e piastrellata con pietre vulcaniche levigate, gergamente chiamate ciappe, è davvero uno spettacolo vedere trippare (così si suol dire) una moltitudine di persone in questa via, che per l'occasione viene anche addobbata con archigiate e stelle filanti.

Il palchetto da cui i complessi locali suonano è incassato momentaneamente dentro una viuzza antistante la via principale. Possiamo quindi definire questo Carnevale come il più tipico ed unico della Valle Alcantara.

Nel Carnevale tutti si ritrovano secondo l'antico spirito della tradizione, giovani ed anziani, persone «importanti» e gente «comune».

Caratteristica, perché unica nel suo genere ed ogni anno di­versa, è la serata conclusiva con 'a cianciuta di Re Carnalivari (ovvero "il pianto di Re Carnevale") : su di un carro, seguito da "piagnoni" e Vedove di Re Carnevale, da gruppi in maschera che sfilano "pian­gendo" la fine della festa, si trova re Carnevale che dà l’ultimo saluto con in mano della salsiccia ad indicare che dopo quella sera inizia la quaresima e quindi non si può più mangiare carne.

Ma la salsiccia ha anche un altro significato, quello carnale infatti le varie vedove dopo la dipartita del re Carnevale (focoso amante) resteranno senza...

Il corteo viene accompagnato dalla Fasuledda intonata dal corpo bandistico comunale "Vincenzo Bellini".

Nel pomeriggio della Domenica e del Martedì grasso le strade si animano con la sfilata dei carri allegorici in cui le sfide agguerrite tra i mastri carristi di diversi gruppi prendono il via portando dentro le vie cittadine un’area di festa e di divertimento; il Martedì sera, durante il Veglione vengono assegnati i premi; al primo posto, oltre ad un premio in denaro, viene assegnato una scultura lignea di un asso di bastoni.

Presepe vivente

Agosto Francavillese

Alcantara Tour Film Festival La kermesse, organizzata dall'Associazione "La Via dei Greci" vuole così raccontare e far conoscere una Sicilia spesso inedita o sconosciuta ai grandi flussi turistici. Possono partecipare gratuitamente: registi e produttori di documentar,reporter, emittenti televisive, agenzie di comunicazione, enti pubblici,ecc..

Per il 2008 i filmati devono pervenire entro il 30 gennaio 2008, muniti di liberatoria, al seguente recapito della segreteria organizzativa: Associazione La Via dei Greci, segreteria organizzativa: casella postale 1, cap. 98034 Francavilla Di Sicilia (Me) 

 

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Francavilla è un paese, il cui nome figura, con appellativi diversi, in altre nove località sparse in sette province della penisola, e precisamente nelle province di Alessandria, Ascoli Piceno, Brindisi, Catanzaro, Chieti, Cosenza e Potenza.

Per non confondere il centro abitato con gli altri siti omonimi, si è reso necessario aggiungere, al termine "Francavilla", l'appellativo di "di Sicilia".

Mercati e mostre:

Fiera del Bestiame (ultima Domenica di agosto; 4 dicembre).

Risorse:

Si basa sull'agricoltura e sull'artigianato; notevole è il commercio agrumario e ortofrutticolo.

Fiorente è anche la produzione di cioccolato la cui qualità è di risonanza internazionale.

Un forte contributo allo sviluppo del comune è fornito dalle industrie per quanto riguarda l'industria della carta.

Considerata la vicina presenza di bellezze naturalistiche e paesaggistiche come le Gole dell' Alcantara o il proprio ricco patrimonio storico-culturale, ancora tutto oggi da scoprire e promuovere, il turismo, negli ultimi anni fa degnamente la sua parte nella economia locale a tal proposito nel territorio sono stati creati percorsi ove poter praticare trekking.

Esistono alberghi, ristoranti, bar e pub dove si possono gustare le prelibatezze del posto.

Centri culturali:

Museo storico-artistico ed etno antropologico nel convento dei Cappuccini.

Numeri Utili:

Guardia Medica Via Regina Elena Tel. 0942.981571

Carabinieri Via Ruffo, 5 Tel. 0942.982021

Pretura Via Regina Margherita, 78 Tel. 0942.982060

Siti nel Comune:

 http://www.hoteldorange.it/

 http://www.associazionenovalba.it/

 http://www.parcoalcantara.it/

Impianti sportivi:

Campo di calcio

Personaggi Illustri

Giuseppe Pittalà, erudito sacerdote, cospicuo predicatore, ed autore di non pochi scritti in prosa e in poesia latina, italiana e siciliana;

Nicolò Giuseppe Prescimone, il quale si distinse molto nella poesia Latina, nella Giurisprudenza e nelle Belle Lettere, e fu socio di molte Accademie italiane e straniere;

Michele Caracoci, giureconsulto famoso, ed autore di opere pregevoli;

Girolamo Sardo, insigne botanico,

Fra Mariano Tati, cappuccino, valente intarsiatore del legno

Avv. Luigi Ragno, il quale svolse legislature, con impegno, dirittura morale ed alto senso di responsabilità, attività di Senatore del Movimento Sociale Italiano.

