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Domenica 15 Dicembre 2019

Forza D'Agrò

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COMUNE DI FORZA D'AGRÒ

 

Indirizzo: Piazza Giovanni XXIII – 98030 Forza d’Agrò (ME)

Telefono centralino: 0942721016 - Fax Municipio:0942721015

 

Stato: Italia

Regione: Sicilia

Provincia:Messina

Zona:Italia Insulare

Latitudine: 37°54'56"88 N

Longitudine: 15°20'7"80 E

Altitudine: 420 m. s.l.m

Superficie: m². 11.330.074

Perimetro comunale: m. 23.588

Comuni limitrofi: Casalvecchio Siculo, Gallodoro, Letojanni, Limina, Mongiuffi Melia, Sant'Alessio Siculo, Savoca

Frazioni: Scifì, contrada Fondaco Parrino

Abitanti:860

Densità: 78 ab./km²

Nome di Abitanti: Forzesi in dialetto Furzoti

 

Sito Internet:  www.comune.forzadagro.me.it

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Codice Fiscale: 80004440832

Codice Istat: 083024

Codice Catasto: D733

 

Santo Patrono: Madonna dell’Annunciazione

Giorno festivo: 25 Marzo

Descrizione Araldica dello Stemma:Due leoni rampanti sormontati da una corona cerchiata di rosso su sfondo azzurro

Blasonatura del Gonfalone

Caratteristiche Stemma

Simboli: Leone Rampante

Colori: Azzurro, Rosso

Da vedere:

Duomo dedicato a Maria SS. Annunziata e Assunta, l' attuale versione risale agli inizi del ‘700 che seppur edificata già nel ‘400, aveva subito gravi danni a causa dei terremoti  del 1648 e del 1693.

La chiesa "matrice" riflette elementi architettonici e decorativi che ricordano quelli spagnoli, ma acquista una forma maggiormente dinamica nell’andamento ondulato e piramidale, con volute a chiocciola e pennacchi, rispecchiando lo stile tipico del barocco siciliano.

L’interno del Duomo é parimenti elegante, grazie al susseguirsi armonioso degli archi e delle colonne che ne suddividono lo spazio in tre navate ben proporzionate.

Soprattutto le due cappelle laterali risaltano per la loro eccellente fattura, altrettanto belli, per armonia ed eleganza, sono i numerosi altari presenti nella chiesa (ben 13), veri e propri capolavori d’arte sotto i quali sono state scoperte di recente alcune delle cripte che venivano utilizzate per le sepolture.

Nel Duomo sono esposti un Crocifisso dipinto su tavola, forse del secolo XIV, d’autore ignoto, ed una statua di S. Caterina d’Alessandria, opera del 1558 di Martino Montanini e di Giuseppe Bottone.

Notevole é un "coro" in noce intagliato ed un quadro dell’Annunciazione.

Chiesa della SS. Trinità  del 1576,  fu ricostruita la, il cui nuovo prospetto fu rimodellato su quello preesistente risalente al 400.

L’interno, ad una sola navata, é contraddistinto dal netto contrasto cromatico procurato dai quattro altari,  strutture in legno dipinte di blu oltremare con fregi d’oro pallido, con le pareti bianche e prive di alcuna decorazione.

Alcune opere pittoriche di pregevole fattura ornano le scarne pareti del tempio, ed è particolarmente degno di nota il dipinto che sovrasta l’altare maggiore raffigurante la "Visita dei tre angeli ad Abramo".

Ex Convento di S. Agostino, con il suo bellissimo chiostro del cinquecento.

Chiesa di S. Francesco (o di S. Caterina) risalente al XVI secolo, di recente restaurata e di nuovo attiva, nell’interno, ad una navata, si ammira lo splendido tabernacolo dell’altare maggiore risalente al 1682 ove era collocata la statua di marmo di Santa Caterina d’Alessandria

Chiesa di S. Antonio Abate anch' essa restaurata è stata riaperta al pubblico nel marzo del 1999.

Chiesa di San Sebastiano, è invece ormai in rovina la, nel vecchio quartiere di "mugghia”.

Il castello

La tradizione attribuisce la costruzione dell' imponente fortezza al Gran Conte Ruggero, tra i secoli XI e XII.

La fortezza è arroccata su una rupe nel punto più alto e più inaccessibile della Valle, ad oltre 420 metri sul livello del mare, presumibilmente sui resti di una fortificazione preesistente.

Ad essa si può accedere tramite una lunga e ripida scalinata di pietra che s’inerpica stretta e sinuosa a ridosso dell’asprissima rupe.

Il portale d’ingresso al castello é costituito da grandi blocchi di pietra locale  soverchiati dal tipico ballatoio, recante sull' architrave una scritta che ne ricorda la ristrutturazione  ad opera dei Giurati e Deputati forzesi, intorno al 1595.

Nella parte interna della fortezza si ergono, tra le imponenti doppie cinte murarie provviste di strette feritoie e cannoniere, al di là del terrapieno nel cuore del Castello, alcune interessanti costruzione.

Si tratta degli alloggiamenti per i soldati, i magazzini per le vettovaglie e in particolare i resti della Chiesa del Crocifisso, della quale svetta la torre campanaria.

In uno spiazzo sopraelevato, posto nelle vicinanze della Chiesa, si distingue, per la forma simile ad una grotta, quella che si ritiene sia stata la "polveriera" della fortezza.

Una tradizione popolare asserisce che nel castello sia stato realizzato anche un passaggio segreto, che potrebbe trovare conferma nelle numerose grotte presenti ai fianchi della rupe, e in particolare nel lato Sud al di sotto della cinta muraria,  un tempo usate come rifugio  dagli  eremiti.

Nel 1876 il Castello di Forza d’Agrò perde i sui connotati di "fortezza" per essere adibito a camposanto.

Nel nuovo sito, le tombe, vengono disposte in modo asimmetrico senza seguire un particolare ordine o senso geometrico, rendendo l' atmosfera molto più surreale.

A poca distanza dal Castello, si erge la Guardiola, che svetta con la sua sagoma massiccia su un promontorio da cui lo sguardo può ruotare a 360 gradi, rimanendo affascinato dalle bellezze artistiche e naturali.

Dalla " Magghia" alle coltivazioni del "Vignale" , alla imponente sagoma de vulcano Etna , la splendida valle d’Agrò,  il centro abitato, con le sue tipiche stradine, le chiese, i caratteristici tetti di tegole,lo sconfinato mare sottostante.

Arco Durazzesco struttura di stile gotico - catalano che, posta al termine di una scenografica scalinata, permette l’accesso alla Piazza della SS. Trinità.

Il sec. XVII fu testimone di una nuova tendenza edilizia intrapresa da alcuni signorotti  dell' epoca, che si impegnarono nella costruzione, non più di piccole e modeste abitazioni, bensì di veri e propri palazzi nei quali risulta evidente, nella struttura e nelle decorazioni, l' influenza dell’arte spagnola.

Appartengono a questo periodo il Palazzo Miano - Pizzolo, il Palazzo Mauro, il Palazzo Bondì e il Palazzo Garufi - Schipilliti, mentre al secolo XVIII risale invece la Casa Crisafulli situata nella piazzetta del Duomo.

Interessante da vedere è il Gonfalone processionale del '500, conservato all'interno della chiesa Madre e pregevole per i suoi artistici intarsi in legno.

 

Festa Patronale:

Dalle testimonianze giunteci dalle raccolte di antichi documenti e diplomi tradotti, é certo che un tempo a Forza d’Agrò si svolgevano numerose manifestazioni religiose.

Erano celebrate alcune tra le più importanti ricorrenze ecclesiastiche, come la Pentecoste, San Giovanni Battista, l’Immacolata, il Corpus Domini, l’Ottava, le funzioni della Settimana Santa con la Via Crucis, le quaranta ore successive alla SS. Trinità, l’Assunta e probabilmente anche altre solennità.