Scultore Carlo Russo, le cui opere rifulgono nei Musei d'Europa e d'America;

Orsino Orsini, valente giornalista e numismatico;

Grand'Uff. Cav. Giuseppe Ragno, appassionato ed eminente studioso della storia e delle tradizioni di Francavilla e della Valle dell'Alcantara, il quale recentemente ha pubblicato una pregevole opera, intitolata "Francavilla di Sicilia, leggende e storia", in cui attraverso una disamina delle antiche fonti storiche Francavillesi, fa luce sulle origini del paese;

Prof. Salvatore Puglisi, altro appassionato ed eminente cultore di storia Patria, il quale a seguito del recente ritrovamento archeologico i cui reperti rimontano al IV, V e VI secolo a. C., ed a cui la Soprintendenza attribuisce grande importanza, in quanto potrebbe rimettere in dubbio le vere origini della località, ha condotto un approfondito studio, inteso a fare più luce sulla vetustà del centro urbano, che ha pubblicato recentemente, sotto il titolo di "Antologia storica di Francavilla di Sicilia";,

Francesco Diana (2 ottobre 1898 - 29 febbraio 1969) alto burocrate italiano, fu anche commissario del Comune di Roma.

Arturo Ferrara (1900-1983) - tenore, il quale si fece notare, per la sua voce calda e penetrante.

Strutture Ricettive:

Albergo Ristorante d’Aragona, Via dei Mulini. Tel. 0942 –981374

Albergo Centrale Via Piave, 2 Tel. 0942 981052

Come si arriva:

In Auto: Autostrada A 18 Messina –Catania,svincolo di Giardini Naxos, si prosegue lungo la strada statale 185 di Sella Mandrazzi – Novara di Sicilia.Distanza 16 chilometri. Dalla zona etnea:strada statale 289 dell’Etna e delle Madonne, bivio Cerro Castiglione, si prosegue lungo la provinciale 7/1. Distanza 7 chilometri. Dall’alto Alcantara – Nebrodi si raggiunge per la strada statale 120 Capo D’Orlando – Randazzo, provinciale 89 per Mojo Alcantara e ancora di seguito per bivio San Paolo.     In treno: Fermata stazione Taormina – Giardini Naxos e proseguimento con servizio sostitutivo in autobus Fs linea Alcantara – Randazzo, o autolinee private.   

In aereo: Scalo aeroportuale Fontanarossa di Catania, poi collegamenti con autolinee private, o proseguimento in treno da Catania per Messina, fermata Taormina – Giardini Naxos e proseguimento come sopra indicato in autobus Fs.

 

Cenni storici:

Si pensa che la cittadina sia stata chiamata Francavilla (dal francese franc-ville: città franca) perché esonerata per molto tempo dal pagamento delle tasse in quanto appartenente alla monarchia.

Francavilla vanta origini antichissime.

Le testimonianze ci sono date dal ritrovamento nel 1979 di alcuni reperti archeologici presso Contrada di "Pianu Maccu" e "Fanterilli" che vengono custoditi nel museo di Siracusa.

Questi reperti, risalenti al V sec. a. C.,dimostrano la presenza dei Calcidesi di Naxos nella Valle dell'Alcantara.

In età normanna, intorno all'anno 1000, il territorio venne regalato al monastero basiliano di San Salvatore della Placa.

Successivamente nel 1130 Francavilla venne assegnata da Ruggero Il al figlio Guglielmo come regalo per le sue vittorie contro Onorio.

In seguito il territorio passò, insieme al paese di Castiglione, a Ruggero di Lauria.

Nel 1538 la cittadina fu barattata da Carlo V con Taormina e data in feudo al visconte Antonio Balsamo, nobile messinese, che la lasciò al nipote Jacopo Ruffo, sotto cui vide un pregevole fasto. nel 1679 alla famiglia Oneto, quindi agli Sperlinga e infine ai Majorca-Mortillaro.

Furono costruite diverse chiese e le strade abbellite con statue e fontane nel 1678 Francavilla ricevette da Carlo II, re di Sicilia il titolo di città.

Nel corso della guerra della Quadruplice Alleanza la cittadina rimase vittima di un duro e sanguinoso scontro tra austriaci e spagnoli.

Una data indimenticabile è quella del 20 giugno 1719, in cui morirono migliaia di persone.

Fino al 1800 Francavilla rimase teatro di scontri e proteste; ritrovò serenità soltanto dopo l'Unità d'Italia.

Grosso centro della bassa valle dell'Alcantara, il suo nucleo antico è di struttura medievale, mentre quello moderno di impianto sei-settecentesco.

Etimologia (origine del nome)

Il nome è un composto del nome villa e l'aggettivo franco con riferimento al fatto che in passato gli abitanti del luogo erano "liberi" (franchi), ossia esonerati dal pagamento delle tasse. La specifica fu aggiunta nel 1863.

Il Comune di Francavilla di Sicilia fa parte di:

Regione Agraria n. 3 - Alto Fantina e Alto Mela

Parco Fluviale dell'Alcantara

Patto Territoriale Valle dell'Alcantara

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