Di queste ne rimangono ancora alcune tutt'oggi molto "sentite" dalla popolazione forzese.

Soprattutto nelle celebrazioni del SS. Crocifisso, della SS. Trinità e dell’alloro si è tramandato gran parte del patrimonio socioculturale forzese.

La Festa del SS. Crocifisso, si svolge il 14 settembre nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce.

Nel Duomo l’immagine del Crocifisso è "tirata" dalla sua cappella è condotta presso l’altare maggiore, tra grida di osanna dei fedeli, suoni di campane, esplosione di petardi e musiche.

La sera, l’uscita della Croce è uno dei momenti in cui la manifestazione raggiunge i toni più alti: l’immagine sacra viene fatta sostare sul sagrato presso l’antico portone rinascimentale, mentre variopinti fuochi d’artificio vengono fatti esplodere in tutta la loro potenza.

Il corteo religioso si snoda quindi lungo l’antico corso, mentre la gente segue silenziosamente raccolta in preghiera la sacra effigie. 

Il SS. Crocifisso, protettore del paese, è portato a spalla dai devoti, preceduto dai confrati della SS. Trinità e dalla congregazione femminile del "Cuore di Gesù"; è seguito dalla banda musicale che intona inni sacri, mentre spettacolari fuochi d’artificio illuminano a giorno il cielo sereno preautunnale.

La Festa della SS. Trinità, La festa si svolge ad anni alterni (quelli dispari) nella prima Domenica di giugno.

Il momento più intenso dei festeggiamenti è la mattina della Domenica, quando la gente di Forza d’Agrò, con in testa l’antica confraternita della SS. Trinità con l’alto stendardo rosso che la contraddistingue, partendo dalla chiesa della Triade si reca in corteo ad accogliere i "fratelli" di Gallodoro.

L’incontro tra le due comunità avviene in aperta campagna, in un "brullo e romantico paesaggio roccioso" e con la scenografica vista della baia di Taormina.

I due cortei si avvicinano lentamente, facendo svettare le rispettive insegne.

Gli stendardi, fatti sventolare con movimenti agili e armoniosi, sotto lo sguardo attento ed ansioso dei presenti, riescono infine ad accostarsi.

Il bacio, simbolo del buon augurio, conferisce sollievo a tutta la popolazione che si lascia andare ad amichevoli manifestazioni di affetto reciproco.

E’ tutto un risuonare di voci e di applausi, un rimbombare di spari contro le rocche che sovrastano il luogo dell’incontro.

Alla fine della celebrazione eucaristica e dopo la "processione degli stendardi", in segno di ospitalità, vengono distribuite a tutti i presenti delle piccole ciambelle dette "cuddure".

Al calare della sera, la "vara" della SS. Trinità é portata in processione.

La Festa dell' alloro.

La tradizione vuole che ogni Lunedì di Pasqua si svolga la Processione dei Sacri Oli.

Vengono anche realizzati degli stendardi d’alloro, con foglie disposte su un telaio di canna o di legno, che sono portati in processione fino alla piazza di S. Antonio, ove ricevono la benedizione.

Anche in questa occasione avviene la distribuzione delle "cuddure".

Eventi Culturali:.

Eventi Gastronomici:

Eventi sportivi:

Curiosità:

Le immagini di questo centro sono note in tutto il mondo, perché Francis Ford Coppola vi ha ambientato scene presenti in tutti i film della saga della famiglia Corleone, a partire da Il Padrino.

Mercati e mostre:

Risorse:

Le attività economiche principali sono l'agricoltura e l'allevamento.

I prodotti maggiormente coltivati sono le olive, gli agrumi, le mandorle e l'uva da mosto, gli allevamenti presenti sono quelli di bovini e di suini.

Centri culturali:

Numeri Utili:

Comando stazione Carabinieri - Via A. De Gasperi Tel. 0942721020

Guardia medica - Via Eros Curari Tel. 0942721601

Siti nel Comune:

 http://www.forzadagro.org

http://www.scifiweb.it/

Impianti sportivi:

Strutture Ricettive:

Hotel Baia Taormina - Fraz. Fondaco Parrino Tel. 0942/756292

Hotel Crystal Sea Palace - Fraz. Fondaco Parrino Tel. 0942/756092

Albergo Villa Souvenir - Via delle Rimembranze Tel. 0942/721078

Camping Forza d' Agrò Mare - Fraz. Fondaco Parrino Tel. 0942/ 751158

L'Abbazzia - P.zza Giovanni XXIII Tel. 0942/ 721226

Osteria Agostiniana - Via delle Rimembranze Tel. 0942/ 721074

Il Priore - Via delle Rimembranze Tel. 347/ 2576814

Bar Eden - P.zza Dott. Vincenzo Cammareri Tel. 0942/721012

Bar pasticceria Lombardo - Fraz. Scifì, via Provinciale Tel. 0942/ 751077

Personaggi Illustri:

Come si arriva:

Da Messina in auto: uscita autostrada A/18 al casello di Roccalumera, imboccare la S.S. 114 in direzione Catania sino ad arrivare sul Capo S. Alessio, al bivio per Forza d' Agrò immettersi sulla strada provinciale 16.
Da Catania in auto: uscita autostrada A/18 al casello di Taormina, imboccare la S.S.114 in direzione Messina sino ad arrivare sul Capo S. Alessio, al bivio per Forza d' Agrò immettersi sulla strada provinciale 16.

 

Cenni storici:

Le tracce di insediamenti primitivi nel territorio di Forza d'Agrò sono quelle legate alla cultura dell'Ausonia I di Naxos vicini ai rinvenimenti dell'età del bronzo di Malvagna e di Piano Cannafè appartenenti alla cultura dell'Ausonia II.

I ritrovamenti presso il lato occidentale del castello come un Mercurietto di tarda età ellenistica (oggi al Museo di Siracusa) di fattura non locale, hanno permesso di avanzare l'ipotesi dell'esistenza di un luogo fortificato, forse di età greca o romana, ma secondo altri di epoca più antica tanto da identificarsi con la città Kallipolis, fondata dai Calcidesi nel 732 a.C.

Il nome originario del paese era Vicum Agrillae, mutato in quello attuale nel XIV secolo, dopo la fortificazione del centro fu chiamato Fortia d’Agrò, prendendo il nome dalla fortezza (Fortia o Forzia) che sovrasta la valle d’Agrilla (odierna Agrò), citata in un privilegio del Gran Conte Ruggero, riguardante i confini della diocesi di Messina.

La fortezza è sul cocuzzolo elevato e scosceso poco distante dal promontorio Argeno, oggi denominato S. Alessio, sul quale esiste un’altra fortificazione.

Ai tempi del D’Amico la fortezza è già rovinata e al posto della rocca sorge la Chiesa dell’Annunziata.

I frati di S. Agostino reggono la Chiesa della SS. Trinità dal 1608, ma su tutti si distingue "per magnificenza e antichità" il monastero basiliano dei SS. Pietro e Paolo, cominciato da Ruggero II nella Scala di S. Alessio e donato prima al territorio di Agrilla e quindi a Forza d’Agrò.

Il termine Forza, deriva dal latino Fortia, che significa "fortilizio", mentre l'appositivo D'agrò, proviene dal greco Agròs, che vuol dire "campo".

Le prime notizie sulla presenza di un centro abitato risalgono al 1117, quando fu donato al Monastero dei SS. Pietro e Paolo d'Agrò.

In seguito divenne città reale e nel 1810 e fu occupata dalla Gran Bretagna.

Prevalentemente montuoso il territorio di Forza d'Agrò domina la sottostante Valle d' Agrò.

Il Monte Margi è l'asperità più elevata, altri rilievi sono il Monte S. Anna, il Monte S. Leo ed il Monte Rocca Scala.

I corsi d' acqua sono a carattere torrenziale come la Fiumara D'Agrò che lambisce il territorio forzese nei pressi della frazione Scifì, e numerosi altri di minore portata tra i quali i maggiori sono il Caliero e il Fondaco Parrino.

La formazione vegetale prevalente e quella della "macchia mediterranea": è facile infatti imbattersi nelle piante di carrubo, nelle guerci, nel fico, nei noci, nei noccioli e nei mandorli.

La millenaria antropizzazione della Sicilia orientale ha determinato profonde trasformazioni nelle presenze animali in questa parte della valle, un tempo sicuramente più ricca di specie faunistiche.

Oltre alla ghiandaia, la lepre e la volpe, è presente quella fauna avicola che è tipica della macchia mediterranea, come la quaglia, il colombaccio e la beccaccia prede ambitissime dei cacciatori insieme al coniglio selvatico.

Fino al 1948 nel territorio di Forza d'Agrò ricadeva anche S. Alessio e il suo castello.

Escursioni

Grazie alla bellezza del paesaggio e a recenti costruzioni di attrezzature ricettive, il turismo e in continuo sviluppo, infatti allontanandosi dal centro abitato, il paesaggio diviene sempre più impervio e boscoso. 

Qua e là si scorgono vecchi casali e palmenti abbandonati. Gli agenti atmosferici e l' opera degli antichi abitanti hanno ricavato nelle maestose rocce dei rifugi per se e per i loro animali, piccoli ambienti usati anche come rifugi dagli eremiti.

Questi sono visibili ai piedi delle Rocche Scala, presso la contrada Rizzo, ed ai confini di Gallodoro, presso il Serro S. Anna ed il verde bosco di Margi.

I panorami che si ammirano dalle alture di Forza d’Agrò sono vari ed incantevoli, ma quelli di maggiore bellezza sono quelli rurali che ancora conservano quell'aspetto primordiale tipico della vita di un tempo.

Per rendersi conto del fascino e della seduzione che la campagna forzese emana, basta recarsi sull' altopiano di "Santoleo", raggiungibile percorrendo i vecchi sentieri oppure il moderno tracciato carrozzabile in terra battuta, che con i suoi paesaggi quasi lunari, appare all’occhio del visitatore come un mondo incantato.

Scendendo giù dal Vignale, percorrendo una strada sterrata carrozzabile pianeggiante e sinuosa, dopo avere superato la "fontana del Canale", si giunge in contrada Casale.

Qui rimangono tuttora "segni" di un antico passato. Primi fra tutti i muri perimetrali, in pietre e sabbia, della piccola chiesa di San Michele, semplice e modesta, in piena armonia con il paesaggio che la circonda.

Nell’antica località del Casale, ricca di ulivi, mandorli e querce, rimangono ancora le tracce di una vita agricola che un tempo dovette essere parecchio intensa.

Tra queste un’aia ed un primitivo palmento scavato in un unico grande blocco di roccia arenaria.

Risalendo direttamente da Forza d'Agrò si attraversano i verdi boschi della contrada Margi, ove il sole penetra con difficoltà ed anche nelle estati più calde si può godere di momenti di refrigerio.

Proseguendo si arriva in località S. Anna, maestoso altopiano su cui si estendono piccole pianure ricche di coltivazioni, circondate da grandi rocce dalle forme caratteristiche.

Forse fin dall' antichità gruppi di uomini avevano scelto questo sito naturalmente protetto o come luogo di culto o semplicemente per viverci e per custodire, come si fa ancora oggi, il loro gregge.

Il tratto di costa sottostante Forza d' Agrò si presenta in modo abbastanza vario alternando, tratti di scogliera incantevoli con le sue anse ed i suoi scogli affioranti, ad un' ampia spiaggia pulita che sembra risplendere sotto i raggi del sole

(da  http://www.comune.forzadagro.me.it).

Etimologia (origine del nome)

Documentato con il nome di Fortia Agrò, dal latino fortia (fortilizio) e dal greco agros (campo).

Il Comune di Forza d'Agrò fa parte di:

Regione Agraria n. 6 - Montagna litoranea dei Peloritani

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